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15/06/2012

Biblioteca Bertoliana, mostra "Acque vicentine. Energia rinnovabile e produttiva"

Sarà inaugurata martedì 19 giugno, alle ore 17.30 a Palazzo Cordellina, la mostra documentaria Acque vicentine. Energia rinnovabile e produttiva. L’esposizione, curata dal  Comune di Vicenza, Assessorato all’Ambiente  e Assessorato alla Cultura,  Biblioteca Bertoliana in collaborazione con AIM, Acque Vicentine, Energheia Magazine, Meglas Padova e La Piccionaia, resterà aperta fino all’8 luglio (martedì-domenica ore 10-13, 15-19; lunedì chiuso) con ingresso libero.

In occasione dell’edizione 2012 della “Settimana europea dell'energia sostenibile” (GreeNordEsT week) e nell'ambito delle manifestazioni Vicenza liquida, la Biblioteca Bertoliana si inserisce nel programma di iniziative curate dal Comune di Vicenza e propone, nella restaurata sede di Palazzo Cordellina, un percorso espositivo con mappe, manoscritti, libri antichi, incisioni: un viaggio tra le carte dell’idrografia di Vicenza e nelle attività produttive fiorite grazie alla preziosa risorsa dell'acqua.
Le prime tracce di utilizzo energetico dell’acqua nell’area veneta sono databili ai primi secoli dell’era cristiana; a Montegrotto Terme tuttora si conservano i cuscinetti lapidei di una noria, la ruota idraulica che consentiva il trasporto dell’acqua dal basso verso l’alto. Le fonti documentarie a disposizione sono tuttavia più recenti e si collocano a cavallo dei secoli X-XI. Un mulino è attestato a Montegalda, sul Bacchiglione, già nel 969 d.C. Tra il XV e il XVI secolo il territorio vicentino presenta già un volto industriale, con una manifattura laniera e serica di livello internazionale e con alcune aree urbane ad alta densità di impianti ad energia idraulica, botteghe e laboratori destinati alle più disparate attività produttive. Da un rilevamento del 1794, finalizzato a censire in area veneta l’intenso sfruttamento idraulico, emerge non solo il numero elevato di ruote attive in provincia di Vicenza (quasi un migliaio), ma anche l’ampia gamma di utilizzi. Oltre ai mulini per la macinazione dei cereali, l’uso della ruota idraulica si riscontra nei magli battiferro, nelle segherie disseminate a monte e a valle dei boschi di conifere, nelle pile per le cartiere e per la frantumazione dei sassi colorati, nei mantici per la produzione di aria necessaria al mantenimento delle forge delle fucine, nei folli da panni per la sodatura della lana, nelle pile per sbucciare l’orzo e il riso.
Il materiale proposto nella mostra attesta la presenza di queste ruote idrauliche, puntualmente segnalate nei disegni manoscritti acquerellati dalle maniculae, piccole manine che indicano i particolari rilevanti e curiosi.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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