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18/10/2013

Prostituzione vietata lungo le strade dove ci sono case

La norma entra nel regolamento di polizia urbana con altre disposizioni contro il degrado

Da sinistra: Bortoli, Rosini, Variati, Rotondi

Il divieto ad esercitare la prostituzione in strada sarà esteso a tutta la città, ad esclusione delle aree prive di abitazioni all’interno delle zone industriali ovest ed est. Lo hanno annunciato questa mattina il sindaco Achille Variati e l'assessore alla sicurezza urbana Dario Rotondi al termine della giunta che ha approvato la proposta di modifica del regolamento di polizia urbana che introduce stabilmente le norme su questo e su altri problemi tipici della lotta al degrado urbano. Dopo l’approvazione in Giunta il regolamento sarà votato dal Consiglio comunale.
A fine ottobre – è stata la premessa del sindaco -  scadono alcune ordinanze contingibili e urgenti che rappresentano gli unici strumenti rimasti ai sindaci per combattere le fonti di degrado dopo lo stop della corte costituzionale al decreto sicurezza di Maroni e il continuo rinvio della legge nazionale sulla sicurezza urbana. Dovendoci arrangiare e non potendo continuare a reiterare ordinanze a tempo, con il rischio di illegittimità, abbiamo deciso di assorbirne i contenuti nel regolamento di polizia urbana, con l'obiettivo di contrastare tutti i fenomeni di degrado che sono potenziali ostacoli alla crescita di Vicenza come città della cultura, dell'accoglienza e del turismo”.
In questo senso non solo le norme sulla prostituzione, ma anche su festeggiamenti smodati, consumo di alcol, bivacco nei parchi, tutela delle aree monumentali e spettacoli degli artisti di strada sono entrate a far parte in pianta stabile del regolamento.
Per quanto riguarda la prostituzione, Variati ha ricordato che Vicenza è stata tra le prime città d'Italia a vietare formalmente alcune zone della città, peraltro tenendo sempre ben presente l'aspetto sociale del fenomeno, attivando e confrontandosi settimanalmente con la cooperativa sociale che con ottimi risultati fornisce aiuti e consulenze alle prostitute: “Vicenza – ha ricordato il sindaco - è in Italia la città con il maggior numero di ragazze che chiedono di uscire dal giro proprio grazie al sostegno di queste preziose unità di strada”. 
Ora – ha proseguito l'assessore Rotondi -  dovendo tradurre in norma il contenuto di un'ordinanza non più reiterabile abbiamo previsto il divieto di prostituzione nelle aree pubbliche o aperte al pubblico di tutte le zone già perimetrate dalla classificazione acustica comunale e nelle relative strade adiacenti, ad esclusione delle zone industriali prive di abitazioni”. 
In sostanza, se il consiglio comunale approverà la proposta della giunta, per strada non ci si potrà prostituire nelle zone 1, 2, 3 e 4 della classificazione acustica del Comune di Vicenza (praticamente tutte la aree abitate) e per quanto riguarda le zone 5 e 6 (industriali) la prostituzione sarà comunque vietata in strada Padana verso Verona fino ai confini con i Comuni di Creazzo e Altavilla, via Frescobaldi, via Vecchia Ferriera, strada della Carpaneda, via Del Lavoro dall’intersezione con via del Progresso fino a viale Sant’Agostino e dall’intersezione da viale Sant’Agostino fino all’intersezione con via Dell’Economia, via dell’Artigianato dall’intersezione da via del Progresso all’intersezione con via dell’Industria, via Della Tecnica dall’intersezione con via dell’Economia fino all’intersezione con viale Sant’Agostino, via dell’Economia dall’intersezione da via del Lavoro fino all’intersezione con via della Tecnica, viale Sant’Agostino, via San Desiderio, via dell’Arsenale, via Cecchin, strada Padana verso Padova e via Scolari. La giunta, inoltre, potrà variare aree e strade vietate in misura non superiore al 5% del perimetro indicato.
Tra le altre ordinanze per le quali la giunta propone la trasformazione in norme stabili del regolamento, quella sugli artisti di strada sancisce la possibilità per questi ultimi di esibirsi dalle 9 alle 14 e dalle 15.30 alle 23 senza autorizzazione o pagamento di canone; non sono consentite esibizioni in luoghi vicini a case di risposo, ospedali, scuole aperte, luoghi di culto dove si stanno celebrando funzioni o spazi dove già si stanno tenendo concerti o manifestazioni. Le esibizioni non dovranno durare più di due ore in uno stesso luogo e la raccolta delle offerte dovrà avvenire esclusivamente in contenitori posizionati a terra nel luogo dell'esibizione. Inoltre le attività degli artisti di strada devono avvenire senza l'impiego si strumenti di amplificazione sonora.
Il nuovo regolamento, inoltre, si occupa anche dei festeggiamenti privati in suolo pubblico, come ad esempio le feste di laurea: è vietato usare gesso, farina, uova, schiuma e altre sostanze in grado di sporcare spazi ed edifici e di creare disturbo alle persone. Vietato anche l'uso di fuochi d'artificio, salvo specifiche deroghe dell'amministrazione.
Ancora, viene normato stabilmente anche il divieto di consumare bevande alcoliche nei luoghi pubblici della città, eccetto, ovviamente, i plateatici. Anche in questo caso scattano le deroghe in caso di manifestazioni autorizzate dal Comune.
Vengono inoltre ribadite integralmente le disposizioni relative al bivacco nei parchi, con la precisazione che il divieto di stendersi sull'erba riguarda la notte e vi si può derogare in caso di particolari eventi.
Infine, l'aggiornamento del regolamento introduce il nuovo divieto di sdraiarsi o bivaccare sotto i portici, tra  le colonne o davanti agli ingressi di palazzi e monumenti cittadini, fornendo così alla polizia locale uno strumento non più per chiedere, ma per imporre ai barboni di abbandonare rifugi poco consoni a una città d'arte.
Una volta approvate dal consiglio comunale che si terrà presumibilmente il 29 ottobre, le modifiche al regolamento entreranno immediatamente in vigore, mentre a ruota la giunta dovrà determinare le relative sanzioni, sulla falsariga di quelle già in vigore per le ordinanze in scadenza.

 

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