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23/04/2012

Palazzo Chiericati, riapertura prevista il 24 maggio con il nuovo allestimento che ospiterà il lascito Roi

Riaprirà in maggio anche il Museo del Risorgimento e della Resistenza

Palazzo Chiericati dal 15 gennaio è chiuso completamente al pubblico per consentire la conclusione dei lavori nell’ala palladiana, nel cortile interno e l’intervento anche nell’ala novecentesca che ospita gli uffici.

La riapertura è prevista per il 24 maggio quando sarà presentato al pubblico il nuovo allestimento che ospiterà il lascito del Marchese Roi e che sarà collocato nel lato nord dell’ala palladiana verso corso Palladio. La collezione è costituita da un centinaio di pezzi tra dipinti, disegni e incisioni donati dal mecenate ai musei Civici.

E’ nostra intenzione riaprire prima possibile Palazzo Chiericati per dare la possibilità al pubblico di godere di questo splendido edificio – dichiara l’assessore alla cultura Francesca Lazzari durante un sopralluogo al cantiere -. Per questo procederemo per gradi, riaprendo in momenti differenti aree diverse del palazzo. Una prima tappa è fissata il 24 maggio quando presenteremo il nuovo allestimento della collezione Roi che troverà spazio nel sottotetto e che per esigenze di convivenza con il cantiere rimarrà momentaneamente aperto solo il sabato e la domenica. In ottobre, in concomitanza con la mostra inaugurale della Basilica palladiana, palazzo Chiericati renderà fruibile il piano terra e per la prima volta l’interrato dove troverà spazio una mostra realizzata per costruire un percorso parallelo con la grande mostra  “Raffaello verso Picasso”. “Cinque secoli di volti” si snoderà attorno al tema del ritratto, ma con un’impronta vicentina. La restituzione dell’intero corpo palladiano, con il piano nobile concluso e con il nuovo allestimento è prevista per la primavera del 2013.”

L’allestimento della Pinacoteca sarà leggero per far prevalere l’edificio nella sua identità di dimora del 500-600, e questo avverrà in particolare nel salone centrale. In qualità di museo civico la Pinacoteca dovrà raccontare la storia della città e sarà un luogo dove poter sviluppare iniziative di didattica museale.

“Il ritardo nella riapertura del palazzo – puntualizza l’assessore ai lavori pubblici Ennio Tosetto -, che sarebbe dovuto riaprire il 15 aprile, sono stati causati da ritrovamenti archeologici fondamentali per la comprensione della storia della città. Nella zona del cosiddetto “giunto”, che collega il palazzo palladiano all’ala novecentesca prima occupata dal vano scale e dall’ascensore sono emerse pavimentazioni probabilmente quattrocentesche di edifici ad uso abitativo o produttivo che rimarranno visibili al pubblico e che sono tutt’ora in fase di studio.”

In questi tre mesi di totale chiusura della Pinacoteca i lavori hanno interessato il cortile interno, che ospita ora tutti gli impianti a servizio dell’intero Palazzo, qui collocati a conclusione degli scavi archeologici che hanno messo in luce il tracciato di epoca medioevale, romana e preromana, di notevole importanza per la comprensione della struttura della città. E’ stato creato, inoltre, il nuovo piano del cortile sul quale verrà realizzata la pavimentazione definitiva.

E’ stato effettuato lo scavo nell’area del cosiddetto “giunto”, cioè la zona di collegamento tra il palazzo palladiano e l’ala novecentesca, prima occupata dal vano scale e dall’ascensore,  per la collocazione del nuovo sistema di collegamenti verticali. Lo scavo ha comportato l’allungamento dei tempi di lavoro del cantiere non consentendo la riapertura come previsto per il 15 di aprile. Infatti sono emerse interessanti scoperte, che hanno messo in luce strutture abitative e insediamenti produttivi ascrivibili a secoli precedenti alla costruzione del palazzo, tra cui un pavimento a spina pesce appartenente probabilmente ad una casa o relativo cortile.

Insieme ai ritrovamenti dell’area del cortile le nuove emergenze archeologiche portano un importante accrescimento di conoscenze relativamente ad una zona ancora poco nota dell’agglomerato urbano ubicata in prossimità delle mura nell’area tra i fiumi  Astico e Bacchiglione. Su richiesta della Soprintendenza ai Beni Architettonici, una parte dello scavo verrà lasciata a vista nella sistemazione definitiva del giunto e il necessario transito del pubblico in quello spazio verrà assicurato tramite una passerella in vetro, che permetterà di godere della vista dei reperti.

Nel palazzo palladiano sono stati inoltre definitivamente sistemati e allestiti gli spazi destinati a deposito delle opere nei vani del sottotetto meridionale. Per un’ottimizzazione degli spazi disponibili sono state usate rastrelliere a compattamento metallico che assicureranno una superficie di circa 500 metri quadri per una razionale e ottimale collocazione dei dipinti.

“La riorganizzazione del sottotetto a scopo di deposito copre completamente il fabbisogno del museo –spiega l’assessore Francesca Lazzari.”

“La pavimentazione è originale – spiega l’architetto Emilio Alberti, direttore dei lavori -, sollevata e ricollocata per consentire la verifica delle travature sottostanti per valutare la capacità di supportare il peso dei quadri che saranno collocati in deposito.”

E’ proseguita la progettazione, in fase conclusiva proprio in questi giorni, per l’intervento dell’ala novecentesca dell’importo previsto di circa 2.500.000 euro per la quale il Comune ha ottenuto un finanziamento regionale (POR) di 1.265.880 euro. Il restante finanziamento verrà coperto con contributi della fondazione Cariverona.

L’intervento nell’ala novecentesca prevede lo svuotamento dell’edificio per il rifacimento totale dell’articolazione interna dove verrà ospitato il ciclo pittorico della chiesa di San Bartolomeo.
In contemporanea si sta valutando per il progetto e la realizzazione dell’intervento  al primo piano dell’ala ottocentesca dove saranno trasferiti gli uffici della direzione del museo.
I progetti sia per l’ala novecentesca che ottocentesca sono curati dal Settore lavori pubblici e grandi opere del Comune.

Negli altri vani del palazzo sono in corso interventi di completamento degli impianti e di finitura delle superfici parietali.

La giunta ha deciso, inoltre, di realizzare un blocco di servizi igienici nella parte posteriore del cortile, nella zona della barchessa, che ospiterà anche l’appartamento del custode del museo, attualmente collocato nell’ala novecentesca.

Il costo complessivo del restauro di palazzo Chiericati si aggira attorno ai circa 8,5 milioni di euro di cui circa 3,7 milioni per l’ala monumentale, 2,3 milioni per l’ala ottocentesca e 2,5 milioni per l’ala novecentesca. 

Per il progetto complessivo sono già stati concessi contributi dalla fondazione Cariverona per 4.365.827,60, della Società autostrade Brescia Padova per 619.748,28 euro e Fondi europei erogati tramite la Regione Veneto (POR) per 1.265.880,00 euro.

I mesi successivi alla riapertura saranno dedicati alla preparazione della mostra “Cinque secoli di volti. Una società e la sua immagine nei capolavori di Palazzo Chiericati”, che troverà collocazione nelle sale del piano terreno e negli ambienti recuperati e mai prima d’ora utilizzati del seminterrato. Dedicata ai ritratti presenti nelle collezioni del Museo e pensata per introdurre il visitatore alla storia della città e dei suoi personaggi, la mostra, che rimarrà aperta dal 6 ottobre 2012 al 20 gennaio 2013, dialogherà in modo complementare con la grande esposizione che inaugurerà la Basilica, assegnando alle opere vicentine il compito di “rendere gli onori di casa”. La mostra sarà composta da circa 50 pezzi tra dipinti, sculture e arti applicate dal XVI al XX secolo; tra gli artisti presenti i pittori Fasolo, Maganza, Frans Pourbus il Giovane, Dorigny, Busato e Milesi e nel campo della scultura nomi celebri come Alessandro Vittoria e Antonio Canova.

Come in un incontro reale, nella veste di padroni di casa, immagini di personaggi noti della Vicenza cinque e seicentesca accoglieranno il visitatore esibendo rango, ricchezze, gloria di imprese e virtù. L’Ottocento risorgimentale e borghese sarà rappresentato da una selezione di opere di Giovanni Busato, ritrattista vicentino di livello europeo, oltre che da sculture di Maria Scola Camerini e un numero di ritratti di Neri Pozza. Il Novecento chiuderà la rassegna con opere di coinvolgente impatto emotivo di Alessandro Milesi, Achille Beltrame, Miro Gasparello e Ubaldo Oppi.

Museo del Risorgimento e della Resistenza, anch’esso chiuso dal 15 febbraio, riaprirà pochi giorni prima di Palazzo Chiericati e accoglierà i visitatori in sale espositive riallestite. Inoltre è stato sistemato l’auditorium utilizzato per le attività didattiche e per spettacoli, messo a norma dell’impianto illuminotecnica di tutto il museo e ritinteggiato l’edificio per un costo di circa 250 mila euro sostenuti interamente dal Comune.

“L’intervento al Museo del Risorgimento e della Resistenza è una manutenzione che viene fatta al restauro molto raffinato risalente agli anni Settanta – spiega l’assessore Tosetto e continua l’assessore Lazzari -. Inoltre era ormai indispensabile un intervento nell’auditorium, spazio vitale per accogliere i gruppi e poter effettuare attività didattica”.

Fino alla riapertura di Palazzo Chiericati e del Museo del Risorgimento e della Resistenza l’accesso agli alti siti (Teatro Olimpico e Museo naturalistico ed archeologico) sarà possibile con il biglietto attualmente in vigore, ad un prezzo ridotto. Il biglietto unico intero, costerà 6,50 euro (e non più 8,50 euro), il biglietto ridotto 5 euro (e non più 6,50 euro), e il biglietto family si potrà acquistare a 10 euro (e non a 12 euro). Rimarrà invece invariato il costo del biglietto per le scolaresche pari a 2,50 euro che sarà valido per l’anno scolastico al momento dell’acquisto e quindi fruibile alla riapertura di palazzo Chiericati e del museo del Risorgimento e della Resistenza.

 

 

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