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30/08/2012

Sale giochi, il Ministro Cancellieri risponde al sindaco Variati

“Vanno rispettati anche i vincoli comunali”

L'autorizzazione per l'apertura delle sale gioco spetta al questore sotto il profilo dell'ordine pubblico, ma deve comunque essere rispettata la normativa comunale. In sintesi è quanto ha scritto il Ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri al sindaco di Vicenza Achille Variati, che a fine giugno si era rivolto al Viminale per chiedere che “l’autorizzazione questorile richiami esplicitamente o sotto forma di condizione o sotto forma di prescrizione la normativa urbanistica dell’ente locale che disciplina la localizzazione di sale gioco e scommesse”.

L'amministrazione comunale berica infatti ha adottato norme urbanistiche che disciplinano l’ubicazione di sale giochi, fissando distanze da siti individuati come sensibili e limitando la possibilità di insediamento delle sale gioco esclusivamente in zone per le quali è ammessa la destinazione commerciale, stabilendo specifici standard.

Nella sua missiva il Ministro Cancellieri ribadisce “la distinzione esistente fra i profili di ordine e sicurezza pubblica di competenza dell'autorità di pubblica sicurezza e quelli concernenti la gestione del territorio e della attività commerciali, demandati alla disciplina degli enti locali”. Pertanto, precisa il Ministro, il rilascio dell'autorizzazione da parte della questura non può essere subordinata alla verifica della conformità a requisiti diversi da quelli previsti dal Testo unico sulle leggi di pubblica sicurezza (Tulps). Ma aggiunge: “Il rilascio del titolo di polizia non esime l'interessato dal rispettare gli ulteriori vincoli inerenti l'esercizio dell'attività (ad esempio sanitari, urbanistici, di prevenzione incendi), in ordine ai quali l'ente locale potrà effettuare le necessarie verifiche adottando, ove del caso, i rimedi sanzionatori previsti”.

È evidente pertanto – dichiara il sindaco – che l'autorizzazione della questura non è sufficiente per aprire una sala giochi. Se il Comune di Vicenza si è dotato di una propria normativa urbanistica, la società che intende aprire una tale attività deve rispettare anche le nostre regole, che vietano l'apertura di nuove sale gioco a meno di 500 metri da scuole, ospedali e altri luoghi sensibili. Al Tar, pertanto, dove ci ha portato il titolare di una licenza che abbiamo revocato in virtù della violazione dei nostri regolamenti, avremo dalla nostra la lettera del Ministro, ma anche la Costituzione che pone in capo ai Comuni la programmazione dello sviluppo del territorio. Non solo – aggiunge Variati -: lo stesso Governo in questi giorni, come evidenzia infine il Ministro nella sua lettera, sta ragionando su misure utili a prevenire e contrastare le ludopatie, tra le quali la definizione di criteri per l'ubicazione sul territorio della sale gioco. Mi auguro pertanto che l'esecutivo vada avanti su questa strada e non ceda alle pressioni delle lobby del gioco d'azzardo, perchè ormai siamo di fronte ad un'emergenza sociale: serve una chiara assunzione di responsabilità e i Comuni non possono essere lasciati soli a difendere le fasce più deboli della popolazione”.


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