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23/06/2012

Variati replica a Cicero: "La squadra conta più dei solisti, sulla coerenza non transigo"

Ho apprezzato il fatto che Cicero abbia deciso di scusarsi per quel gesto così sbagliato che aveva fatto, esporre in un ufficio pubblico del comune un calendario fascista. Un errore grave, che offendeva la memoria di tanti che sono caduti per la libertà nella Resistenza al regime di Mussolini. Ma che era anche del tutto inconciliabile con l’appartenenza a una maggioranza, quella da me guidata, che costruisce una parte importante della propria identità sui valori della libertà, dell’apertura, del rifiuto di ogni forma di totalitarismo e di violenza politica.

Per me la coerenza non è un accessorio, è fondamentale in chi decide di chiedere la fiducia dei propri concittadini per occuparsi della cosa pubblica. Per questo non avevo esitato un secondo a togliergli la delega alla mobilità che gli avevo affidato.

È vero, insieme abbiamo lavorato bene in questi due anni sulla mobilità cittadina, e diverse realizzazioni apprezzate dai cittadini stanno lì a dimostrarlo. Su questo punto voglio anche essere chiarissimo: come ho detto già all’indomani della revoca della delega a Cicero, continuerò a occuparmi personalmente di questo settore, senza affidarlo ad altri. Proseguirò i progetti che insieme avevamo elaborato: già in queste ultime settimane, ho sbloccato e messo in esecuzione personalmente una serie di lavori importanti. E da lunedì altri cantieri apriranno sul fronte della manutenzione delle strade, in parallelo alla razionalizzazione del traffico e alla revisione del trasporto pubblico di cui mi sto occupando in collaborazione con Aim.   

Anzi, su alcuni fronti ho impresso in questo mese un’accelerazione decisa: proprio mentre Claudio annunciava la sua scelta di uscire dalla maggioranza, io stavo lavorando con successo al nuovo Piano Urbano della Mobilità, dove si affrontano finalmente in modo organico i nodi del traffico e del trasporto pubblico che ancora penalizzano la nostra città.

Ma devo anche ricordare una cosa non banale. Senza il mio impegno e pieno supporto, così come senza l’appoggio della maggioranza e della giunta, diverse delle azioni giustamente rivendicate da Cicero con soddisfazione non sarebbero state possibili: dalle rotatorie di viale Quadri, sulle quali ho personalmente operato per superare le iniziali resistenze dei cittadini, a quella di borgo Scroffa, fino al campo scuola per la guida sicura. E Claudio lo sa molto bene, anche perché ha vissuto in passato l’esperienza di non essere supportato da un sindaco e da un’amministrazione: quando era assessore della giunta Hüllweck, andò in rotta con il sindaco e la maggioranza e gli fu tolta la delega alla mobilità. Tanto che decise di correre da solo alle elezioni del 2008 lanciando una sua lista civica alternativa al centrodestra.

Ed è proprio questo il punto: da soli non si fa niente. Solo in squadra si possono raggiungere grandi risultati per il bene di una città. È questo il concetto che sta alla base di un’idea di maggioranza di governo: condividere un programma, condividere progetti e scelte, condividere una comune visione di cosa è giusto e cosa sbagliato per la nostra comunità. Un’idea civica di governo, come quella che sostengo, può anche vivere di sensibilità politiche e culturali diverse. Ma non può e non deve essere solo un accordo per "fare cose", a prescindere da tutto il resto.

E qui, mi spiace davvero dirlo, Claudio non ha capito: né il significato profondo del suo errore, né l’idea di appartenere a una maggioranza, né la prospettiva con cui si poteva, impegnandosi e lavorando, recuperare una collaborazione per il bene della città. Ma per superare la frattura che il suo errore, un errore ripeto tutto suo, aveva aperto serviva un percorso intelligente e paziente. In queste settimane ci siamo incontrati, così come io ho ragionato con la giunta e la maggioranza. Lo spazio per ricucire c’era. Partendo dal riconoscimento pieno dell’errore fatto. E poi ricostruendo un clima di fiducia, dimostrando di aver capito che certe uscite che per lui sono solo "sbruffonate" mettono invece in difficoltà i suoi alleati, riconoscendo il valore di una squadra e rispettandone le idee. Claudio ha fatto una scelta diversa: preferisce considerarsi un solista. Di talento, certo, ma un solista.

Peccato, ma come si dice: utili tutti, indispensabile nessuno.

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