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01/04/2011

Disoccupati: pubblicato un avviso per la formazione di un elenco di persone tra cui scegliere per assegnare lavori di integrazione al reddito

I settori dello Politiche dello sviluppo e dei Servizi sociali hanno pubblicato oggi l’avviso pubblico di adesione al “patto per il lavoro”, per la formazione di un elenco di persone che hanno perso il lavoro, fra le quali scegliere i nominativi per lavori di integrazione al reddito.

L’avviso quindi è destinato a persone disoccupate, che non godono o stanno per perdere gli ammortizzatori sociali (indennità di disoccupazione, mobilità, cassa integrazione) o per le quali gli stessi non sono sufficienti a garantire il livello minimo di soddisfazione delle esigenze fondamentali di vita e di inclusione sociale, personale e familiare.

L’annuncio è stato dato questa mattina dall’assessore alle politiche dello sviluppo Tommaso Ruggeri, il quale ha spiegato che il patto sociale – che è stato ammesso al finanziamento dalla Fondazione Cariverona - è stato approvato dalla Provincia di Vicenza assieme alla Commissione provinciale del lavoro integrata con i rappresentanti delle Conferenze dei sindaci e delle Ulss vicentine ed è stato condiviso dal Comune di Vicenza con la sottoscrizione di un accordo di programma.

“Intendiamo così favorire l’occupazione di chi ha perso il lavoro a causa della crisi economica – ha dichiarato Ruggeri -, che ha duramente colpito anche il nostro territorio dopo 40 anni di sviluppo ininterrotto e tassi di disoccupazione inferiori addirittura al 2%. Con questo strumento potremo attivare, ad esempio, tirocini e lavori di pubblica utilità che verranno retribuiti con voucher per rapporti di lavoro occasionali o altri strumenti di integrazione al reddito, in base alla tipologia e alla durata necessaria per portare a termine il progetto assegnato a ciascun lavoratore. L’avviso pubblicato dal Comune – ha inoltre precisato - non ha una scadenza, ma resterà aperto finchè non verranno esauriti i 257 mila euro assegnati a Vicenza sulla base del numero di abitanti”.

Nel dettaglio possono rispondere all’avviso i disoccupati residenti nel Comune di Vicenza, che siano cittadini comunitari o in regola con la documentazione di soggiorno, e che abbiano un Isee 2010 preferibilmente non superiore a 10 mila euro.

Per essere inseriti nell’elenco gli interessati in possesso dei requisiti dovranno sottoscrivere una dichiarazione di immediata disponibilità e un patto di servizio al Centro per l’impiego (via Legione Gallieno 31, telefono 0444 226811-226821). A partire dall’11 aprile inoltre i richiedenti dovranno recarsi al settore Politiche dello sviluppo del Comune di Vicenza (contrà Busato 19 – telefono 0444 221910) a presentare la domanda che è scaricabile, assieme all’avviso, anche dalla sezione Primo piano di questo sito. L’ufficio fornirà tutte le informazioni e raccoglierà le richieste il lunedì e il mercoledì dalle 9 alle 12 e il martedì e il giovedì dalle 16 alle 18. 

Le domande presentate saranno poi a disposizione di enti ed aziende, i quali potranno appunto scegliere i nominativi con le caratteristiche necessarie a sviluppare i progetti lavorativi. In questo caso la persona scelta verrà eventualmente invitata a sostenere un colloquio e a compilare una scheda che fungerà da contratto.  

“Prevediamo di far partire alcuni progetti già da metà aprile – ha assicurato l’assessore - e di poter contare su cofinanziamenti. Sicuramente attingeranno dall’elenco Acque Vicentine e Aim-Valore Città, quest’ultima soprattutto per piccoli lavori alle strade e al verde pubblico, e molto probabilmente anche qualche azienda privata. Stimiamo che nel giro di un mese e mezzo ci arrivino dalle 400 alle 500 domande di disoccupati, anche se va tenuto conto che molti ammortizzatori sociali sono in scadenza proprio in questo periodo”.

“Contiamo comunque di andare incontro a 60-70 persone, forse 100, a seconda dei cofinanziamenti che ci arriveranno e della lunghezza degli incarichi – ha aggiunto Ruggeri -: più saranno lunghi infatti meno saranno le persone impiegate. Il compenso potrebbe andare dai 600 ai 750 euro, cui vanno sottratti i costi assicurativi. Se dunque al lavoratore resteranno in mano poco più di 500 euro, non sarà certo una cifra enorme, ma per chi in questo momento non ha alcun reddito è comunque significativo poter lavorare magari per 2-3 mesi portando a casa qualcosa”.

 

 

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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