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16/04/2011

"Verso la Basilica", concluso lo studio di fattibilità del nuovo magnete culturale di Vicenza: un "incubatore di imprenditorialità creativa" proiettato in Europa. Sarà gestito da una fondazione ibrida

"Verso la Basilica": il titolo dello studio di fattibilità per la gestione e la sostenibilità del futuro centro culturale esplicita il percorso d’idee che sta compiendo l’amministrazione comunale sul futuro del monumento di pari passo con il complesso intervento di restauro.

Stamani l’esito dello studio viene illustrato dall’assessore alla progettazione e innovazione del territorio e alla cultura Francesca Lazzari e dall’autore dell’analisi, il professor Pier Luigi Sacco, docente di economia della cultura allo IULM di Milano e curatore di alcuni tra i più importanti studi e piani di sostenibilità per i sistemi culturali evoluti, dal MAXXI di Roma alla Fabbrica del Vapore di Milano, fino al Lugano Art Centre.

"Il documento del professor Sacco – ha detto oggi l’assessore Francesca Lazzari - ci spinge a credere fortemente che la Basilica Palladiana sia un simbolo indelebile della nostra identità, un segno di inclusione. Attorno ad essa dovrà perciò coagularsi un flusso di senso e di partecipazione costruttiva che coinvolga tutta la città nelle sue espressioni più diverse: cittadini, categorie economiche, imprese, mondo dell’associazionismo, tutti chiamati ad operare insieme, per un progetto di sviluppo culturale, commerciale, imprenditoriale di respiro europeo. Questa amministrazione si è trovata ad affrontare due nodi chiave: il Pat che ha definito il nuovo assetto del territorio e il futuro della nuova Basilica, con l’opportunità e il dovere di fare scelte che trasformino Vicenza in un magnete di sviluppo per la comunità, in un luogo dove i nostri talenti possano restare. Il contenitore Basilica significa Vicenza nel mondo, più di tanti slogan e sterili discorsi. Al massimo della tutela e del rigore nel restauro abbiamo voluto corrisponda il massimo dell’innovazione nel suo utilizzo".

 

Le funzioni

"Se in Italia – ha premesso il professor Sacco - la cultura viene ancora percepita come peso dal punto di vista economico, in Europa si stanno fortemente sviluppando industrie culturali creative che producono profitti. Questi ultimi, complessivamente, valgono più del doppio di quelli dell’industria automobilistica. Il Veneto, peraltro, è tra le 25 regioni d’Europa con più industrie culturali creative, ma il nostro è tra i pochi Paesi a non governarle con una strategia".

La Basilica, contenitore d’eccellenza, ha tutte le potenzialità per inserirsi in questo campo estremamente innovativo e lo studio propone proprio questa strada.

L’analisi individua sette aree funzionali, a dimostrazione della poliedricità e delle potenzialità della struttura. La Basilica viene infatti contemporaneamente immaginata come "incubatore di imprenditorialità creativa, spazio di relazione, acceleratore di sviluppo desing-oriented, spazio residenziale per artisti e professionisti creativi, spazio "performativo", spazio di produzione di conoscenza, spazio commerciale".

La Basilica può diventare incubatore di imprenditorialità culturale e creativa, complemento naturale di un sistema industriale profondamente legato al design, assumendo il ruolo di centro per la fornitura di servizi e piattaforma per relazioni e partnership. I progetti imprenditoriali "incubati" dovranno essere idee di grande potenziale commerciale, appositamente selezionati.

Per restituire la Basilica alla quotidianità della città servirà inoltre trasformarla in spazio di relazione: un luogo abitato ed abitabile, con una programmazione di attività a ciclo continuo, per zone orarie strettamente connesse alle diverse fasce di popolazione.

L’edificio potrà inoltre diventare acceleratore di sviluppo design-oriented, ospitando un centro di ricerca e di sviluppo per le produzioni venete di qualità bisognose di un rilancio creativo. Si tratterà di una sorta di "ufficio stile e ricerca" a servizio dell’intero territorio.

La Basilica, ancora, potrà diventare spazio residenziale per artisti e professionisti creativi, ospitando un flusso costante di talenti internazionali, selezionati sulla base di proposte progettuali che interagiscano con il territorio; potrà essere spazio "performativo" con attività espositive e di spettacolo inserite tra le proposte di ricerca contemporanea con elevata qualità; potrà assumere il ruolo di spazio di produzione di conoscenza, ospitando centri di ricerca internazionali.

In questo contesto, le funzioni commerciali dovranno interagire con le altre attività, prevedendo l’inserimento di un’offerta coerente con il nuovo ruolo del monumento. Il suggerimento dello studio di fattibilità è di promuovere soprattutto l’ospitalità di attività di vendita connesse al design e di servizi di ristoro vetrina delle eccellenze enogastronomiche del territorio.

L’intero spettro delle funzioni previste non potrà essere ospitato integralmente dalla Basilica. Per questo i confini delle sue relazioni saranno allargati, trasformandosi in una rete di spazi che definiranno il "sistema nervoso culturale" della città, di cui il monumento palladiano costituirà il cervello. Ciò in sintonia con l’impostazione del Pat, ripensando la strategia di sviluppo culturale del territorio e di integrazione tra filiere creative e tradizionali e facendo del tema della sostenibilità urbana non un problema, ma un’occasione di crescita.

 

La gestione

Il documento affronta anche la questione del modello economico gestionale, proponendo la contaminazione tra la fondazione di partecipazione e una società per azioni. Alle due realtà corrisponderanno rispettivamente un livello di governance territoriale (fondazione controllata dal Comune e aperta ai grandi stakeholder) e un livello gestionale-operativo (società controllata dalla fondazione, possono entrare soci privati, si occupa della gestione diretta). La presenza della società per azioni consentirà di coinvolgere le aziende, cioè gli investitori privati, in una formula a loro ben conosciuta.

Il processo di costituzione della struttura di governance dovrà passare per alcune tappe esplicitate nello studio: gruppo di lavoro ristretto, schema di assetto dello strumento, accreditamento degli stakeholder territoriali e degli eventuali investitori, costituzione formale della fondazione e della società strumentale.

 

L’Europa

Il respiro europeo dell’iniziativa, infine, presuppone il confronto con realtà di pari livello. Di qui l’iniziativa, proposta dal consulente e già accolta dalla giunta comunale, di entrare tra i fondatori dell’ EBCN, l’European Creative Business Network, la più nuova e importante rete europea per l’innovazione e l’incubazione di imprenditorialità per le industrie culturali e creative.

I tre soggetti promotori di ECBN sono il CIDA, un’agenzia di sviluppo culturale con sede a Huddersfield, Inghilterra, lo European Centre for Creative Economy (ECCE) di Dortmund, Germania, e il Dutch Creative Residency Network, con sede a Rotterdam, Olanda.

Tra i fondatori della rete ci sono realtà d’eccellenza come il Creativity Center di Bilbao, South West Screen di Bristol, Tudor del Lussemburgo, Creative Industries Styria di Graz, Swedish Creative Industries Incubator Program di Stoccolma, City of Rotterdam, ECCE di Dortmund, LAC di Lugano e Vernice Progetti Culturali di Siena.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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