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06/06/2013

La Zambon paga tutta la bonifica (24,5 milioni di euro) in cambio di residenze di pregio

Al Comune anche un grande parco pubblico e un nuovo parcheggio

Un risultato molto importante per la collettività. La miglior soluzione possibile per una questione delicata che avrebbe potuto trascinarsi in un contenzioso legale dagli esiti incerti su una delle bonifiche più cospicue del Veneto. Ringrazio Zambon Group, e in particolare Elena Zambon, per aver fortemente voluto, assieme a noi, l'individuazione di un percorso che restituisce ai Vicentini la vivibilità di un'area che darà respiro ad un intero quartiere cittadino”. Esprime grande soddisfazione l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Dalla Pozza perché la vicenda relativa alla bonifica dell'ex Zambon si avvia verso la conclusione. Dopo aver seguito da assessore all'ambiente l'iter relativo alla messa in sicurezza e alla definizione della bonifica dell'ex area industriale tra via Monte Zovetto e via Cappuccini, oggi nella nuova veste di responsabile dell'urbanistica ha ottenuto dalla prima giunta post elezioni il via libera alla delibera di consiglio, già istruita dall'ex assessore Francesca Lazzari, per la verifica dell'interesse pubblico della proposta di accordo tra Comune e Zambon Group.

L'area attualmente è per 2 terzi del Comune e per un terzo dei privati. L'accordo prevede che Zambon si faccia totalmente carico della bonifica dei terreni con un esborso di 24,5 milioni di euro, di cui 1,5 milioni destinati agli interventi di emungimento e depurazione delle acque che potranno protrarsi anche per decine di anni dopo la fine dei lavori.

Il Comune tiene per sé 16 mila metri quadrati – praticamente la metà dell'area - da destinare a parco pubblico attrezzato con un edificio polifunzionale che potrebbe essere assegnato alle associazioni del verde cittadino e 3 mila metri quadrati dove realizzare un parcheggio pubblico che darà risposta alla congestione della sosta in quel comparto.

Dopo la bonifica, che durerà circa tre anni, la Zambon dovrà dunque presentare un piano urbanistico attuativo per la realizzazione, su 7 mila metri quadrati posizionati sul lato nord dell'area, di edifici residenziali per un volume massimo di 30 mila metri cubi, che consumeranno meno territorio sviluppandosi in altezza, e che sorgeranno su una piastra di 5 mila metri quadrati riservata a parcheggi e autorimesse private.

Le nuove costruzioni dovranno rispettare i principi della bioarchitettura, dal risparmio energetico all'utilizzo delle energie rinnovabili.

L'accordo, le cui soluzioni urbanistiche rientrano tra gli obiettivi descritti nel PAT a proposito della Spina Ovest, prevede ovviamente anche l'abbandono del contenzioso in atto su chi, tra Zambon e Comune, avrebbe dovuto accollarsi la bonifica dell'area.

La delibera approvata oggi permetterà anche che Zambon Group ritiri tutte le azioni giudiziarie oggi in corso contro il Comune di Vicenza.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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