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 <title>Comune di Vicenza: Mostre</title>
 <link>http://www.comune.vicenza.it/</link>
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 <description>Le notizie dalla Comune di Vicenza</description>
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 <title>Pittori in acqua</title>
 <link>http://www.comune.vicenza.it//vicenza/manifestazioni/mostre.php/53531</link>
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&quot;Emozioni&quot; è il titolo della mostra del gruppo &quot;Pittori in acqua&quot; che si inaugurerà giovedì 3 luglio, alle 18.30, nella Chiesa dei SS. Ambrogio e Bellino (contrà Sant’Ambrogio, 23). L’esposizione, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune con la collaborazione di &quot;Trastevere in Arte&quot;, rimarrà aperta fino a domenica 20 luglio (orario: giovedì e venerdì 15-19; sabato e domenica 10.30-13/15-19, ingresso libero). Informazioni allo 0444 222114; e-mail uffmostre@comune.vicenza.it .; http://www.pittoriinacqua.it&quot;Pittori in acqua&quot;, presenza ormai storica alla manifestazione Trastevere in Arte, è un gruppo di artisti, fondato nel 2003, unito dall’amore per l’acquarello che dall’acqua e dai colori fa nascere trasparenze, emozioni, suggestioni. L’acqua diventa così fonte di vita per il colore, essenza liquida che gli artisti, con abilità tecnica e personalità, trasformano in paesaggi, nature morte, ritratti, dipinti astratti. Il gruppo è composto da Romeo Altafini, Alessandra Appoggi, Grazia Babolin, Raffaella Baldi, Patrizia Bertoli, Mariuccia Bertollo, Roberta Campagnolo, Marta Ferrari, Giampietro Longhi, Anna Nado, Bruna Nicoli, Monica Pellattiero, Laura Sarra, Giancarlo Sartore, Franca Toffanin, Gianni Violetto. Pur provenendo dalla stessa scuola artistica, gli autori hanno compiuto un proprio percorso personale che li contraddistingue. I lavori esposti sono nati dall’interpretazione di una raccolta di poesie scritte da alcuni amici poeti.  </description>
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 <title>Negli occhi e nella mente del Palladio. Mura, porte e ponti di Vicenza vecchia</title>
 <link>http://www.comune.vicenza.it//vicenza/manifestazioni/mostre.php/53458</link>
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“ Negli occhi e nella mente del Palladio. Mura, porte e ponti di Vicenza vecchia ” è il titolo della mostra di fotografie di Claudio Rinaldi  alla Casa Cogollo detta del Palladio (Corso Palladio, 165 – Vicenza), organizzata dall’Assessorato alle Attività Culturali con la collaborazione dell’AIDO (Associazione Italiana Donatori Organi) e il sostegno della Banca del Centroveneto, rimarrà aperta fino al 13 luglio (orario: da martedì a domenica 10.30-13/15-19, ingresso libero). Le schede descrittive delle opere sono curate dal dott. Luca Trevisan (Università di Verona – Dipartimento di discipline storiche, artistiche, archeologiche e geografiche). Informazioni allo 0444 222114; e-mail uffmostre@comune.vicenza.itClaudio Rinaldi nasce a Vicenza dove esercita la professione di fotografo da una ventina di anni. Dopo aver completato gli studi tecnici, inizia un’esperienza di progettazione e dimensionamento di illuminazione di interni civili ed industriali acquisendo una notevole esperienza sull’uso della luce come strumento di lavoro. Nel frattempo aumenta la passione per la fotografia, in particolar modo per i ritratti, e sviluppa la tecnica del ritocco fotografico con l’aerografo realizzando particolari immagini in bianco e nero, seppiato anticato e dipinto a mano. Per la mostra “ Negli occhi e nella mente del Palladio. Mura, porte e ponti di Vicenza vecchia ”, spiega così la scelta delle foto e la tecnica usata: “La passione per la fotografia ed il fascino provato fin da bambino per le mura che cingevano la città di Vicenza così piena di arte e di storia, mi hanno spinto a realizzare particolari immagini, frutto di studi e appostamenti per valutare la luce migliore. Ho usato la tecnica di ripresa del bianco e nero, particolare per questo tipo di monumenti. Ho elaborato le immagini con il computer per togliere i segnali stradali, i cavi elettrici tutti i mezzi di trasporto e le persone. Ho voluto dare spazio alla mente di ogni osservatore per pensare all’importanza che poteva avere quelle mura, quella porta, quel ponte per le persone che abitavano in quel periodo. Le foto sono state stampate su una tela particolare e disposte su un telaio che permette la visione anche di lato. Per evidenziare la parte antica ho colorato manualmente alcuni particolari usando varie tecniche di pittura servendomi anche di pennelli e carboncini”. Claudio Rinaldi ha voluto dedicare la mostra a Renato, giovane papà scomparso tragicamente, di cui la famiglia ha deciso di donare gli organi </description>
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 <title>I Bersaglieri sul fronte vicentino</title>
 <link>http://www.comune.vicenza.it//vicenza/manifestazioni/mostre.php/53449</link>
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La mostra di pittura &quot;I Bersaglieri sul fronte vicentino. Nel Novantesimo della Vittoria&quot; dell’artista vicentino Galliano Rosset, è organizzata dall’Assessorato alla Cultura, Turismo e politiche giovanili del Comune di Vicenza e dall’Associazione Nazionale Bersaglieri; rimane aperta dal 19 al 29 giugno (da lunedì a venerdì 15-19; sabato e domenica 10-12/15-19; ingresso libero). Informazioni ai numeri 0444/222114 e 326547; e-mail: uffmostre@comune.vicenza.it«Disegnare le vicende legate ai Bersaglieri impegnati sul fronte vicentino dal 1915 al 1918, è un compito piuttosto arduo», dice Rosset. «Non potevo ignorare la dimensione tragica dell’uomo coinvolto nelle moltissime vicende di guerra. Ecco allora il disegno velocissimo, quasi appunto in corsa o il colore su tragiche vette, uniche rimaste di quei gruppi di ragazzi che si immergevano nelle lettere a casa, o nelle confidenze con i commilitoni nei rari momenti di pausa in trincea. Su questi campi di battaglia rimane altissimo il senso del dovere dei Bersaglieri che, ragazzi, obbedivano con l’entusiasmo giovanile, alla dura chiamata della patria, lasciando a noi un altissimo esempio.»Galliano Rosset, conseguita la maturità, ha continuato e approfondito gli studi alla Scuola d’Arte e Mestieri di Vicenza. Alunno di Otello De Maria e di Giorgio Peretti, è attento ricercatore delle tradizioni locali, profondo conoscitore di tutte le tecniche figurative e autore di testi di varia natura, riferimento sicuro per quanti desiderano conoscere a fondo le tradizioni venete. Illustratore, decoratore, scenografo per compagnie teatrali amatoriali, collabora da anni con il Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza, con il Museo Civico di Bassano del Grappa e con il Museo del 7o Reggimento Alpini. Per varie associazioni combattentistiche e d’arma ha eseguito manifesti e cartoline per raduni regionali e nazionali.  </description>
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 <title>“Ritorno” dell’artista trevigiano  Franco Corrocher</title>
 <link>http://www.comune.vicenza.it//vicenza/manifestazioni/mostre.php/53402</link>
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La mostra “Ritorno” dell’artista trevigiano  Franco Corrocher  è ospitata in due diverse sedi: nella chiesa di SS. Ambrogio e Bellino trovano spazio le opere pittoriche, mentre a casa Cogollo detta “del Palladio” sono collocate le sculture.La rassegna, organizzata dall'Assessorato alle Attività Culturali del Comune, con il sostegno della Regione Veneto, rimane aperta dal 24 maggio al 15giugno  (Chiesa di SS. Ambrogio e Bellino: giovedì e venerdì 15.00-19.00; sabato e domenica 10.30-13.00/15.00-19.00; Casa del Palladio: 10.30-13.00/15.00-19.00 chiuso il lunedì; ingresso libero). Informazioni   allo 0444.222114; e-mail: uffmostre@comune.vicenza.itL’esposizione rivela la versatilità di Franco Corrocher sia come pittore che come scultore. L’artista ha studiato Architettura all’Università di Venezia e nella città lagunare ha inoltre frequentato la Scuola Internazionale   di grafica e l’Accademia di Belle Arti. Docente di incisione e pittura, esperto acquerellista, Corrocher presenterà nella chiesa dei SS. Ambrogio e Bellino un'unica opera composta da dodici pannelli quadrati in alluminio di grandi dimensioni dove è inserita un'immagine pittorica di misura notevolmente più piccola, creando così un particolare effetto di contrasto. Queste sono immagini fotografiche, modificate al computer, stampate, quindi ancora rielaborate con la pittura. La serialità dei pannelli, come se fossero dei moduli standardizzati, sfocia nella “Grande pala” dove una donna circondata dalle luci di congegni elettronici si riflette nell'acqua di una vasca con specchio. Sul pavimento è sparso del frumento, simbolo della vita, che verrà calpestato dal pubblico. La mostra prosegue poi nella Casa del Palladio con un’installazione di sculture dall’apparenza misteriosa. Vengono incontro al visitatore piccole aste di ferro che paiono nascere dal frumento sottostante: in cima sono posizionate microsculture di pietra che rappresentano la ciclicità della vita. Come afferma Paolo Levi, la ricerca di Corrocher «si rivolge alla dicotomia fra il bene e il male, fra la materia e lo spirito, riproponendo quindi i temi eternamente irrisolti del nostro vivere, attraverso la costruzione di opere espressivamente molto complesse. Esse vanno infatti affrontate e meditate, sapendo che nessun particolare è mai gratuito, e che nessun momento della sua creatività è prodotto dal caso». </description>
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 <title>Suliko / Anasun – Arte dal Caucaso</title>
 <link>http://www.comune.vicenza.it//vicenza/manifestazioni/mostre.php/53257</link>
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“Suliko / Anasun – Arte dal Caucaso” è il titolo della mostra che si è inaugurata sabato 3 maggio nella Chiesa dei SS. Ambrogio e Bellino a Vicenza. L’esposizione, organizzata dall’Assessorato alle Attività Culturali, rimarrà aperta fino al 18 maggio (orario: da lunedì a venerdì15 - 19, sabato e domenica 10.30 – 13 / 15 - 19, ingresso libero). Informazioni allo 0444 222114 - e-mail uffmostre@comune.vicenza.it - www.comune.vicenza.itLa mostra - inserita nell’ambito dell’edizione 2008 del Festival Vicenza Jazz che, oltre alla consueta attenzione per il jazz più attuale, ha come tema caratterizzante anche la musica del vicino oriente - porta a Vicenza l’opera di due pittrici provenienti dal Caucaso: Sonya Orfalian e Rusudan Petviashvili.Il titolo della mostra “Suliko” (“Anima” in georgiano) richiama una vecchia canzone molto famosa nei paesi dell’est che racconta di una donna alla ricerca dell’anima gemella. “Anasun” in armeno significa invece “Senza anima”.Sonya Orfalian è nata in Libia da genitori armeni. Figlia della diaspora, sin dall'inizio degli anni Settanta vive a Roma, dove ha coltivato la ricerca sulle proprie radici culturali. E' artista visiva ed espone i suoi lavori in Italia e all'estero. Partita molti anni fa da un tentativo di coltivazione di objets trouvés d’ordine quotidiano, quasi che un’amorosa cartografia di reperti naturali elencati ritmicamente potesse valerle un qualche riscatto dalla dolorosa e prematura esperienza dell’esilio e dell’apolidìa, Sonya nel suo cammino perfettamente solitario si è presto incontrata con il linguaggio della libertà pittorica, quel canto temperato dalle molteplici avatara che in lei si è manifestato essenzialmente sotto la specie dell’avventura veloce ed estrema del colore.Rusudan Petviashvili è nata a Tbilisi il 25 gennaio 1968. Ha iniziato a dipingere a un anno e mezzo e a sei anni espone per la prima volta oltre cento opere grafiche e a colori: la maggior parte grandi, complicati disegni … A otto anni Rusudan Petviashvili ha tenuto due personali a Mosca. Tre anni dopo un'altra mostra a Mosca e poi a Tbilisi. A tredici anni aveva già presentato i suoi lavori in molte città della Francia, compresa Parigi. Negli anni successivi espone a Vienna, Budapest, Madrid, Londra, di nuovo a Mosca e Tbilisi come pure, in anni più recenti, in Francia e negli Stati Uniti.Sono stati pubblicati libri con le illustrazioni di Rusudan e tra essi anche due copruduzioni russo-francesi: “Il cavaliere nella pelle di tigre” e “Fiabe popolari della Georgia”.Rusudan Petviashvili è inserita nella lista delle “2000 persone famose del XX secolo”, pubblicata dal Cambridge Biographical Centre.Rusudan sta partecipando alla realizzazione delle miniature del Vangelo per la Cattedrale della Santissima Trinità sotto la benedizione di Sua Eminenza Ilia II, patriarca cattolico della Georgia.Durante l’inaugurazione si è esibita la corale georgiana “Sintonia Tbilisi”. Costituita in provincia di Vicenza nel gennaio 2002 e composta da tredici donne, la corale ha un repertorio esclusivamente collegato alla tradizione georgiana: musiche sacre cristiano-ortodosse e canti di tradizione popolare in georgiano ma anche in russo. Il coro è diretto da Guliko Lomtatidze, musicista di lunga esperienza, diplomata al conservatorio di Tbilisi. </description>
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