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29/01/2014

Bulgarini d'Elci risponde a Confcommercio: “Stiamo costruendo una città turistica"

"Lamentele incomprensibili e bizzarre”

“Sono incomprensibili, e francamente bizzarre, le critiche di Confcommercio alle politiche turistiche del capoluogo. Per la prima volta nella storia di Vicenza stiamo costruendo con coraggio e lungimiranza una città turistica: senza grandi aiuti esterni, in verità, ma con successo. Lo dimostrano i numeri e i fatti, come ben sanno i commercianti del centro, quelli che ogni giorno rischiano e lavorano e che possono testimoniare come le nuove politiche di incentivo al turismo abbiano aiutato a bilanciare gli effetti terribili della crisi economica. Ma la cosa assurda è che lo sanno pure in Confcommercio, e lo riconoscono nel loro comunicato. E allora, che senso hanno critiche che non criticano niente? Perché alzare i toni in modo incomprensibile?".
Il vicesindaco e assessore alla Crescita Jacopo Bulgarini d'Elci respinge al mittente la richiesta di Confcommercio di "cambiare marcia" per dare slancio turistico alla città.
“Ai funzionari di Confcommercio sarà evidentemente utile un ripasso su chi ha fatto cosa. Non è una modalità che mi appassiona, ma a fronte di accuse pesanti e ingiustificate è opportuno fare un po' di chiarezza. Una critica decisamente curiosa: è noto a tutti come sia stata proprio l'amministrazione comunale a pensare, gestire, lanciare la stagione delle grandi mostre, così come sia stato fin dalle precedenti amministrazioni il Comune e non altri ad aver varato la stagione dei grandi restauri monumentali, dalla Basilica a palazzo Cordellina, da Santa Corona a palazzo Chiericati, indispensabili al rilancio di Vicenza città d'arte”.
La stessa istituzione della tassa di soggiorno è stata voluta dal Comune per generare nuove risorse, puntualmente spese per la promozione della città, e quindi direttamente a vantaggio di chi nella città opera. Con risultati noti a tutti: 273.334 visitatori per “Da Raffaello a Picasso”; decine di migliaia di persone che hanno visitato la Basilica anche a mostra chiusa; concerti e spettacoli serali sempre affollatissimi organizzati sulla terrazza, location diventata incredibile attrattore per vicentini e turisti; esposizioni successive sempre frequentatissime, come la recente “Illustri” che ha richiamato 25.528 visitatori; già oltre 70 mila prenotazioni per l'esposizione “Verso Monet” che aprirà il 22 febbraio; prestigiosi giornali e riviste nazionali e internazionali che continuano ad occuparsi del ritrovato monumento palladiano, delle prestigiose rassegne proposte al teatro Olimpico, e di conseguenza della città...
Tutto ciò ha creato un indotto non solo certificato dagli stessi operatori durante la prima grande esposizione, ma consolidato anche nei periodi successivi, come dimostra il +18% di arrivi alberghieri ottenuto in mesi in cui non c'era più la mostra.
“Siamo i primi – è la conclusione del vicesindaco – a dire che siamo solo all'inizio e a lavorare per dare strutturalità all'investimento culturale e alla crescita del territorio. Ed infatti abbiamo già programmato non una, ma ben due nuove mostre di grande richiamo. E attorno a queste stiamo lavorando a uno sviluppo forte di produzioni culturali di ogni genere. Ma è tutta la città, a partire dalle associazioni di categoria, a dover mettere in campo nuove energie. A Confcommercio, le cui recenti iniziative natalizie il Comune ha lealmente sostenuto con un contributo economico, chiediamo di fare la propria parte più che di prodursi in polemiche sterili. L'associazione lamenta di non aver ricevuto risposta a due proposte avanzate da tempo al sindaco: vero, per colpa di un mio errore non è mai stata data formale risposta. Ma è davvero una buona ragione per sollevare questo polverone senza avere di fatto reali critiche da fare? Vediamo le due proposte. La prima è quella di effettuare un'analisi scientifica dei flussi turistici e delle richieste di standard e servizi, approfittando della prossima mostra: bene, concordiamo che sia utile e confidiamo che Confcommercio la vorrà organizzare e finanziare, collaborando concretamente con l'amministrazione che in questi anni si è sobbarcata da sola il peso del rilancio. La seconda proposta è quella di un trenino che percorra le strade, peraltro strette, del nostro centro storico, peraltro così piccolo da essere attraversabile a piedi in pochi minuti: un'immagine allegra e un'idea suggestiva, anche se magari un po' pacchiana, che però non rientra nelle linee di sviluppo delle politiche culturali, turistiche e di accoglienza del nostro splendido centro storico rinascimentale. Nello scusarmi quindi per la mancata risposta formale, a cui prontamente ovvieremo, e non rilevando altre critiche di sostanza, penso possiamo voltare tranquillamente pagina e ricominciare a lavorare per il bene della città, commercianti in primis”.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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