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12/07/2013

Il Comune ricorre al Tar contro il commissariamento regionale dell'Ipab

Variati: “Un atto politico amministrativamente illegittimo”. Analogo ricorso è stato presentato dall'ex CdA

Dopo l'ex CdA dell'Ipab anche il Comune di Vicenza ricorre al Tar Veneto contro il commissariamento dell'ente. Oggi il sindaco Achille Variati ha presentato i contenuti del ricorso. Al suo fianco c'erano l'ex presidente di Ipab Gianni Rolando, il vicepresidente Daniele Bernardini e i componenti del CdA Giovanni Cristofari e Giovanni Gozzi.
“Il commissariamento dell'Ipab – ha detto il sindaco – è un atto politico della giunta regionale, ed in particolare dell'assessore Sernagiotto. Ma è un atto amministrativamente illegittimo. Per questo il Comune di Vicenza ricorre al Tar Veneto, chiedendone l'annullamento.  Non solo: preannuncio un ulteriore ricorso perché il 25 luglio questo CdA, che ringrazio per la professionalità e la competenza dimostrate, sarebbe scaduto, ma il commissariamento dell'ente, disposto inspiegabilmente per un anno, mi impedisce di fatto effettuare le nuove nomine”.
L'impugnazione da parte del Comune avviene per vizi procedimentali della delibera regionale di scioglimento del Cda dell'Ipab e criticità delle relazioni ispettive.
Per quanto riguarda i vizi procedimentali, l'amministrazione ritiene che i provvedimenti impugnati siano illegittimi per “violazione e falsa applicazione dell'articolo 3 della legge regionale 23 del 2007”. In particolare, poiché l'iter dell'accordo di programma non è mai stato completato, la Regione ha diffidato l'Ipab a fornire chiarimenti in merito ad un atto inesistente che, quindi, non può essere indicato come presupposto per eccepire che vi siano state gravi violazioni di legge o rilevanti irregolarità. “Quello contestato non è un accordo concluso, in sostanza, ma una proposta di accordo  – ha commentato il sindaco – e proprio per questo motivo non può certo costituire il presupposto per lo scioglimento del CdA. La Regione, del resto, ha partecipato attivamente al procedimento per l'elaborazione della proposta di accordo, senza mai manifestare perplessità o chiedere chiarimenti. E' in effetti è sempre stato palese a tutti, e su ciò ha concordato con me anche il commissario, che questo accordo di programma è essenziale per il futuro dell'ente. Se c'è una colpa, questa sta in capo alla Regione che, non decidendo, sta creando gravi danni all'Ipab”.
Il sindaco ha inoltre sottolineato come l'obiezione di non sostenibilità economica per l'Ipab della proposta di accordo non regga anche nel merito per vari motivi, compreso il fatto che le valutazioni definitive si devono fare post accordo di programma, a cambi di destinazione d'uso avvenuti. Del resto, secondo il collegio dei revisori dei conti, non emerge uno sbilanciamento a favore del Comune, mentre la stessa direzione regionale Urbanistica e paesaggio equipara non i valori delle aree ma le finalità di rispettiva competenza dei due enti, riconoscendo che le eventuali differenze sono ampiamente compensate dalle valorizzazioni previste.
“Insomma – ha detto il sindaco – se squilibrio c'è, ed è voluto, è a favore di Ipab e del suo futuro”.
Incomprensibili per il Comune anche le obiezioni mosse dalla Regione sulla gestione di Ipark: “Mi dica l'assessore regionale – ha commentato il sindaco - dove dovremmo mettere gli anziani di questa struttura se la si vuole chiudere. L'unica soluzione è fare i nuovi centri servizi previsti dall'accordo di programma che la Regione blocca”.
“Insomma – è la conclusione di Variati -  in questa storia l'amministrazione comunale vede un grande pasticcio che io giustifico solo con una strumentalizzazione politica messa in atto durante la campagna elettorale. E' l'unica spiegazione razionale che riesco a darmi di tutta questa vicenda“.

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