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20/03/2012

Bilancio di previsione 2012, Imu e Irpef, Variati: “E’ la nostra manovra anticrisi a sostegno dell’equità e del lavoro”

Equità e lavoro. Questi i principi del bilancio di previsione 2012 messo a punto dall’amministrazione comunale di Vicenza. Oggi la giunta ne ha approvato gli schemi oltre che i regolamenti e le aliquote per l’addizionale Irpef e per l’Imu.
“Per far fronte ai pesanti tagli introdotti dallo Stato e dalla Regione – ha detto oggi il sindaco che ha presentato i dati con l’assessore al bilancio Umberto Lago – avremmo potuto a nostra volta tagliare i servizi e tartassare i cittadini e le imprese, contribuendo a deprimere ulteriormente l’Italia. Ma proprio in considerazione della situazione economica abbiamo voluto, al contrario, elaborare una “manovra anticrisi”, a sostegno di chi ha meno e delle imprese che chiedono lavoro. Lo sforzo è stato importante, ma doveroso nei confronti di un territorio dove si sta facendo strada la povertà”.
Sul fronte dell’equità sociale, l’addizionale all’Irpef applicata dal Comune di Vicenza non colpirà infatti i redditi più bassi: “A chi ha redditi fino a 15 mila euro lordi – ha esemplificato il sindaco – abbiamo tagliato l’addizionale Irpef. Ciò significa che non dovrà pagarla chi percepisce una pensione netta mensile fino a 1.190 euro o un dipendente che ha uno stipendio netto mensile fino a 1.060 euro. Per tutti gli altri ci sarà un’addizionale dello 0,6%”.
Quanto all’Imu, il sindaco ha confermato che non saranno applicati aumenti all’aliquota dello 0,4% introdotta dalla legge, tutta introitata dallo Stato. Per quanto riguarda la seconda casa, l’aliquota sarà invece innalzata allo 0,96%, che diventerà l’1,06% per le abitazioni sfitte. “A sostegno di chi sottoscrive contratti a canone agevolato – ha annunciato Variati – manterremo per questa tipologia l’aliquota dello 0,4% prevista per la prima casa, anziché lo 0,76% base fissato dallo Stato, mentre per gli alloggi Ater scatterà, con l’aliquota minima dello 0,76%, una detrazione di 200 euro. La nostra manovra anticrisi, inoltre, aiuterà chi per lavorare utilizza immobili di proprietà e potrà per questo usufruire dell’aliquota base dello 0,76% invece che dello 0,96%. A sostegno dell’agricoltura, infine, applicheremo un’aliquota agevolata dello 0,15% sui fabbricati rurali, anziché dello 0,20% previsto dallo Stato”.
Accanto a questi interventi, sul fronte dell’aiuto al mondo dell’impresa, fondamentale sarà l’intervento sugli investimenti, dove i quasi 30 milioni di euro provenienti dalla vendita delle quote dell’autostrada Brescia – Padova serviranno per realizzare nuove opere per 20 milioni di euro, che genereranno cantieri e quindi lavoro pagabile subito, e la riduzione dei mutui per 9 milioni e mezzo di euro, operazione che consentirà di pagare le imprese fornitrici con risorse altrimenti congelate dal patto di stabilità.
“Importanti e focalizzate sul particolare momento di crisi attraversato dai cittadini – ha aggiunto il sindaco - sono anche le risorse destinate alla spesa sociale che passa da 8 milioni e 300 mila euro e 9 milioni e 200 mila euro, con un aumento di 1 milione e 200 mila euro per l’assistenza alla persona”. Nel dettaglio, questi fondi in più sono stati assegnati per 350 mila euro all’integrazione delle rette dei disabili psichici nelle strutture residenziali, per 310 mila euro all’assistenza agli anziani, per 290 mila euro all’assistenza domiciliare, per 150 mila euro alle famiglie con minori, per 100 mila euro all’albergo cittadino. Segno più, nel bilancio, anche per il capitolo casa, dove all’emergenza abitativa sono stati assegnati 300 mila euro.
Per il resto, con un bilancio di previsione che si assesta sugli 87 milioni di euro, la giunta ha sostanzialmente confermato le disponibilità assegnate l’anno scorso ai diversi assessorati, quando la spesa venne ridotta all’osso rendendo di fatto ulteriormente incomprimibili i capitoli di spesa. Con una novità: “Per la prima volta – segnala l’assessore al bilancio Umberto Lago -  registriamo un calo nella spesa del personale che si assesta sui 37 milioni di euro: 500 mila euro in meno generati dal blocco delle assunzioni”.

 

 

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