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07/08/2013

Valletta del Silenzio, al via stamattina l'abbattimento dell'abuso edilizio

Dopo un annoso braccio di ferro tra il Comune e la società Agricola Maine

Dalle carte alle ruspe in oltre 7 anni. Tanto c'è voluto perchè questa mattina, finalmente, il Comune fosse nelle condizioni di avviare le operazioni di demolizione degli abusi edilizi operati dall'Agricola Maine srl - che fa capo alla famiglia del geometra Carlo Valle - in via della Rotonda 62: in piena Valletta del Silenzio, area vincolata per il particolare pregio ambientale, storico ed architettonico.

Le benne andranno avanti fino a tutto settembre per demolire gli abusi a pochi passi da villa La Rotonda, con vista sul santuario di Monte Berico e villa ai Nani. “Finalmente – commenta il sindaco Achille Variati – oggi inizia l’abbattimento di un abuso edilizio in una delle zone più belle della nostra città. Abbiamo visto come sia difficile demolire una costruzione abusiva perché il Comune deve affrontare lunghe trafile burocratiche e ricorsi al Tar: è incredibile come in Italia bastino pochi giorni per costruire un edificio abusivo, ma siano necessari anni per abbatterlo. Proprio per questo, è ancora più importante il segnale che diamo oggi per il rispetto delle regole e per il contrasto dell’illegalità: a Vicenza per gli abusi c’è tolleranza zero”.

La proprietà ha provato fino all'ultimo momento a fermare la demolizione – ha spiegato stamattina l'assessore alla semplificazione e innovazione Filippo Zanetti, durante un sopralluogo -: giusto ieri pomeriggio è arrivato in Comune un fax della Maine per chiedere la sospensione dei lavori in quanto il Tar ha accolto lo scorso 31 luglio la richiesta di concordato preventivo. Ma questo non cambia le sorti della stalla – ha precisato Zanetti -: l'abuso resta un abuso, e non rientra nel patrimonio della società perchè proprio non deve esistere. Va demolito, punto. Anzi, ringrazio l'ex assessore all'edilizia privata Pierangelo Cangini, perchè il risultato di oggi è frutto della fermezza e della determinazione con cui ha portato avanti la battaglia nei cinque anni precedenti”.

La demolizione della stalla da parte del Comune è infatti coattiva, in quanto avrebbe invece dovuto provvedervi la stessa proprietà ancora entro il 25 marzo 2010, come stabiliva una specifica ordinanza comunale, contro la quale però i privati avevano presentato ricorso al tribunale amministrativo del Veneto. Allora, a dover essere demoliti erano un rustico e un ricovero per animali. Ma, sempre nel 2010, a maggio, il Comune si accorse di un nuovo abuso. Durante un sopralluogo, infatti, i tecnici comunali, assieme alla polizia locale, scoprirono non solo che non era stato dato seguito alla demolizione, ma addirittura che al posto della struttura in lamiera utilizzata per il ricovero degli animali, la proprietà stava costruendo un annesso rustico (in mattoni, legno, cemento e copertura in coppi) per una superficie di 380 metri quadrati e un'altezza tra i 2,5 e i 5 metri, con tanto di forno per le pizze, con sospetta intenzione, quindi, di ampliare l'attività di agriturismo già in corso. Di nuovo quindi il Comune si trovava di fronte ad un edificio realizzato senza il permesso di costruire e senza l'autorizzazione ambientale. Di qui i sigilli apposti al cantiere dal Comune, su ordine della procura, con nuova ordinanza di demolizione. “Quello stabile è ora sotto sequestro – ha precisato Zanetti - e seguirà le sorti della stalla, ma siamo ai primi passi dell'acquisizione dell'area da parte del Comune e ci vorrà quindi ancora un po' di tempo per arrivare alla demolizione”.

Tornando alla stalla, invece, a inizio 2011 pur riconoscendo l'abuso, il Tar annullò per meri vizi formali il provvedimento del Comune che ordinava l'abbattimento della costruzione abusiva, accogliendo quindi il ricorso presentato dalla società Maine. Il Comune avviò quindi daccapo un nuovo procedimento volto alla demolizione finale, peraltro attraverso l'acquisizione gratuita dell'area al patrimonio comunale: una procedura drastica, mai intrapresa prima da alcun settore comunale, utile però per giungere una volta per tutte all'abbattimento, dato che l'area vincolata non consente, di fatto, altra soluzione.

Così, a fine 2012, il Tar ha rigettato i ricorsi dell'Agricola Maine, sia contro il Comune (più avanti respinto anche dal Consiglio di Stato) sia contro la Provincia di Vicenza relativamente all'annullamento a cura della Provincia stessa del permesso di costruire comunale rilasciato nel 2005 per la stalla. In questo modo il tribunale amministrativo ha di fatto consentito al Comune di premere sull'acceleratore verso la completa demolizione dell'abuso in Valletta del Silenzio. “Il costo dell'operazione ammonta a 45 mila euro – ha spiegato Zanetti -, ed è stata affidata a circa la metà del valore posto a base d'asta, grazie alla possibilità per l'impresa di recuperare i materiali della struttura, come le travi in legno, le potrelle in acciaio e i pannelli isolanti”.

Negli ultimi mesi, tuttavia, c'è stato un nuovo brusco rallentamento dell'iter, perchè, proprio durante un sopralluogo propedeutico alla operazioni di demolizione, il Comune aveva accertato che la proprietà non aveva dato seguito all'ordinanza di sgombero della stalla, trovandovi invece all'interno, oltre a materiali e attrezzi agricoli, anche sette cavalli e due mucche.

Fissata infine la data di avvio dell'abbattimento, la settimana scorsa il Comune ha dato a Maine un'ultima settimana di tempo per svuotare la stalla dai materiali (un trattore, fieno e attrezzi); ma invano, ancora una volta. Al punto che il Comune si è visto costretto ad affidare l'incarico di sgombero all'impresa di demolizioni, che ha accatastato i materiali in fondo alla stalla, dando così ancora un po' di tempo alla Maine per recuperarli. Gli animali invece, nel frattempo sono stati spostati dalla società sotto a delle tettoie lì accanto, abusive pure quelle.

Rimosso quindi anche quest'ultimo inghippo, stamattina, finalmente, i primi colpi di benna.

 

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