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22/07/2013

Presentate le linee programmatiche dell'assessorato alla partecipazione

Cordova: “Chi partecipa decide: al via assemblee periodiche nei quartieri”

Chi partecipa è una risorsa, chi partecipa decide”: è il motto dell'assessore alla partecipazione Annamaria Cordova annunciato questa mattina a palazzo Trissino nel corso dell'approfondimento dedicato al settore di sua competenza nell'ambito delle linee programmatiche del mandato 2013-2018 della nuova giunta Variati.

Proseguiremo anche in questo mandato lungo il percorso già imboccato dall'amministrazione precedente – ha precisato l'assessore -: no alle decisioni calate dall'alto, ma condivisione con i cittadini dei progetti in grado di modellare la città del futuro. È un nuovo modo di amministrare, in linea con il Trattato di Lisbona che sancisce la complementarietà tra democrazia rappresentativa e democrazia partecipativa. Ciò però significa anche che chi non partecipa - vuoi perchè è disinteressato, vuoi perchè è un disilluso della politica o perchè non si sente rappresentato da questa amministrazione – non può poi lamentarsi perchè non vede concretizzarsi le sue aspettative”.

Cordova ha quindi evidenziato il cambio di nome anche per il suo assessorato: sparisce infatti il termine decentramento, dal momento che la normativa ha formalmente eliminato le sette circoscrizioni in cui era suddivisa Vicenza, assieme ai rispettivi consigli circoscrizionali. “Tuttavia – ha ricordato l'assessore – rimangono per comodità logistica le sette aree sul territorio, perchè ciascuna ha caratteristiche diverse dalle altre dal punto di vista geografico, culturale e ambientale. La sfida sarà anzi quella di potenziare e qualificare i servizi decentrati da affiancare agli strumenti on line che sempre più semplificano la vita al cittadino, ma ai quali non tutti ancora hanno o possono avere accesso”.

Partecipazione, per l'assessore Cordova, vuol dire innanzitutto ascoltare tutti e rispetto della cosa pubblica. “Porremo grande attenzione quindi alle associazioni – ha sottolineato –, perchè sono un anello fondamentale con la cittadinanza: attraverso i loro iscritti, sono una miniera di informazioni e ci possono dire quali sono i veri problemi delle persone. A breve quindi comincerò ad incontrale”.

Un altro degli impegni di breve periodo annunciato dall'assessore è l'avvio di un calendario di assemblee pubbliche periodiche, che si terranno nelle varie sedi decentrate per incontrare “l'anima dei quartieri”, ovvero associazioni, comitati di quartiere, scuole, parrocchie, negozianti, biblioteche... “Sono un ottimo strumento per stabilire un contatto con i cittadini – ha spiegato -: servono ad ascoltare le richieste, a sentire le critiche e a valutare i consigli. E poi ci aiuteranno a definire la destinazione della quota di bilancio che l'articolo 78 dello statuto riserva alle richieste degli abitanti”.

Il mio, del resto – ha spiegato Cordova - è un ruolo trasversale rispetto agli altri assessori: faccio da snodo e da collante. Raccoglierò quindi tutte le segnalazioni e le richieste da parte del territorio e, se non di mia competenza diretta, le inoltrerò all'assessore di riferimento, salvo poi fornire un riscontro al cittadino”.

Tra gli altri obiettivi annunciati da Cordova anche l'allargamento dell'anagrafica delle associazioni, che già esiste (447 quelle censite) ma con riferimento soprattutto al sociale. “Invece vorrei che si iscrivessero tutte le altre – ha dichiarato l'assessore -, sportive, culturali, ambientali, ricreative: in questo modo noi ne conosciamo l'esistenza e loro hanno diritto a richiedere contributi e a partecipare alla vita amministrativa della città. Basti pensare che il Comune di Vicenza conta 46 parchi gioco, 35 aree verdi, 84 orti urbani, 24 palestre e 17 campi da calcio: senza l'affidamento alle associazioni per noi sarebbe impensabile provvedere alla manutenzione e alla gestione di tutte queste strutture”.

Cordova ha quindi ricordato gli altri strumenti di partecipazione diretta alla vita amministrativa della città, come le petizioni (ora anche on line): “Non tutte sono realizzabili – ha precisato -, ma costituiscono in ogni caso un termometro della situazione e delle richieste dei cittadini”. E poi i referendum a quorum zero (“per cui chi va a votare decide”) e la consulta degli stranieri per ascoltare le minoranze che vivono in città.

E infine – ha ribadito Cordova - proponiamo ai cittadini di collaborare nel segnalarci disservizi, buche in strada, segnaletica mancante... Perchè il Comune non può avere occhi su tutto il territorio comunale, ed è quindi fisiologico che si verifichino mancanze. La città è grande e bella. Per migliorare ancora ha bisogno della partecipazione di tutti, e tanti lo stanno già facendo”.

 

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