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Andrea PalladioIl "Vicentino" Palladio nacque a Padova il 30 novembre 1508 da Pietro della Gondola mugnaio che impose al figlio il nome di Andrea. Nel luglio 1521 il giovane fu messo a bottega presso il maestro Bartolomeo Cavazza per apprendere l'arte della scultura.Il contratto prevedeva un apprendistato di sei anni, ma già nel 1523 Andrea, forse perchè trattato con eccessiva severità da parte del maestro, fuggiva a Vicenza col padre. Scoperto, dovette ritornare nella bottega padovana, ma l'anno dopo riusci a rifuggire e nell'aprile si iscrisse alla "fraglia" dei muratori e tagliapietre della città lavorando come apprendista presso Giovanni da Pedemuro.
Per ben quattordici anni lavorò come "tajapiera" in quella bottega dove usciva la maggior parte dei monumenti sepolcrali degli altari ,e di tutte le altre decorazioni scultoree del nuovo stile sanmicheliano che andava lentamente diffondendosi nella città dei Berici. Nel 1537 Andrea lavora nella villa dei Cricoli che l'aulico letterato G.G. Trissino aveva progettato, fu il Trissino che intuì il genio nel modesto operaio e che realizzò il miracolo di "inventare" un architetto che sapesse progettare edifici funzionali nei quali padroneggiasse anche l'eredità classica così da dare un tono di cultura e di magnificenza.
Accanito e continuo fu lo studio del Palladio sulle antichità documentato da una serie imponente di disegni.La sua vità fu tutto un viaggio di studi e approfondimenti culturali di carattere mite e bonario condusse una vita semplice e modesta priva di clamorose vicende. Sposato già dal 1534 con una donna di umili origini ebbe quattro figli. L'ultima sua opera fu il Teatro Olimpico, il cui progetto fu steso nel 1580 anno in cui l'autore moriva. Fu sepolto presso un pilone del transetto di Santa Corona tra il cordoglio unanime.