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02/03/2011

Polo assistenziale Alzheimer 2011-2012, approvato il progetto esecutivo grazie al finanziamento della Fondazione Cariverona che coinvolgerà tutti i comuni dell’Ulss6

Il Polo assistenziale Alzheimer, già attivo dal 2006 al 2008 e realizzato in accordo  tra il Comune di Vicenza, Ulss6 e Ipab, è stato approvato anche per il biennio 2011-2012 grazie al finanziamento di Fondazione Cariverona con una sostanziale novità: l’iniziativa, che precedentemente coinvolgeva solo il Comune di Vicenza, ora viene estesa anche ai Comuni dell’Ulss6.
L’obiettivo è quindi quello di consolidare i servizi del Polo già attivati a Vicenza estendendoli ad un territorio più vasto dove verranno adattati alle specifiche esigenze e sperimentando anche nuovi servizi per dare risposte a una domanda crescente. Considerando la popolazione con più di 65 anni, a Vicenza si stima che il 6,5% è affetto da demenza mentre ogni anno su 1.000 soggetti sono 11,9% i nuovi casi. Ogni anno nel Veneto i nuovi casi sono 9.600; nelle case di riposo e nelle strutture residenziali le persone affette da questa patologia sono tra il 30 e il 60%. A Vicenza gli ultrasessantacinquenni affetti da demenza sono 1500 di cui 450 maschie 1060 femmine.
“Nel 2006-2008 la fondazione Cariverona aveva già dato un finanziamento al progetto che si è sviluppato tra il 2006 e il 2008 con ottimi risultati – spiega l’assessore alla famiglia e alla pace Giovanni Giuliari -. Per questo la Fondazione ha accettato di finanziare di nuovo il Polo assistenziale Alzheimer anche per il 2011 e 2012 purchè venga ampliato e coinvolga tutti i Comuni dell’Ulss6. Prosegue inoltre la collaborazione dell’Ipab che aveva aderito anche al progetto 2006-2008.”
La fondazione Cariverona si è impegnata quindi a finanziare il progetto per due anni con la somma di 850 mila euro che coprirà il 65,7% dei costi complessivi. Al Comune di Vicenza sono destinati 189 mila euro su una spesa complessiva di 290 mila euro.
Questo finanziamento nel territorio di Vicenza consentirà di organizzare uno sportello telefonico Alzheimer, attivo 4 giorni alla settimana per 2 ore al giorno, attraverso una cooperativa di volontari adeguatamente preparati che potrà essere contattato dai familiari di persone affette da Alzheimer con necessità di ascolto, orientamento e informazione per la gestione della malattia.
Verrà inoltre definito un elenco pubblico di assistenti familiari con competenze specifiche per gestire questo tipo di malattia acquisite a seguito di un percorso formativo a cui possono partecipare anche le badanti che quindi potranno apprendere le adeguate modalità di approccio in modo anche da poter creare un contatto tra domanda e offerta.
Verranno affiancati operatori a badanti in servizio in 30 famiglie e ci si muoverà per la costituzione di altri 2 gruppi di automutuoaiuto, oltre ai 3 già attivati nel precedente progetto, per sostenere i familiari di anziani che rischiano spesso di ammalarsi di depressione, condotti da assistenti sociali, con la supervisione dell’ AMA di Trento.
Familiari e badanti che assistono il malato a casa hanno bisogno anche di allontanarsi dalla realtà che vivono costantemente e per questo verranno formati dei volontari che possono effettuare brevi sostituzioni.
Del personale verrà inoltre inviato in 100 famiglie per osservare e conoscere il paziente e suggerire strategie  per interagire adeguatamente con medico di base e atri soggetti e creare una rete attraverso assistenti sociali concordando attività domiciliari.
Anche gli altri distretti dell’Ulss6 attiveranno progetti che adegueranno alle esigenze del loro territorio.
“Il territorio dell’Ulss 6 con oltre 320 mila abitanti distribuiti su 39 comuni rientrerà quindi nel Polo Alzheimer partendo dall’esperienza del Comune di Vicenza grazie ad un’iniziativa di collaborazione e alla diffusione di buone prassi – dichiara il presidente della conferenza dei sindaci Luca Cavinato -. Ogni territorio sarà poi chiamato a personalizzare le iniziative rispetto all’assistenza domiciliare esistente, ai servizi socio sanitari e alla collaborazione dei medici di medicina generale. Il Polo Alzheimer ha a Monte Crocetta la parte residenziale, ma molto spesso sezioni specifiche che si occupano si questa patologia sono diffuse nei centri di cura per anziani.
Un’altro dei punti che cercheremo di sviluppare sarà l’attivazione di centri di automutuoaiuto e quella della sensibilizzazione attraverso famiglie e badanti.”

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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