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03/10/2012

Piano città, Vicenza presenta al Governo sei progetti per ottenere contributi

Per infrastrutture e aree degradate

La variante alla strada provinciale Sp 46, il lato ovest della linea ad alta mobilità “Lam rossa”, le piste ciclopedonali “spina ovest” e “percorso d'acqua”. E ancora: l'ex complesso conventuale di S. Biagio, il complesso dei Giardini Salvi e il Villaggio Giuliano. Sono le sei proposte targate Vicenza che il Comune candida al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per ottenere una fetta dei 225 milioni di fondi pubblici messi a disposizione dal Governo Monti nell'ambito del Piano nazionale per le città, tra le misure più attese introdotte dal decreto “Crescita”, dedicato alla riqualificazione di aree urbane, in particolare quelle degradate.

Entro il 5 ottobre infatti i Comuni devono inviare i propri progetti all'Anci, che poi li classificherà per presentarli al Ministero tramite un'apposita “cabina di regia” che riunisce i rappresentanti di undici ministeri, più Cassa Depositi, Regioni, Comuni e Agenzia del Demanio.

Tutti i nostri progetti – ha evidenziato il sindaco questa mattina a Palazzo Trissino presentando con l'assessore alla progettazione all'innovazione del territorio Francesca Lazzari la relativa delibera di giunta appena approvata - costituiscono un volano di investimenti di privati e di altri enti, e tutti hanno una ricaduta diretta o indiretta sullo sviluppo e quindi anche sul lavoro. Il nostro piano complessivo è molto flessibile per avere più chance di contribuzione, anche in parte. Realisticamente infatti non ci aspettiamo grandi livelli di finanziamento, ma anche pochi milioni ci permetterebbero di portare a termine alcuni significativi progetti per la città. Tutto infatti è cantierabile subito: non c'è alcuna improvvisazione da parte nostra, ma progetti frutto di un mese di studio e lavoro fra più assessorati”.

Al piano complessivo è stato dato il nome di “Vicenza: dalla città storica al Parco della pace – Progetti urbani come motore di riqualificazione e sviluppo sostenibile”. Partendo dal presupposto che il “piano città” lanciato dal Governo richiede che anche i Comuni mettano una parte delle risorse economiche necessarie per gli interventi, i contributi richiesti dal Comune di Vicenza sono in parte molto sostanziosi e in parte più contenuti: si va infatti dai 32 milioni di euro per la variante Sp 46 e i 12 milioni per la Lam Rossa alle richieste comprese fra i 6,7 milioni per S. Biagio e i 3,2 milioni di euro per i Giardini Salvi; per una domanda totale di 76 milioni di euro, a fronte di risorse già esistenti – tra Comune, Provincia, Regione e Autostrada Bs-Pd, di 45,3 milioni di euro.

I sei progetti sono stati elaborati in maniera scientifica – ha sottolineato l'assessore Lazzari - e secondo i rigorosi criteri stabiliti dal Ministero in tema, ad esempio, di sostenibilità e mobilità, ma soprattutto rispondono ai requisiti di fattibilità sia tecnica che amministrativa: nella nostra relazione sintetica infatti c'è tutto, dalla stato (avanzato) della progettazione alla tempistica, dai costi alle risorse finanziarie fino ai soggetti pubblici o privati coinvolti”.

Nel dettaglio, le proposte che avanza il capoluogo berico sono suddivise in due macro azioni, ciascuna composta da tre progetti: una legata alle infrastrutture per affrontare lo stato di emergenza del traffico (variante alla Sp 46, Lam Rossa, piste ciclabili che vanno dalla “spina ovest” al Parco della Pace con recupero degli argini); l'altra a interventi più puntuali per la riqualificazione di significative realtà del centro storico, dall'ex convento ed ex carcere di S. Biagio (con il coinvolgimento del Demanio dello Stato), ai Giardini Salvi per farne un polo dedicato alla cultura contemporanea in un contesto monumentale di spessore, passando per la riqualificazione del Villaggio Giuliano, il quartiere popolare dietro alla Rotonda.

 

 

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