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24/11/2010

Ponte Pusterla resterà chiuso più a lungo del previsto: da domani modifiche alla viabilità per agevolare il traffico

“Ponte Pusterla sta peggio di quanto pensavamo e l’intervento per poterlo riaprire richiede almeno 3-4 mesi di tempo”. L’ha comunicato questa mattina il sindaco Achille Variati, assieme all’assessore ai lavori pubblici, Ennio Tosetto, prima di presentare una temporanea modifica alla circolazione veicolare che verrà introdotta nel corso della giornata di domani per risolvere alcuni problemi viabilistici emersi in seguito alla chiusura del ponte setsso, gravemente danneggiato dalla piena di Ognissanti. “Saremo costretti a rinunciare ad un pezzetto di zona a traffico limitato in fondo a corso Palladio – ha spiegato Variati –, ma davvero non avevamo altra scelta per evitare, in particolare a residenti e attività di contrà Vittorio Veneto, contrà Apolloni e contrà Canove, di andare fino a porta S. Croce passando per corso Fogazzaro, al fine di raggiungere piazza XX Settembre, dato che, da poco, in Levà degli Angeli si viaggia a senso unico”. La soluzione allora sarà l’apertura al transito in senso contrario di via Canove Vecchie. Da qui, in uscita su corso Palladio, sarà obbligatorio girare a sinistra e percorrere l’ultimo tratto del corso di fronte al Teatro Olimpico fino a Levà degli Angeli, dove si potrà girare a sinistra o a destra.

L’assessore Tosetto ha quindi approfondito la questione di ponte Pusterla, dato che i risultati delle numerose analisi effettuate dagli ingegneri nelle ultime due settimane non hanno portato buone notizie.

“La volta della quarta campata del ponte, quella verso il Brustolon, ha subito una forte spinta verso l’alto a causa della piena del fiume Bacchiglione – ha spiegato Tosetto - e, una volta calata l’acqua, si è aperta una fessurazione trasversale, a 45 gradi, che è fra le più preoccupanti, perché indicatrice di possibili avvallamenti o addirittura crolli. Se dunque è accertato che rimane sicuro il transito dei pedoni, altrettanto non si può dire per il passaggio dei mezzi pesanti, come gli autobus. In effetti le stratigrafie stradali e i carotaggi nelle pile che sostengono le arcate hanno restituito una situazione preoccupante: dopo l’asfalto e il sottofondo stradale, e prima della pietra di Vicenza delle pile, infatti, si riscontrano dei vuoti che sono stati incrementati proprio dalle infiltrazioni d’acqua”.

“Dopo aver già messo in sicurezza il ponte, agganciando l’arcata ad una struttura in ferro – ha concluso Tosetto -, si procederà ora a spron battuto per tornare al più presto alla riapertura del ponte, che è essenziale per la mobilità urbana: lavoreremo sette giorni su sette, dalle 6 del mattino alle 10 di sera”.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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