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14/12/2011

Urbanistica, arrivate in Comune 57 proposte per accordi pubblico-privato: fissati i criteri per la valutazione, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale

Sono 57 le proposte presentate in Comune entro il 31 ottobre scorso da privati interessati a trovare un accordo con il Comune per la realizzazione di progetti di rilevante interesse pubblico da inserire nel piano degli interventi per la trasformazione urbanistica del territorio.

“In tempi così difficili per le risorse comunali – dichiara il sindaco Achille Variati - è infatti nostra intenzione avvalerci della facoltà che la legge regionale assegna ai Comuni di siglare accordi con il privato in un’ottica di collaborazione. Tali accordi, però, perché si concretizzino, devono ottenere il semaforo verde per l'inserimento nel piano degli interventi. Pertanto devono innanzitutto risultare conformi al Pat e poi essere valutati in base a criteri oggettivi che quantifichino il valore aggiunto che assicurano al Comune e quindi alla collettività, come previsto dall’articolo 6 della legge regionale 11 del 2004. Si tratta quindi di stabilire la percentuale di perequazione da applicare a favore del Comune”.

Per questo stamane la giunta ha approvato la delibera che fissa i criteri di valutazione delle proposte dei privati e, al fine di stabilire la congruità perequativa e la compatibilità economica per il proponente di ciascun progetto, approva le linee guida tecniche predisposte da una società esterna incaricata dal Comune.

“Abbiamo chiesto una consulenza ad una società qualificata di livello nazionale, non vicentina – precisa l’assessore all’innovazione e alla progettazione del territorio Francesca Lazzari -, la cui competenza e conoscenza tecnico-economica del mercato è assolutamente indiscutibile. In questo modo vogliamo assicurare trasparenza, ma anche omogeneità di valutazione”.

Nelle prossime settimane quindi verrà effettuata la valutazione delle proposte e verranno assegnati dei punteggi in relazione alla localizzazione, alla dimensione, alle funzioni e alla sostenibilità.

Alla fine ciascuna proposta sarà classificata secondo tre livelli di “rilevanza urbana”: discreta, significativa o elevata, cui corrisponderà un valore perequativo a favore del Comune, rispettivamente, del 50, del 40 o del 30%. Tradotto, significa che quanto più alto sarà il livello del rilevante interesse pubblico delle proposte che il privato intende realizzare, tanto minore risulterà la perequazione, cioè quello che il Comune riterrà congruo per procedere all'inserimento nel piano degli interventi variando le attuali previsioni urbanistiche.

“La perequazione – evidenzia Antonio Bortoli, direttore dell'unità di progetto "Pianificazione strategica e territoriale" - non incide sui conti imprenditoriali delle operazioni proposte dai privati, ma sul valore aggiunto che si forma grazie all'inserimento della proposta nello strumento urbanistico variando la destinazione di zona, aumentando gli indici di edificazione o consentendo destinazioni prima non previste”.

Da un primo screening, delle 57 proposte arrivate in Comune, circa una trentina potrebbero ottenere il "semaforo verde" per l'inserimento nel piano degli interventi. Tra queste i preaccordi indicati nel Pat e ora ripresentati: dal nuovo stadio all’area ex Zambon, dal nuovo centro civico comunale all’ex Domenichelli alla riqualificazione di aree come Vicenza Est e Vicenza Ovest.

Le altre proposte invece non verranno prese in considerazione o perché prive di rilevante interesse pubblico o perché comunque inseribili nello strumento urbanistico senza il ricorso all'articolo 6 della legge regionale oppure perché non compatibili con il Pat e quindi non ammissibili.

Le proposte analizzate e classificate verranno quindi sottoposte prima alla commissione consiliare Territorio e poi al consiglio comunale.

“Il passaggio in consiglio comunale – sottolinea Variati - offre ulteriore trasparenza, necessaria perché sono in gioco interessi importanti, che incideranno sul patrimonio della collettività. Ad ogni modo non ho personalmente preconcetti sull’intervento del privato, per cui se si raggiungono accordi equilibrati e che reggono l’interesse pubblico, intendo andare avanti”.

“Quella di stamattina – aggiunge Lazzari - è una delibera molto tecnica con cui il Comune di Vicenza fa da apripista in Regione perché siamo primi tra i capoluoghi, così come è stato con il Pat, ad una piena applicazione della legge regionale e ad arrivare alla perequazione in forma così strutturata. Gli accordi pubblico-privato sono uno strumento urbanistico di forte innovazione rispetto ai vecchi piani regolatori. Il criterio della sostenibilità consentirà di incentivare la buona architettura, quella in grado di coniugare il bello e la sostenibilità complessiva, economica, sociale e ambientale: tutti concetti che erano contenuti nel programma elettorale di questa amministrazione nonché nel documento del sindaco presentato nel luglio scorso”.

 

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