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16/05/2011

Minori, firmato questa mattina l’accordo tra Comune e Ulss 6 per la gestione associata del servizio di tutela

Comune di Vicenza e Ulss 6 hanno firmato questa mattina a palazzo Trissino l’accordo di programma che istituisce ufficialmente il servizio di protezione e tutela minori in gestione associata. L’accordo durerà tre anni per una spesa annua di circa 400 mila euro comprensiva dei costi di affitto, utenze e consulenze legali ripartite al 50% tra i due enti.

“È un momento importante – ha commentato l’assessore alla famiglia, Giovanni Giuliari, dopo aver fatto un breve excursus sul percorso seguito dal Comune dagli anni ’80 ad oggi, partendo quindi da quando l’azione dell’assistente sociale nei confronti di minori, adulti ed anziani era ancora indistinta, passando per l’istituzione di organismi ad hoc come il Casf, centro per l’affido e la solidarietà famigliare (2008), di cui Vicenza è ente capofila, e le trasformazioni dell’Arca, il centro regionale di protezione e cura, che dal 2009 è gestita solo dall’Ulss -. Finora il Comune ha sempre gestito autonomamente i servizi relativi ai minori con equipe pluriprofessionali, ma senza grossa continuità, dovuta ad avvicendamenti e soprattutto a causa della mancanza di certezze sulle risorse a disposizione. A partire da quest’anno invece il Comune di Vicenza gestirà il servizio in forma associata con l’Ulss. Non si tratta quindi di una delega – ha sottolineato l’assessore - perché la guida resta comunque in capo al Comune. E l’obiettivo è di allargare l’esperienza a tutti e 39 i Comuni del distretto per uniformare le modalità di approccio al problema”.

“Il tema è molto delicato e per questo la scelta da parte del Comune di Vicenza è stata molto coraggiosa – ha dichiarato Paolo Fortuna, direttore dei Servizi sociali dell’Ulss 6 -. È un segnale di grande fiducia nei nostri confronti e un passo che permette di fare rete, orami strada obbligata in tempi di risorse così scarse. Allo stesso tempo è una decisione che permette una maggiore omogeneizzazione e quindi più oggettività nella valutazione dei casi da seguire”.

“Non è stato un percorso facile, del resto i Comuni delle dimensioni di Vicenza difficilmente delegano questo servizio – ha aggiunto Giuseppe Iannaci, direttore del distretto socio sanitario dell’Ulss 6 -, tant’è che i tecnici dei due enti si sono incontrati per un anno. Ora il cittadino non rischia più di girovagare per la città in cerca di risposte perché c’è un’unica struttura, integrata, che si prende in carico i minori e le loro famiglie in difficoltà offrendo quindi una risposta più efficace, efficiente e di qualità”.

Il nucleo di lavoro ha già iniziato a riunirsi a partire dallo scorso gennaio nella sede di via Legione Gallieno 41, di fronte all’Istituto Rossi. È composto, per il Comune, da quattro assistenti sociali a tempo pieno e un collaboratore sociale e, per l’Ulss, da due psicologi a tempo pieno e uno part time, oltre ad un educatore, un amministrativo e a un direttore del servizio.

È stato quindi Claudio Vencato, capo del dipartimento funzionale territoriale infanzia, adolescenza e famiglia a illustrare il lavoro in corso, con una premessa: “Il gruppo si trova di fronte a situazioni molto difficili, spesso contraddistinte dall’intervento dell’autorità giudiziaria e quindi del tribunale dei minori. Lavoriamo sulla base di un principio portante, la famiglia, in modo da lavorare prima che arrivino i decreti: ogni bambino ha il diritto di essere cresciuto all’interno della propria famiglia perché è dimostrato che è meglio una famiglia puntellata che una bellissima comunità, anche se è chiaro che se siamo di fronte a casi di abuso è meglio l’allontanamento”.

Le situazioni in cui va valutata la protezione e la tutela del minore emergono dai servizi sociali territoriali, dalla scuola, dalla magistratura o dai singoli cittadini. Da inizio anno il gruppo Comune-Ulss si sta occupando di 239 minori, di cui 140 maschi e 96 interessati da decreto dell’autorità giudiziaria, corrispondenti a 161 famiglie con difficoltà. Poco più della dei minori è italiana (171), mentre il resto dei casi è suddiviso fra circa 15 nazionalità straniere. La causa principale dei problemi è dovuta a forti conflitti familiari (59) e a incapacità con conseguente trascuratezza o addirittura abbandono del minore da parte dei genitori (40). Tra le altre cause, le patologie dei genitori (15), la decadenza della potestà (13) e la dipendenza da sostanze dei genitori (12).

Gli interventi a protezione del minore coinvolgono 30 strutture tra residenziali e diurne (39 i minori interessati) e vedono la collaborazione di 5 centri diurni. Undici minori hanno invece un sostegno socio-educativo a domicilio e 25 sono in affido.

 

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