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19/08/2011

Nuova ordinanza anti-prostituzione, la vicesindaco Moretti a due settimane dall’entrata in vigore:“Stiamo facendo sul serio: controlli serrati e informazione per tenere lontano il fenomeno dalle case"

“Il Comune non abbasserà la guardia e proseguirà con determinazione nell’applicazione delle sanzioni previste dalla nuova ordinanza antiprostituzione nelle zone residenziali. Stiamo facendo sul serio e lo stanno capendo le stesse prostitute che si sono spostate in zona industriale. Grazie alla collaborazione con le altre forze dell’ordine, i controlli sono assidui, e non solo nella zona rossa. L’obiettivo infatti non è spostare il fenomeno in altri quartieri residenziali rispetto all’asse di corso S. Felice, viale S. Lazzaro e viale Verona, ma allontanare da sotto le case il degrado che il fenomeno porta con sé. Se la zona industriale diventerà una zona a luci rosse, lo vedremo. Certo faremo in modo che sia una zona controllata, magari più illuminata, ma lontano dalle famiglie, dagli anziani e dai bambini”. La vicesindaco Alessandra Moretti ha ribadito l’obiettivo della nuova ordinanza antiprostituzione nelle aree residenziali questa mattina, a palazzo Trissino, facendo il punto della situazione a due settimane dall’entrata in vigore.

Grazie ai dati forniti dalla prefettura, inoltre, la vicesindaco ha potuto dare il numero delle sanzioni elevate anche dalle altre forze dell’ordine che collaborano con il Comune nell’applicazione dell’ordinanza: carabinieri, polizia di stato e guardia di finanza hanno elevato 9 sanzioni per lo più in viale Verona, viale S. Lazzaro e corso S. Felice tra il 12 e il 15 agosto, portando così a 17 il totale dei verbali da 500 euro staccati dall’inizio, dal 6 agosto, per violazione della nuova ordinanza. Gli altri 8 infatti sono frutto dei controlli della polizia locale, che ogni sera, tra le 21.30 e l’una di notte, dedica al contrasto della prostituzione due delle tre pattuglie in servizio sulla strada. Di queste 8 violazioni, le ultime due sono state accertate domenica scorsa, 14 agosto, nei confronti di due donne, non recidive: una italiana in viale Venezia e una rumena in via Boito.

“Pugno di ferro sì, dunque, ma anche forte attività di informazione e monitoraggio - ha sottolineato Moretti -. Oltre agli stessi agenti infatti, anche la cooperativa sociale Mimosa, per conto del Comune, avvicina le prostitute, soprattutto quelle che non parlano italiano, per instaurare con loro una relazione fiduciaria che le aiuti a comprendere il senso dell’ordinanza emessa dal sindaco”.

Tra il 10 e il 18 agosto la cooperativa ha svolto servizio ogni due giorni per un totale di quattro volte. Nel dettaglio, i tre operatori agiscono tra le 22.30 e le due di notte: arrivano da Padova in auto, percorrono viale della Pace, la zona stadio e la stazione, la strada regionale 11 fino a Creazzo, il sottopasso di Olmo e poi tornano indietro passando per la zona industriale di Vicenza, e quindi in viale della Scienza e viale del Lavoro, e arrivano fino a viale S. Agostino. Lungo il tragitto si fermano molte volte e contattano mediamente una ventina di prostitute ogni notte.

“I loro riscontri sono molto incoraggianti – spiega Moretti -: non solo confermano che in zona rossa non ci sono più prostitute, eccetto qualche sporadico caso che corrisponde grosso modo al numero delle sanzioni finora elevate, ma ci dicono anche che le stesse ragazze, che a quanto pare leggono i giornali, hanno ben compreso le finalità della nuova ordinanza al di là del mero aspetto repressivo. A quanto pare infatti erano le stesse prostitute a percepire un alto livello di pericolosità nella zona rossa, sfociato poi nella sparatoria di borgo Casale. Ora invece si sentono più sicure, anche grazie ai numerosi controlli da parte della polizia locale. E se nei primi giorni hanno notato un sensibile calo di clienti, ora stanno notando che gli stessi le stanno via via raggiungendo in zona industriale”.

“Per quanto riguarda viale della Pace – ha aggiunto Moretti -, gli stessi operatori della Mimosa hanno contattato ieri due ragazze dell’Est all’altezza del distributore, che erano tra l’altro già state identificate dalla polizia, e invitate quindi a spostarsi in zona industriale. La polizia locale comunque intensificherà i controlli anche in quest’area, proprio perché non è nostra intenzione spostare il fenomeno in altri quartieri residenziali rispetto a quelli compresi nella zona rossa. Aspettiamo ora almeno 20-30 giorni per valutare nel loro complesso gli effetti del nuovo provvedimento: solo in un periodo più lungo infatti possiamo capire come evolve il fenomeno e se sarà necessario estendere la zona rossa ad altri quartieri”.

“Nessuna segnalazione invece – ha sottolineato infine la vicesindaco - è arrivata alla polizia locale, né gli agenti hanno avvistato alcuna prostituta ai Ferrovieri. Se dunque da un lato adottiamo la mano pesante per chi trasgredisce l’ordinanza e i controlli rimangono sempre serrati, dall’altro esortiamo i cittadini a non dar luogo ad una caccia alle streghe: soprattutto in questi giorni di gran caldo, perfino nelle ore serali, è facile incontrare per strada ragazze magari con minigonna e top, ma cerchiamo di non vedere prostitute dappertutto”.

 

 

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