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05/04/2013

Oltre mille richieste di case popolari, sfratti in calo e crescita dei contratti agevolati

Sono gli ultimi dati dell'Osservatorio casa

Sfratti in calo, contratti di locazione agevolata sempre più diffusi e oltre mille domande per ottenere un alloggio di edilizia residenziale pubblica (erp). In sintesi è la fotografia scattata sulla condizione abitativa in città nell’anno 2011 (con anticipazioni sul 2012) dall'Osservatorio Casa, l’organismo comunale costituito da sei associazioni di proprietari e inquilini che si occupa appunto di analizzare i fenomeni abitativi del territorio per fornire elementi utili all’amministrazione e agli operatori del settore.

I dettagli sono stati illustrati questa mattina a palazzo Trissino dall’assessore alla famiglia Giovanni Giuliari assieme al coordinatore dell'Osservatorio Casa Carlo Cappellari.

L'analisi sulla condizione abitativa di Vicenza rileva innanzitutto un calo nel numero di sfratti rispetto agli anni precedenti: quasi tutti per morosità, furono 272 sia nel 2010 che nel 2009, mentre nel 2011 si sono fermati a 238 con un calo del 12,5%. Confermata invece l’inversione di tendenza che dal 2010 vede coinvolti più nuclei stranieri che italiani: nel 2011, per la precisione, sono state 133 le famiglie straniere sfrattate contro le 105 italiane. “Il calo degli sfratti, che pur rimangono tanti – ha commentato Giuliari -, è dovuto in parte anche al successo della nostra campagna di informazione 'Affitto perfetto' che, due volte all'anno, promuove il contratto a canone agevolato. Se infatti gli affittuari ottengono una deduzione di circa il 30% sul canone d'affitto, il proprietario beneficia di agevolazioni fiscali e di una durata 3+2 anni anziché 4+4”. L’Osservatorio Casa in effetti continua a registrare un crescente ricorso alla locazione agevolata: in soli quattro anni sono cresciuti del 46%, passando dai 527 sottoscritti nel 2009 ai 768 del 2012 (693 nel 2011).

La tensione abitativa a Vicenza emerge anche dalla rilevazione delle richieste di case popolari e di contributi per l’affitto. Con 1.044 richieste, la domanda di alloggi residenziali pubblici (erp) ha fatto il record nel 2012 (la più alta dal 1999), confermando il trend registrato nel 2010 (1.016) e nel 2011 (1.010). Tuttavia l’offerta di alloggi erp nel 2012 ha potuto soddisfare solo 49 richieste (59 nel 2011 e 70 nel 2010), a differenza del picco di 206 alloggi assegnati nel 2009 in concomitanza con il completamento di vari progetti di edilizia popolare. Il patrimonio degli alloggi erp risulta costituito complessivamente da 2.813 unità: il 53% gestito da Aim Valore Città (1.499) e il 47% dall’Ater (1.314). “A causa della crisi economica – ha rilevato Giuliari -, negli ultimi anni le famiglie tendono a permanere sempre più a lungo negli alloggi erp bloccando quindi il turn over. Il Pat, poi, ha ora programmato l'azione urbanistica futura su cui potrà lavorare la prossima amministrazione, ma comunque nel frattempo noi abbiamo percorso altre strade rispetto all'acquisizione di nuovi terreni, come l'albergo cittadino, il co-housing, i contratti di locazione a carico del Comune passati da 26 a circa 70 e l'acquisto di appartamenti, per rispondere alle sempre più frequenti esigenze abitative temporanee ed immediate”.

Per quanto riguarda il fondo di sostegno alla locazione (Fsa), alta rimane anche la richiesta di contributi per le spese dell’affitto: 1.183 le domande presentate nel 2012, 1.184 nel 2011, 1.232 nel 2010 e 1.143 nel 2009. “Finora – ha evidenziato l'assessore -, nonostante le tante difficoltà, noi compartecipavamo in modo costante con circa 135 mila euro. Ma le risorse di Stato e Regione continuano a diminuire. Anzi, oggi il fondo risulta di fatto azzerato da parte dello Stato per cui non ci sarà più questo tipo di contributo che dava una boccata d'ossigeno a tante famiglie”. Con l'Fsa nel 2009 sono stati erogati 945.874 euro per un contributo medio di 938 euro, nel 2010 838.991 euro per una media di 802 euro a famiglia, nel 2011 707.863 euro per un contributo medio di 742 euro e nel 2012 674.420 euro per una media di 701 euro a contributo.

Infine l’Osservatorio Casa ha registrato la necessità del Comune di incrementare il parco alloggi (ulteriore agli erp) gestito direttamente dal settore Servizi abitativi per far fronte alle criticità di alcuni nuclei familiari rilevate dagli assistenti sociali (92 nel 2009, 90 nel 2010 e 114 nel 2011): dal 2006 al 2011 tali alloggi sono quasi triplicati, passando da 26 a 72.

L'assessore ha infine tracciato un bilancio del settore abitativo nel corso del mandato: “In quest'ambito abbiamo investito 10,5 milioni euro – ha precisato – a dimostrazione che nonostante il momento di grave difficoltà economica anche per le casse del Comune siamo riusciti ad investire cifre importanti per abbassare la tensione abitativa di cui soffre la nostra città: 3,65 milioni per l'acquisto di 31 alloggi (15 erp e 16 per l'emergenza abitativa), 1,95 milioni per il recupero di 60 alloggi erp, 3,16 milioni per gli alloggi da destinare alle giovani coppie a S. Lazzaro (con il contributo della Fondazione Cariverona), 1,25 milioni per il recupero degli alloggi erp in via dei Medici e 4 in via dei Mille, 220 mila euro per la progettazione della struttura da destinare ai padri separati in via Mario e 250 mila euro per il recupero dell'immobile di Settecà per l'accoglienza degli immigrati di ritorno e stranieri”.

Giuliari ha poi fatto il punto sulla situazione del piano straordinario del recupero degli alloggi bisognosi di manutenzione straordinaria: del primo stralcio di 60 alloggi, ne sono stati ricavati 33 dai primi 40 per soddisfare i bisogni delle famiglie numerose, e la maggior parte sono già stati assegnati. Ne rimangono da sistemare 18 e Aim Amcps ne sta consegnando circa due al mese rispettando i tempi previsti. Per quanto riguarda il secondo stralcio, abbiamo già individuato 24 alloggi per i quali sono in corso tutti i provvedimenti amministrativi necessari per avviare i lavori”.

Ciò che rimane incompiuto in questo mandato – ha infine dichiarato l'assessore – sono gli alloggi di edilizia convenzionata previsti a Laghetto (72) e via Farini (110), dove però il Comune non ha margini di intervento. Anzi, l'amministrazione aveva messo a disposizione le aree e la Regione aveva assegnato un finanziamento di 8 milioni di euro poi ridotto a 5, ma la crisi in cui versa il settore edile ha portato le ditte assegnatarie a fermare i lavori. Non ci resta che augurarci che la morsa della crisi si affievolisca affinchè si trovi una soluzione in grado di sbloccare l'intervento”.

I risultati delle analisi condotte dall’osservatorio sono pubblicati integralmente su questo sito nella pagine dedicate alla Casa.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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