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12/11/2010

Alluvione, la notte prima dell’esondazione: come sono andati i fatti secondo il Comune. Già consegnata in Procura una dettagliata relazione

“Non siamo stati con le mani in mano aspettando che il fiume esondasse. Certo, non ci attendavamo una simile tragedia perché con le informazioni di cui disponevamo non potevamo avere la consapevolezza di cosa avrebbe potuto accadere”. Le parole sono del sindaco Achille Variati che questa mattina a Palazzo Trissino, affiancato dall’assessore alla protezione civile, Pierangelo Cangini, il direttore generale del Comune, Simone Vetrano, e il comandante della polizia locale, Cristiano Rosini, ha illustrato il contenuto del fascicolo inviato spontaneamente questa mattina in Procura per tratteggiare un quadro dei fatti avvenuti fino all’alluvione “a dimostrazione dell’assoluta trasparenza e collaborazione con la Procura”, ha sottolineato il sindaco. “Si contano del resto molti danni – ha aggiunto -, ci sono state due vittime, anche se non nel nostro territorio, pur densamente abitato, ed è quindi doveroso, ora, fare chiarezza”.

Annunciando di aver dato disposizione questa mattina a Vetrano di svolgere un’indagine amministrativa interna per accertare le modalità e i comportamenti tenuti fin qui dai diversi responsabili, soprattutto nell’ottica di un miglioramento delle procedure interne al Comune, relazioni dei dirigenti interessati alla mano, Variati ha ripercorso la cronologia dei fatti. Concentrandosi in particolar modo sulle 12 ore che precedono l'esondazione, a partire dalle 19.40 di domenica 31 ottobre, quando il responsabile amministrativo della protezione civile del Comune, l’ingegner Vittorio Carli, chiede alla polizia locale di controllare ogni due ore il livello del Bacchiglione a ponte degli Angeli. “Contrariamente a quanto dichiara alla stampa Domenico Romito del Genio civile, infatti – ha riferito Variati –, Carli afferma di non aver mai ricevuto una sua telefonata alle 16.30, bensì alle 21, per essere informato circa il livello raggiunto dal fiume. Esistono i tabulati telefonici, per cui non sarà difficile appurare la verità su questo punto”.

Detto questo, il sindaco - che è stato informato intorno alle 23 di domenica notte dell'aggravarsi della situazione, ma che già di sua iniziativa aveva richiesto informazioni poco prima al comando di polizia locale - ha inoltre precisato che il Comune si è mosso seguendo la procedura prevista dal capitolo “esondazione” contenuto nel piano di emergenza. “In base a questo documento – ha rilevato Variati – il punto di riferimento per l’attivazione del preallarme (4 metri) e dell’allarme (4,50-4,70 metri) è il livello del fiume a ponte degli Angeli, perché quella è storicamente la zona di esondazione del Bacchiglione. I Comuni, tuttavia, si muovono sulla base delle informazioni ufficiali che ci arrivano dagli esperti dal Centro funzionale decentrato della Regione”.

“Sui bollettini meteo inviati via fax e sugli aggiornamenti intermedi pubblicati online a cura del Cfd regionale – ha aggiunto il sindaco – non voglio fare accuse, ma noi sindaci disgraziati dobbiamo essere messi nelle condizioni di avere informazioni semplici, chiare e puntuali, che non ci richiedano di interpretare le situazioni in corso a monte per prevedere, noi, cosa potrebbe accadere a valle, che non ci richiedano quindi di essere esperti in meteorologia, ma che ci dicano quanto tempo abbiamo prima di far scattare l’allarme e mettere quindi in sicurezza la cittadinanza al verificarsi di determinati fenomeni. Evidenzio a tal proposito che per tutta la giornata di domenica i vari bollettini online segnalavano tutti, fino a quello delle 22 di domenica, che ‘non si registrano criticità sul territorio regionale’ e, al più, che ‘il possibile verificarsi di forti rovesci potrebbe creare disagi al sistema fognario e lungo la rete idrografica’. E' solo delle 4 del mattino di lunedì 1 novembre il bollettino on line che segnala le possibili esondazioni a Vicenza: ma a quell’ora, purtroppo, l'acqua stava arrivando in città. E a quel punto noi ci eravamo comunque già attivati da un pezzo”.

Nonostante i bollettini, come ha spiegato Variati, Carli fa infatti scattare il preallarme già alle 21 della domenica, quando rileva il livello del Bacchiglione a 4 metri. Da lì si susseguono tutte le attività previste dal piano di emergenza: allerta dei vari responsabili comunali e di Aim, predisposizione mezzi, preparazione e dislocazione di sacchi di sabbia, monitoraggio continuo del livello dell’acqua.

Intanto il fiume sale ancora e alle 22.12 è a quota 4,70 metri: scatta l’allarme. Vengono quindi contattati i volontari della protezione civile comunale, vengono avvisati il comandante dei vigili del fuoco, il sindaco, il presidente Ipab Giovanni Rolando per attivarsi nei confronti dell’istituto Trento di contrà S. Pietro, e, alle 23.10, si insedia a ponte degli Angeli l’unità di crisi locale.

Dalle 23.15 fino alle 6.40 due auto della polizia locale girano per l’area di ponte degli Angeli con sirene e lampeggianti e altoparlanti per informare la popolazione che potrebbe verificarsi un’esondazione e di mettere quindi in sicurezza ingressi e garage. Non solo: gli agenti – che sono stati nel frattempo impegnati con turni notturni straordinari - risalgono attraverso le targhe ai proprietari delle auto parcheggiate in strada, mentre chi ha sentito l’avviso comincia a scendere per spostare i veicoli o attrezzarsi coi sacchi di sabbia.

I vigili del fuoco nel frattempo si fanno trovare pronti alle 2.30 a ponte degli Angeli con due mezzi, di cui uno anfibio, e tutte le strade della zona sono tenute osservate perché nessuno si faccia cogliere di sorpresa da una possibile esondazione.

Alle 4.15 viene chiusa la strada dei ponti di Debba, alle 4.39 viene segnalato che viale Diaz è allagato e alle 4.59 in aree storicamente ritenute non esondabili come viale Ferrarin. Alle 6.40 vengono chiuse contrà Torretti e Vittorio Veneto che cominciano ad allagarsi e dove vengono fatti evacuare i locali della Croce Rossa. Di lì a poco infatti crolla il parapetto di via Rumor, dando così sfogo al fiume che ha via libera per arrivare ad allagare piazza XX Settembre.

Il resto è noto.

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