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18/01/2011

Restauro della Basilica Palladiana, concluso il salone principale, a un anno e mezzo dalla riapertura i lavori si concentrano nei vani interni

Gli interventi più impegnativi riguardano la corte dei Bissari, il salone degli Zavatteri e la Domus

Tra poco più di un anno e mezzo la Basilica Palladiana riaprirà restaurata e si offrirà al pubblico in una veste completamente rinnovata. E’ un cantiere complesso e lungo quello iniziato nella primavera del 2007 dove quest’oggi l’assessore ai lavori pubblici Ennio Tosetto insieme al direttore dei lavori Eugenio Vassallo, all’assistente Andrea Donadello e ai tecnici della Sacaim, effettueranno un sopralluogo per verificare l’andamento dei lavori, che proseguono come da tabella di marcia e che condurranno alla riapertura prevista nel settembre del 2012.                    

I lavori sono stati finanziati dalla Fondazione Cariverona per 17 milioni e 358 mila euro a cui si aggiunge il recente contributo approvato a fine 2010 e pari a oltre 3 milioni e 700 mila euro che servirà per la sistemazione  dell’area degli Zavatteri.
Servono ancora 1 milione e 200 mila euro per il restauro della torre del Tormento e dell’arco degli Zavatteri, di collegamento alla Domus, compresi nel progetto di restauro, ma per i quali manca ancora lo stanziamento.

“Ringrazio la Fondazione Cariverona che ha sostenuto questo importante intervento che consentirà di restituire alla città il monumento che più la rappresenta completamente restaurato – dichiara l’assessore ai lavori pubblici Ennio Tosetto -. Il contributo della Fondazione è stato indispensabile non solo per riportare all’antico splendore le strutture palladiane, ma anche per intervenire nella corte dei Bissari e nella Domus e proprio di recente la somma messa a nostra disposizione è stata implementata con un ulteriore contributo che ci ha concesso di coprire i costi per il recupero del salone degli Zavatteri.  Oggi - continua l’assessore – i lavori sono in uno stato avanzato. Il grande salone al primo piano è praticamente concluso. Resta da completare qualche piccolo dettaglio che lo renderà completamente funzionale per ospitare opere d’arte grazie agli impianti installati: elettrico, di illuminazione, di sicurezza, di riscaldamento e raffreddamento. Per consentire un maggior risparmio energetico, inoltre, stiamo cercando di utilizzare il riscaldamento geotermico che recupera l’energia, sia per l’impianto di riscaldamento che di raffreddamento, direttamente dalla terra. Per questo ringraziamo la Provincia di Vicenza che ci ha dato l’autorizzazione per rendere operativo l’impianto.”

“Il salone oggi appare indubbiamente più luminoso grazie anche al pavimento che sostituisce il precedente, molto scuro, e che è stato riprodotto sulla base dei resti del pavimento originario – sottolinea il direttore dei lavori Eugenio Vassallo –. Ora si sta lavorando anche nel salone degli Zavatteri che assumerà un aspetto completamente diverso ed avrà un ruolo centrale grazie anche al ripristino del passaggio che collega piazza dei Signori con piazza delle Erbe e la corte dei Bissari e all’inserimento di una struttura metallica a due livelli.”

A seguito dell’intervento sulla copertura, conclusosi in aprile 2010, il raggruppamento di imprese temporaneo guidato dalla Sacaim di Venezia ha concentrato l’attività negli ambienti interni.

Al primo piano, sia nel loggiato che nel salone, i lavori di restauro si sono conclusi ed è stato anche posizionato l’impianto elettrico e di illuminazione. Proprio in questi giorni i tecnici si stanno occupando dei collegamenti per renderlo funzionante.
Nel dettaglio la loggia appare completamente ripulita, e in alcuni punti anche consolidata, e l’impianto di illuminazione è stato collocato alla base dell’arco delle serliane; il pavimento in pietra nella primavera del 2010 è stato sollevato pulito ed integrato dopo aver disposto i necessari condotti impiantistici. Allo stesso modo le due scalinate di accesso da piazzetta Palladio sono ultimate sebbene sia visibile dall’esterno l’impalcatura che le protegge che rimarrà in sede fino alla conclusione di tutti i lavori.
Il salone principale oramai si presenta nel suo aspetto definitivo. Dopo la pulitura del paramento lapideo, che è stato anche consolidato e protetto, è stato realizzato il pavimento in terrazzo veneziano sulla base dei resti del pavimento originario ritrovato nel corso della rimozione della pavimentazione realizzata nel dopoguerra. Dopo il trattamento finale ad olio si potrà apprezzare l’effettiva tonalità del colore.
Inoltre, sono già pronti tutti gli attacchi che renderanno possibile la realizzazione delle mostre e di qualsiasi altra attività si vorrà organizzare all’interno del salone.
Al di sotto del pavimento corrono anche gli impianti di riscaldamento e di raffrescamento che consentiranno, quindi, di mantenere una temperatura costante fino a 3-4 metri d’altezza.
L’illuminazione è costituita da canne telescopiche che svolgono anche la funzione degli originari pendini; altre luci saranno collocate a breve nelle finestre più alte dove sarà predisposto anche un sistema di sicurezza costituito da telecamere e rilevatori.
I serramenti delle grandi finestre della sala sono stati ricollocati dopo il restauro mentre le porte, anche queste risistemate, verranno invece posizionate quando tutti i lavori del complesso saranno conclusi.
Gli accessi sui fronti principali saranno dotati di pedana per consentire anche l’ingresso ai visitatori diversamente abili.
Percorrendo la loggia si nota anche un accesso alla torre dei Bissari attraverso una scalinata in pietra che appariva sconnessa e deteriorata. Ora la scala appare regolarizzata e sarà completata dalla ricollocazione degli scalini e dai parapetti in pietra rimossi e ripuliti.

Dalla loggia è possibile accedere anche alla porzione superiore della Domus comestabilis che attende le ultime finiture (sono stati mantenuti soffitti a travi in legno e pavimento) e la ricollocazione delle finestre restaurate e a cui sono stati sostituiti i vetri per questioni di sicurezza: quest’ala ospiterà locali di servizio e uffici. Dalla scala a chiocciola, progettata e realizzata negli anni ’70 del Novecento dall’architetto Franco Albini, si può accedere al piano superiore della Domus dove avrà sede l’ufficio preposto alla gestione della Basilica.

In questo livello è stato recuperato anche un salone da cui si raggiunge la grande terrazza che circonda la Basilica: qui il pavimento è stato ricollocato, le statue sulla balaustra sono state ripulite ed in alcuni casi messe in sicurezza; da qui, inoltre, si possono ispezionare gli impianti collocati nel soffitto del salone.

Al piano terra sta proseguendo la pulitura degli apparati murari e lapidei dei negozi. Gli impianti verranno riordinati, uniformati, adeguati alle norme di sicurezza e portati alla soglia esterna di ciascun negozio. Anche nel loggiato al pianterreno si è conclusa la collocazione dell’illuminazione sulle serliane: successivamente si procederà all’allacciamento dell’impianto.

Il lavoro più impegnativo è in corso nel salone degli Zavatteri, al piano terra della Domus e nella corte dei Bissari.
In quest’area, in attuazione del progetto approvato, sono in corso i lavori per ripristinare il passaggio che collega piazza dei Signori con piazza delle Erbe e la corte dei Bissari, mentre gli altri spazi saranno adibiti ai servizi per l’accoglienza, biglietteria, bookshop e primo accesso alla Basilica anche attraverso l’uso del nuovo ascensore.

Nel salone degli Zavatteri funzionari e tecnici della soprintendenza ai beni archeologici di Padova, coordinati dalla dottoressa Mariolina Gamba, hanno effettuato continue visite e verifiche nel corso degli scavi conseguenti alla rimozione del pavimento controllando la realizzazione dei rilievi e la struttura fondale indispensabile per comprendere le vicende architettoniche della Basilica
Accanto al salone degli Zavatteri, oltre il corridoio di collegamento, l’attività continua al piano terra della Domus dove si sta effettuando la pulizia della muratura e l’inserimento dell’impiantistica e che ospiterà anche una scala e un ascensore, nuovo accesso al primo piano e quindi al salone principale della Basilica.

Nella corte dei Bissari, dopo la demolizione delle strutture degli ultimi anni ‘40-’50, è stato realizzato il palancolato di contenimento e la struttura perimetrale in cemento armato ed è stato effettuato lo scavo di sbancamento con l’assistenza archeologica della soprintendenza di Padova. Sono iniziate quindi le operazioni per realizzare la centrale tecnologica che accoglierà le centrali impiantistiche, che serviranno tutto il complesso della Basilica, sulle quali poi verrà stesa la pavimentazione. Sarà inoltre creato una vano da cui saranno visibili i reperti archeologici di origine romana rintracciati durante le operazioni di scavo. Saranno inoltre necessarie opere per il contenimento del palazzo adiacente che ospita gli uffici comunali.

I lavori attualmente in corso nel salone degli Zavatteri, nella Domus, nella corte dei Bissari, nei negozi al piano terra si concluderanno nella primavera del 2012: sono infatti tutti legati tra loro, procedono in concomitanza e sono eseguiti da differenti maestranze. Successivamente si procederà al collaudo, che durerà dai 30 ai 60 giorni, e allo smontaggio del cantiere.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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