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07/09/2010

Da oggi la bandiera della Città di Vicenza sventola anche dal pennone del piazzale di Monte Berico

Una seconda bandiera di Vicenza sventola da oggi permanentemente in città. Questa mattina alle 12, infatti, giorno di vigilia della festa patronale della città, alla presenza della autorità civili, militari e religiose, è stata issata sul pennone del piazzale della Vittoria a Monte Berico un uguale vessillo a quello che sventola da piazza dei Signori dallo scorso 10 giugno.

All’evento era presente anche il vicesindaco Alessandra Moretti, che ha letto l’intervento che avrebbe pronunciato personalmente il sindaco Achille Variati, oggi impossibilitato a partecipare in quanto in ospedale al capezzale della madre, ricoverata per un intervento urgente.

 

Il saluto del Sindaco

Dove sventola una bandiera, c’è il senso di una comunità. C’è una patria, l’Italia, alla cui storia e libertà i monti che da qui possiamo vedere, almeno nei giorni di bel tempo, fanno da monumenti e testimoni silenziosi: il monte Grappa , l'Altopiano dei 7 Comuni, lo Spitz di Tonezza e il Massiccio del Monte Pasubio. Ho citato soltanto alcune delle montagne visibili da questo piazzale della Vittoria perché al nome di queste montagne sono legati gli Ossari che accolgono, nel Veneto, i Caduti nella Grande Guerra: 54 mila ad Asiago, 25 mila a cima Grappa, 5 mila al Pasubio e mille a Tonezza. 85 mila caduti.

Ma c’è anche, come ho già detto in precedenti occasioni, un’altra patria: la nostra città, la nostra piccola patria.

Il 10 giugno di quest’anno un’altra bandiera della città di Vicenza, uguale a quella che fra poco sventolerà qui, veniva issata sul pennone che domina piazza dei Signori: il cuore civile della nostra comunità. Oggi, alla vigilia della festa dell’8 settembre, issiamo un’altra grande bandiera cittadina su questo piazzale della Vittoria, accanto alla Basilica dedicata alla Madonna che da tanti secoli veglia sulla nostra comunità.

Questa bandiera lega le due patrie di cui parlavo, perché – unica città d’Italia – Vicenza si fregia non di un semplice gonfalone ma della bandiera nazionale al cui centro campeggia lo stemma cittadino. Una bandiera due volte decorata al valore militare con medaglia d’oro, a ricordare l’eroismo dei vicentini. La grande patria e la piccola patria, insieme.

Dicevo: dove sventola una bandiera, c’è il senso di una comunità. C’è anche il suo cuore. Come per la Rua ricostruita e riscoperta, e seppure in una dimensione e con valori profondamente diversi che non vanno confusi perché la bandiera è sacra, attorno ai nostri simboli noi ci ritroviamo. E ci ricordiamo di non essere soli. Una comunità non è la somma di tanti individui. È il patto, il legame, che ci tiene uniti. Nei momenti lieti e nei giorni difficili. Che fa di tutti noi vicentini, prima di ogni differenza e prima di ogni altra cosa, un popolo con una storia di cui essere orgoglioso, un presente in cui impegnarsi, un futuro in cui credere e sperare.

Viva la nostra città, viva Vicenza!

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