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06/09/2011

Campanella scolastica, le scuole superiori rifiutano l’appello al coordinamento. Variati: "Non aumenteremo comunque gli abbonamenti"

“Il Comune di Vicenza, cioè tutta la comunità, farà l’ennesimo sacrificio per tutelare il diritto allo studio e per non pesare una volta di più sulle famiglie. Quindi non aumenteremo gli abbonamenti scolastici. Ma rilevo con amarezza che le scuole superiori vicentine non hanno saputo cogliere, nella stragrande maggioranza dei casi, la gravità del momento. Si tratta di una brutta pagina per le istituzioni di questa città”. E’ questo il commento del sindaco Achille Variati alla fumata nera giunta dai presidi delle scuole superiori cittadine ai quali era stato chiesto dal Comune di coordinarsi in due fasce orarie di ingresso per contenere gli altrimenti inevitabili aumenti dei costi del trasporto pubblico, stimati in circa 100 mila euro. Oggi, dunque, l’ufficio scolastico di Vicenza ha trasmesso al Comune gli orari comunicati dalle singole scuole superiori: almeno 6 gli orari d’ingresso annunciati: 7.40, 7.45, 7.50, 7.55, 8.10, 8.30, così eterogenei da rendere impossibile qualsiasi tipo di coordinamento ed ottimizzazione dei trasporti.

“Speravamo – prosegue il sindaco - che i presidi accogliessero l’accorata richiesta di coordinamento che avevamo fatto loro con il cuore in mano, per evitare di dover aumentare gli abbonamenti degli studenti. L’adesione ad una delle due fasce orarie individuate, o ad altre proposte dalle scuole, sarebbe stata sufficiente. Così non è stato. Ne prendo atto. Ma da sindaco, ben conoscendo le difficoltà che in questi anni stanno attraversando le famiglie, non me la sento di far pesare su di loro anche questa spesa che sarebbe stata evitabile. Gli abbonamenti scolastici al trasporto pubblico, perciò, ancora per quest’anno non aumenteranno perché Il Comune, con una scelta politica, coprirà i maggiori costi del servizio. Domani, com’è accaduto per le mense scolastiche, la giunta comunale avrà il compito non semplice di reperire altrove i 100 mila euro di disavanzo che la turnazione degli ingressi scolastici in due fasce orarie avrebbe consentito di risparmiare. Deve essere chiaro a tutti, però, che quelle risorse dovranno trovare altre forme di finanziamento, andando a penalizzare altri servizi. E che la riorganizzazione degli orari scolastici l’anno prossimo dovrà essere un imperativo categorico, perché a quel punto nel fondo del barile non ci sarà più nulla da raschiare”.

Molto amareggiato anche il consigliere delegato alla mobilità Claudio Cicero, impegnato in prima persona fino all’ultimo nel tentativo di trovare un accordo con le scuole: “Dopo tanto discutere, pensavo davvero che questo potesse essere l’anno buono perché tutti facessero un passo indietro. Non è più tempo di individualismi e campanilismi. E’ solo ottimizzando i servizi che, a maggior ragione in un periodo di crisi e di tagli, si contengono i costi. Quest’anno chiudiamo così. Ma io non mi arrendo, perché non stiamo parlando di vezzi dell’amministrazione, ma di costi che comunque, in un modo o nell’altro, andranno a pesare su tutti i cittadini di Vicenza”.

 

 

 

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