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12/10/2011

Disegni e teatrini di Emanuele Luzzati in mostra a Casa Cogollo in ricordo del regista e scenografo vicentino Enrico Sovilla

Sabato 15 ottobre l’inaugurazione

Un’esposizione dedicata al ricordo di Enrico Sovilla, regista e scenografo della compagnia vicentina Teatrocerchio sarà inaugurata sabato 15 ottobre a Casa Cogollo detta del Palladio.
L’assessorato alla cultura del Comune di Vicenza mette in mostra disegni e teatrini dell’illustratore e scenografo Emanuele Luzzati, con materiali provenienti dai fondi dell’Accademia Olimpica di Vicenza e dal Museo Luzzati di Genova.
Il vernissage sarà preceduto alle 18 da una prolusione ai Chiostri di Santa Corona, alla presenza dell’assessore alla progettazione e innovazione del territorio e alla cultura, Francesca Lazzari, del segretario dell’Accademia Olimpica, professor Mariano Nardello e del direttore del Museo Luzzati di Genova, Sergio Noberini. Seguirà quindi la visita alla mostra a Casa Cogollo.

La mostra intende ricordare Enrico Sovilla, personaggio della cultura vicentina, a poco più di un anno dalla scomparsa, ricollegandosi idealmente al mondo del palcoscenico allestendo i bozzetti che Luzzati aveva realizzato in occasione di alcuni spettacoli al teatro Olimpico. Tali bozzetti, ora di proprietà dell’Accademia Olimpica, grazie all’opera della moglie di Sovilla, Annalisa Schiavotto, sono stati autenticati molti anni dopo da Luzzati stesso che era, come scrive Nico Orengo, “un funambolo incantato” che emanava “pittura, teatro, personaggi che ci accompagnano e si offrono come guide sorridenti e silenziose”.
Noto soprattutto come illustratore e scenografo, Luzzati si è dedicato anche all’arte applicata e alla decorazione; diplomato all'Ecole des Beaux Arts di Losanna, ha collaborato con registi, architetti, artisti e scrittori di fama internazionale. Nel corso della sua lunga carriera ha infatti realizzato più di cinquecento scenografie per prosa, lirica e danza nei principali teatri italiani e stranieri e ha illustrato e scritto molti libri dedicati all'infanzia; nel 1975 ha fondato con Aldo Trionfo e Tonino Conte il Teatro della Tosse di Genova ed è autore, assieme a Giulio Gianini, di film di animazione come La gazza ladra e Pulcinella, per i quali ha ottenuto due nomination all'Oscar.

Tra le opere a Casa Cogollo, oltre a due splendidi e preziosi teatrini generosamente prestati dal Museo Luzzati di Genova, vi sono i disegni con i costumi dei personaggi provenienti dalla messa in scena dell’Avaro di Molière del 1955 nella versione di Massimo Bontempelli. Spettacolo, quest’ultimo, organizzato dal Piccolo Teatro della Città di Genova con regia di Alessandro Fersen, in cui Mariana è Monica Vitti e Arpagone è Sergio Tofano; dal Ruzante all’Olimpico del 1968 del Teatro Stabile di Bologna, con testi di Ruzante rivisitati a cura di Lodovico Zorzi e regia di Gianfranco De Bosio, per il quale Luzzati cura sia gli elementi scenici che i costumi (tra i quali quello per Milva che in vesti di seta recita le parti delle contadine Gnua e Dina); da Le mosche di Jean Paul Sartre del 1968, diretto da Franco Enriquez e presentato a Vicenza in prima assoluta italiana, con Beppe Pambieri e Valeria Moriconi, e dall’Isabella comica Gelosa del 1971 prodotta dal Teatro Stabile di Torino, in cui Isabella è Valeria Moriconi e Glauco Mari è il duca Guglielmo, oltre che dal Don Giovanni di Molière, sempre del 1971, e dall’Anconitana di Ruzante del 1972, in cui Tancredi è Renato Zero e l’Anconitana è Maria Grazia Spina.

Come ricorda Antonio Stefani in un testo composto per questa occasione, Sovilla nel 1991, appena un mese dopo il discorso tenuto da Giovanni Paolo II proprio all’Olimpico, vi aveva messo in scena a sue spese un testo scritto da Karol Wojtyla nel 1940. Anche Urbano Bonato ricorda le grandi passioni del regista vicentino, “uscito da quell’autentica fucina di talenti che è stato l’istituto magistrale Fogazzaro” e “sedotto dal fascino del teatro” al punto da costituire una propria compagnia sul finire degli anni settanta che annoverava talenti come Livia Cozza e Gianni Bari e che negli anni ottanta “darà il meglio di sé”; nell’81 con “Giovanna, dolce Giovanna” di M. A. Ponchia che si impone al festival nazionale dell’Aquila, nell’82 con “Fando e Lis” di Arrabal che trionfa al “Marrucino” di Chieti e con “Excelsior” di Paolo Levi che nell’83 lascia il segno alla rassegna nazionale di Fiuggi.

L’esposizione, realizzata grazie al sostegno di Regione del Veneto, Gruppo AIM e del consorzio Vicenzaé, rimarrà aperta a ingresso libero dal 16 ottobre fino al 20 novembre dal martedì alla domenica, con orario 10.30-13 e 15 -19.

Informazioni: assessorato alla cultura, uffmostre@comune.vicenza.it, 0444222122 - 321354

 

 

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