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08/03/2011

Ex bocciodromo, il sindaco Variati richiama alla responsabilità: “Abbassiamo i toni. Quello non è un luogo pubblico, il gestore può decidere come regolare l’accesso alla struttura”

“L’ex bocciodromo è una struttura di proprietà pubblica che è stata data in concessione mediante una gara aperta, a cui tutti quindi potevano partecipare. Ha vinto un raggruppamento di associazioni private, che ha firmato una convenzione con il Comune, in cui è stata fissata una serie di regole da rispettare, pena clausole assai severe. L’accesso alla struttura data in concessione, però, non è un diritto universale: è lo stesso gestore privato che stabilisce criteri e modalità per regolare l’eventuale partecipazione del pubblico. Non è una novità: così funziona anche per tutti gli altri stabili dati in concessione dal Comune a soggetti privati quali sono le associazioni. Lo stesso bar all’interno non è un pubblico esercizio, come chiarisce anche la legge regionale”.

Il sindaco Achille Variati ha voluto questa mattina fare chiarezza sulla polemica che è divampata negli ultimi giorni in seguito ad un episodio verificatosi sabato scorso durante l’inaugurazione dell’ex bocciodromo di via Rossi al quartiere dei Ferrovieri: la rete di associazioni che gestisce la struttura ha infatti denunciato come “provocatorio” il tentativo di accesso di alcuni giovani riconducibili a sigle di destra che si sono presentati all’ingresso.

“Chi alimenta questa polemica, a tutti i livelli, è semplicemente un irresponsabile – ha aggiunto il sindaco - e ne dovrà rispondere davanti alla pubblica opinione. È infatti una menzogna dire che l’ex bocciodromo è un luogo pubblico con libero accesso a tutti. Non è così. E del resto ogni associazione che ha in gestione uno spazio, sia pubblico che privato, decide in autonomia chi invitare o far accedere nei propri locali, o chi accettare come socio: di solito limitando l'accesso oppure gli inviti a chi é un socio o un simpatizzante o quantomeno condivide valori, cultura, progetti di riferimento dell'associazione in questione. Cercare di forzare la mano ha il sapore della provocazione: come se un gruppo di cacciatori si presentasse, in pelliccia e armati di trofei, nella sede di un'associazione animalista, pretendendo di poter accedere solo perché lo stabile dato in concessione all'associazione animalista è di proprietà pubblica. Assurdo, appunto, e solo una provocazione. Già è grave che sia un gruppo di ragazzi a perseguire questo tipo di strategie: ma sarebbe davvero irresponsabile se a  trasformare una questione politica in una questione di ordine pubblico fosse chi ha o ha avuto ruoli importanti di governo. Penso a un ex vicesindaco con delega alla sicurezza, come il consigliere Sorrentino, o a un legislatore come il consigliere regionale Finco, e mi riferisco in particolare all'assessore regionale Elena Donazzan, che invito a raccogliere questo mio richiamo alla responsabilità. Sono comunque fiducioso che il buon senso e una più chiara valutazione della situazione di diritto possano indurre ad abbassare i toni ed evitare inutili e pericolose tensioni”.

“Io non faccio l’avvocato difensore di nessuno – ha voluto sottolineare infine Variati -. Ma devo garantire il diritto di chi ha vinto una gara pubblica di sviluppare la sua attività, anche economica, nell’ambito delle intese raggiunte con l’amministrazione. Se ci fossero delle richieste serie, inoltre, potrei verificare se esiste un altro luogo, magari con lavori da fare e quindi alle stesse condizioni iniziali in cui è stato consegnato l’ex bocciodromo, da offrire attraverso una gara pubblica, così da dare la possibilità di partecipare a chi l’altra volta ha ritenuto di non farlo. Sempre che l'obiettivo, appunto, non sia quello della mera provocazione”.

 

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