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01/10/2012

L’ordinanza contro la prostituzione resta in vigore fino al 30 aprile 2013

Variati: “E’ l’unico strumento che ha il Comune per combattere questa forma di degrado urbano”

Resta in vigore fino al 30 aprile dell’anno prossimo l’ordinanza che vieta espressamente la prostituzione in alcune zone di Vicenza. Lo ha annunciato il sindaco di Vicenza Achille Variati che dichiara: “Per  Comuni questo è ancora l’unico modo per agire su alcune strade e cercare di allontanare il più possibile dai quartieri residenziali questo fenomeno di degrado urbano. Il bilancio sull’applicazione dell’ordinanza è discreto. Sappiamo tutti benissimo che si tratta di un problema difficile, duro da sradicare con gli strumenti che ha in mano un sindaco. Mio dovere, però, è tenere sempre la mano ferma, così come ribadire la nostra disponibilità a dare una mano a chi chiede aiuto”.
Da agosto del 2011, quando l’ordinanza antiprostituzione in specifiche zone della città è entrata per la prima volta in vigore, sono stati circa 1530 i verbali contestati a prostitute e clienti da parte della polizia locale e delle altre forze dell’ordine.
“I nostri agenti – commenta l’assessore alla sicurezza Antonio Dalla Pozza – hanno continuato a garantire il controllo del territorio, dedicando al contrasto della prostituzione due delle tre pattuglie in azione fino a dopo mezzanotte. Del resto è solo grazie all’efficacia di questa ordinanza che la presenza delle prostitute per strada si è visibilmente ridotta. Anche questo nuovo provvedimento sarà trasmesso agli altri sindaci dei territori attraversati dalla strada Padana 11 per continuare sulla via del coordinamento tra enti che ha già dato buoni risultati. Prosegue, contestualmente, la nostra pressione affinché sia il legislatore a regolamentare una volta per tutte il fenomeno”.
L’ordinanza, in via di protocollazione quest’oggi dopo il via libera della prefettura, conferma tutte le zone rosse già espressamente vietate alla prostituzione oltre al più generale divieto
agli automobilisti di fermarsi per contrattare prestazioni sessuali a pagamento per strada e alle prostitute di vestirsi in modo che offende il comune senso del pudore.
Le zone off limits sono quella compresa tra la linea ferroviaria Milano-Venezia, via Milano, viale Mazzini, via dei Cairoli, viale del Mercato Nuovo, viale Crispi, Strada delle Cattane, viale del Sole, viale del Sole raccordo nordovest, strada Padana verso Verona, via Vecchia Ferriera, strada della Carpaneda; la strada Padana 11 verso Verona fino al confine con Creazzo; alcune strade residenziali della zona industriale e di Sant’Agostino, cioè via del Lavoro, dall'incrocio con via del Progresso fino a viale Sant’Agostino e dall'incrocio con viale Sant'Agostino fino a via dell'Economia, via dell'Artigianato, da via del Progresso a via dell’industria, via della Tecnica, da via dell'Economia a viale Sant'Agostino, via dell'Economia, da via del Lavoro a via della Tecnica, tutto viale Sant’Agostino, via San Desiderio, via dell’Arsenale e via Cecchin; l’area racchiusa da corso San Felice e Fortunato, viale Roma, viale Ippodromo, piazzale Bologna, l’intera area di Campo Marzo; quella che riguarda via Ponte Furo, piazzetta San Giuseppe, piazzale della Stazione, viale Venezia, viale Eretenio, contrà Mure Pallamaio, viale Margherita; il perimetro compreso tra via dello Stadio, via Bassano, viale Trissino, Campo de Nane, via Zanecchin, viale della Pace, via Camisano, entrambi i lati di strada Postumia, dall’incrocio con strada Nicolosi all’innesto con strada di Ospedaletto.
La violazione dell’ordinanza prevede un’ammenda di 500 euro e l’immediato allontanamento. Se la persona non ottempera all’ordine, stabilito attraverso verbale con conseguente identificazione, verrà applicato l’articolo 650 del codice penale che comporta la denuncia penale per inottemperanza all’ordine dell’autorità.

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