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11/06/2013

Vicenza Pride Festival - Giovedì 13 giugno i nuovi talenti del contemporaneo

Al Teatro Astra si alterneranno Giorgia Nardin, Marta Cuscunà e Marco D’Agostin tra danza e teatro sui temi del corpo femminile, della Resistenza e della trasformazione

Giorgia Nardin

Terza giornata del “VICENZA PRIDE FESTIVAL”, l’iniziativa contro le discriminazioni che si svolge in vari luoghi della città con un programma di arte, musica e tavole rotonde. Un progetto firmato La Piccionaia - I Carrara Teatro Stabile di Innovazione in collaborazione con il Comitato Vicenza Pride, divenuto possibile grazie all’intervento di smart by TRIVELLATO ed il contributo dell’Uf?cio Pari Opportunità del Comune di Vicenza, Arteven circuito teatrale regionale veneto e Bar Borsa. Tanti artisti e una molteplicità di forme espressive per un unico messaggio: il rispetto delle differenze e la parità dei diritti.

Una giornata, quella di giovedì 13 giugno che vedrà alternarsi i giovani talenti della nuova scena performativa italiana. Al Teatro Astra (ore 21) sarà di scena la danza, con la performance “Dolly” di Giorgia Nardin sul tema dell’omologazione del corpo femminile e dei meccanismi di seduzione. Un lavoro che si avvale degli ambienti sonori creati da Tommaso Marchiori e delle luci disegnate da Matteo Fanton. “Dal 1959 sono state vendute oltre 700 milioni di Barbie” – spiega la coreografa e performer che, nata nel 1988 in provincia di Venezia, vanta già un curriculum internazionale. “Ogni giorno vengono comprate due Barbie al secondo. Barbie è magra, slanciata, sicura di sé, gioiosa, realizzata. È una cowgirl, un’infermiera, una disco queen, un’ambasciatrice UNICEF, una ballerina, una cavallerizza, una tennista, una nuotatrice, una sciatrice. Un giocattolo che ha contribuito a modellare i parametri con cui il corpo femminile viene inteso e un immaginario in grado di imporre comportamenti e regolamentare la bellezza. A partire da qui, Dolly indaga l’automatismo. Il corpo viene agito dall’esterno: è un corpo in affitto. La sua inquilina non può far altro che subire la propria condanna, che la costringe ad essere un soprammobile, a divenire carne da macello. Dolly ricerca un modo meccanico di abitare il corpo, di rendere la carne uno strumento e le azioni un’imposizione”.
A seguire (ore 22), la performance vincitrice del Premio del Pubblico e della Giuria Gd’A Veneto 2010, Rete Anticorpi XL 2011 e Aerowaves Network 2011, “Viola” di Marco D’Agostin, che indaga la transizione, la violenza, il suo porsi e le sue conseguenze . “Viola, il colore del doppio, della transizione, della volontà di essere diversi e della carica erotica” – commenta l’autore ed interprete. “In esso, la vitalità del rosso e l’intimità del blu. La forza che sprigiona: primitiva, violenta, istintiva. Viola, la terza persona singolare del presente indicativo di ‘violare’, il cui significato centrale è quello di “andare oltre una soglia con un’azione di forza o illecita” e alla cui origine sta forse il termine latino ‘vis’, ovvero ‘forza’”. Le musiche sono di Ryoij Ikedam.

Nel giardino del Teatro Astra (ore 21.30), invece, dalla crew di Fies Factory del centro di produzione per le performing art Centrale Fies di Dro, Marta Cuscunà (Premio Scenario per Ustica 2009 per “È bello vivere liberi”) porterà in scena “Resistenze”, reading tratto dal libro “Io sono l’ultimo. Lettere di partigiani italiani” curato da Giacomo Papi, Stefano Faure e Andrea Liparoto. Un racconto corale sul fascismo, la libertà, la democrazia con le parole di coloro che, prima di tutto, erano giovani. “Le pagine che avete davanti sono indirizzate ai giovani” – commenta Andrea Liparoto, curatore del volume e portavoce dell’Anpi. “A loro i partigiani raccontano, a loro intendono affidare così un “testimone” che sia forza di futuro, continuità di sogno e impegno per realizzarlo: un Paese di persone uguali nei diritti e libere”.
Infine (ore 22.30) si esibirà Sarah Schuster, la band vicentina vincitrice del concorso “L’innoceronte – un inno per il Vicenza Pride 2013” curato dall’associazione Questa non è Arte. Una band – Daniela dal Zotto alla voce, Eleonora Dal Zotto alla chitarra e Matteo Mosele alla batteria - caratterizzata da registri blues e folk intrecciati con arrangiamenti post rock, canzoni folk e dissonanze indie, con percorsi ed arrangiamenti che passano dalla compattezza del classic rock a registri più intimi e raffinati.

Ultimo giorno per visitare le video-installazioni di Anagoor (da Fies Factory del centro di produzione per le performing art Centrale Fies di Dro), Faragazzi & Zuffellato e Matteo Latino al Polo Giovani B55 con orario 18-21. Prosegue nello stesso luogo fino al 14 luglio l’esposizione “Io sono Diverso” a cura di Metamorfosi Gallery.

Per assistere alle performance di Giorgia Nardin, Marta Cuscunà, Marco D’Agostin e al concerto di Sarah Schuster è possibile acquistare un biglietto cumulativo a € 6. Per il solo concerto di Sarah Schuster il biglietto è di € 3. I biglietti possono essere acquistati in prevendita presso l’Ufficio del Teatro Astra. La sera di spettacolo la biglietteria del teatro apre alle 20 e risponde al numero 0444 547842. Gli altri eventi della giornata sono ad ingresso libero.

In caso di maltempo gli eventi programmati nel giardino del Teatro Astra si svolgeranno all’interno del Teatro.
In occasione degli eventi presso Teatro Astra, giardino Teatro Astra e Polo Giovani B55 sarà attivo il Bar del Tennis (entrata dal giardino Teatro Astra).
Per il pubblico di Giorgia Nardin, Marta Cuscunà, Marco D’Agostin e Sarah Schuster sarà disponibile gratuitamente per il pubblico il parcheggio del Circolo Tennis (entrata da Contrà della Piarda). I posti sono limitati, si consiglia di arrivare con anticipo.

Info e prevendite:
Ufficio Teatro Astra
Stradella Barche 5
0444 323725
www.vicenzapridefestival.it
info@vicenzapridefestival.it

Galleria fotografica

Marco D'Agostin Giorgia Nardin Marta Cuscunà Sarah Schuster

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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