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05/11/2013

Biblioteca Bertoliana, "L'aquila e il leone - La battaglia dimenticata - Vicenza 1513"

Venerdì 8 novembre a Palazzo Cordellina

Ritratto di Luigi da Porto

Continua in Biblioteca Bertoliana il ciclo di conferenze organizzato con il contributo della Fondazione Cariverona e della Regione Veneto in occasione del 5° centenario della battaglia di Vicenza del 1513.
La quinta conferenza - che si terrà venerdì 8 novembre a Palazzo Cordellina in contrà Riale 12 alle 18.30 - è affidata al professor Giovanni Pellizzari con la lettura di Luigi da Porto e delle sue Lettere storiche.
Luigi Da Porto fu spettatore e protagonista delle travagliate vicende storiche che sconvolsero Vicenza e la Repubblica Veneta tra il 1509 e il 1513. Il complesso intreccio di avvenimenti che derivò dall'alleanza stretta a Cambrai il 10 dicembre del 1508 tra Francia Impero e Papato contro Venezia fu narrato nelle Lettere storiche, da lui scritte tra il 1509 e il 1513 e per lo più indirizzate allo zio Antonio Sarvognan. Testimone attento e curioso narra fatti propriamente storici e militari, descrive protagonisti, appunta osservazioni sociologiche e morali. Le Lettere furono scritte probabilmente a caldo per una  comunicazione spiccia ad amici e parenti di fatti ed opinioni.
Tra il 1523 e il 1525 Da Porto le rielaborò con intenti d'arte secondo il canone del genere epistolare e adottando la lingua fiorentina sulla scia della lezione di Bembo.

Nacque a Vicenza nel 1485 da una famiglia ricca e prestigiosa, tra le più influenti delle città. Le buone relazioni della famiglia lo portarono giovinetto alla corte d'Urbino, dove approfondì l'educazione umanistica ed ebbe modo di addestrarsi al mestiere delle armi. Qui conobbe e strinse amicizia con Pietro Bembo. Rientrato a Vicenza, città ricca e potente e lungamente contesa da Imperiali e Veneziani, Da Porto mantenne nel primo anno di guerra una posizione politica ambigua riassunta nel detto chi vince siamo presti ad ubbidire. Il prolungarsi della guerra e i legami con i Savorgnan, famiglia friulana fedelissima alla causa di Venezia, lo portarono a schierarsi con i veneziani ed entrare nell'esercito della Repubblica dove ottenne il grado di comandante di una compagnia di cavalleria leggera. Nel giugno del 1511, durante una battaglia sul fiume Natisone, venne ferito gravemente alla gola. A causa di ciò ebbe fine la sua carriera militare.
Fu autore di versi e della novella di Giulietta e Romeo pubblicata postuma nel 1530 col titolo Historia novellamente ritrovata dei due nobili amanti, con la loro pietosa morte intervenuta già nella città di Verona nel tempo del signor Bartolomeo della Scala.
Il 10 maggio 1529 morì a Vicenza e fu sepolto nella chiesa di S. Corona.

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