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06/08/2012

Mobilità, il sindaco Variati ribatte alle accuse dell’Ascom

“Visione superata della città: io difendo gli interessi di tutti”

“Non sono d’accordo con l’Ascom: se la filosofia dell’associazione è ‘resti tutto com’è, si asfalti soltanto’, io mi oppongo. Perché mentre l’Ascom pensa di difendere gli interessi particolari della sua singola categoria, io ho il dovere di tutelare l’interesse generale, commercianti compresi, ovviamente, di cui ho comunque a cuore le sorti, soprattutto dei negozi di vicinato”.

È ferma e precisa la posizione del sindaco Achille Variati nel respingere le accuse mosse dall’Ascom al piano urbano della mobilità (Pum) e alle quali risponde punto per punto, partendo da una considerazione: “L’associazione ha una visione superata della città, che finirebbe davvero per creare problemi ai negozianti e agli stessi cittadini. Non scarichiamo quindi sul Pum ciò che invece dipende da situazioni ben più generali della crisi del Paese e che si ritrovano in qualsiasi borgo, piccolo, medio o grande che sia. Basta leggere i giornali o le statistiche. Ho quindi l’impressione che la nota da loro diffusa stamane, non realistica e polemica, serva più a parlare ai propri associati che a difenderne davvero gli interessi”.

Innanzitutto il sindaco parte puntualizzando le critiche al metodo: “Mai un piano è nato con una fase così importante di audizioni, proprio con le categorie, che hanno preceduto addirittura il dialogo e la partecipazione da parte dei cittadini. Ad ogni modo, nessuno stallo è stato soppresso in centro storico. Pensiamo semmai ad un’accessibilità che renda più efficace il parcheggio grazie alla suddivisione per settori, perché francamente non credo possa essere il traffico di attraversamento ad arricchire i negozi del centro. Anzi – sottolinea -, è proprio il Pum che ha portato a non allargare la zona a traffico limitato, perché questo sì, avrebbe potuto avere, almeno all’inizio, ripercussioni sui commercianti. In centro, comunque, la disponibilità di sosta è di 3.600 stalli su strada e 3.000 stalli in parcheggio per un totale di 6.600 posti auto offerti. Se si aggiungono i park scambiatori (1.500), si sale a 8.100 posti. Va poi tenuto presente che in centro, nel momento di massima affluenza, alle 10.30 del mattino, il tasso di occupazione è mediamente del 70%, che arriva al 90% nella zona sud, quella di San Paolo, Erbe, Giuriolo, Matteotti, i cui stalli esistenti non vengono ridotti”.

“Fuori dal centro, poi – continua -, il numero di parcheggi soppressi dal Pum per realizzare piste ciclabili o corsie preferenziali per i bus, entrambe strutture essenziali per realizzare una mobilità più sostenibile e congrua ad una città fortemente inquinata come Vicenza, è davvero assai limitato. Anzi, abbiamo accolto le richieste proprio dell’Ascom e quindi non abbiamo sottratto alcuno stallo in viale Anconetta, né in Borgo Berga né in viale della Pace ai piedi del cavalcavia di viale Trissino sul lato S. Pio X. I posti auto in meno invece sono 20 per corsia riservata su assi lunghi come viale S. Lazzaro e viale Verona, e 20 nel tratto tra viale Fiume e il passaggio a livello di Anconetta, che stiamo comunque cercando di compensare acquisendo al patrimonio del Comune l'area a fianco della fermata ferroviaria di Anconetta: gli stalli – osserva –, che sono stati soppressi solo su un solo della strada, servono a far posto ad una corsia riservata ai bus senza la quale non possiamo garantire la cadenza dei mezzi. Sempre qui poi, e sempre su richiesta dell’Ascom, abbiamo spostato la ciclabile sul marciapiede nel tratto tra l'incrocio via Quadri-viale Trieste e via Turra recuperando circa sei posti auto. È chiaro poi che laddove si stanno riasfaltando le strade, approfittiamo per procedere con sistemazioni più generali in coerenza con il Pum. Per quanto riguarda i quartieri, infine – aggiunge il sindaco - il Pum si limita a far andare le auto più piano e come questo possa danneggiare gli affari dei commercianti proprio non lo capisco. Anzi, caso mai li agevola”.

“Ho quindi l’impressione – conclude Variati - che l’Ascom di Vicenza, a differenza di altre associazioni di categoria, sia legata alla sola tesi della mobilità con l’auto e che consideri clienti dei negozi solo gli automobilisti e non i pedoni, i ciclisti o gli utenti del trasporto pubblico. Mi sembra francamente una concezione miope del commercio e miope per una crescita equilibrata della città. Il dialogo resta comunque aperto sia con l’associazione che con i singoli commercianti, purchè si fondi su presupposti costruttivi”.

 

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