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30/04/2012

Variati risponde al consigliere Borò: “Il Comune di Vicenza dovrebbe trasformarsi in una banca? Dalla Lega Nord una proposta bizzarra e impraticabile”

“Il Comune di Vicenza dovrebbe trasformarsi in una banca? Dalla Lega Nord una proposta bizzarra e impraticabile”. Così il sindaco Achille Variati risponde alla proposta di Daniele Borò, consigliere della Lega Nord, che chiede al Comune di istituire un ente finanziario con l’obiettivo di erogare prestiti a imprese e giovani del territorio: “Un’amministrazione pubblica locale non può e non deve trasformarsi in un istituto di credito – spiega il sindaco -. Non è il suo compito: le banche fanno le banche, i Comuni fanno i Comuni. Quando chi si dovrebbe occupare della cosa pubblica si mette a fare il finanziere, i problemi sono sempre dietro l’angolo. Come sa bene la Lega Nord che in passato vide fallire la propria banca, la Credieuronord creata con i contributi dei militanti del Nord, e oggi è nell’occhio del ciclone per investimenti del suo tesoriere in Tanzania e a Cipro”.

“Inoltre, il consigliere leghista chiede al Comune di utilizzare i soldi ricavati dalla vendita delle quote della società Autostrada Brescia-Padova per trasformarsi in un istituto di credito – aggiunge Variati -. Oltre che curiosa e bizzarra, l’idea è impossibile da attuare anche perché i ricavi di quella vendita possono essere utilizzati solo per investimenti”.

“Questo non significa che il Comune non debba agire per aiutare le imprese – spiega il sindaco -. Al contrario, noi lo stiamo facendo, concretamente: dei circa 30 milioni di euro ricavati dalla vendita delle quote della società Autostrada Brescia-Padova, 20 milioni sono infatti destinati a opere da realizzare nei quartieri e nelle frazioni, interventi decisi attraverso 16 assemblee pubbliche con i cittadini. Una novantina di cantieri che saranno ossigeno vitale per le imprese del territorio e che porteranno lavoro e pagamenti sicuri entro la fine dell’anno”.

“Per uscire dalla crisi c’è bisogno del contributo di tutti con proposte valide – conclude Variati – Non servono invece ricette strampalate, come quella proposta da Borò, impossibili da rendere operative e costruite con l’unico scopo di ottenere  visibilità strumentalizzando le difficoltà di imprenditori e lavoratori”.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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