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21/06/2010

Manovra, i sindaci dei capoluoghi veneti: “Va corretta a favore dei comuni virtuosi”

Meccanismi correttivi di premialità a favore dei comuni virtuosi (con benefici maggiori per i comuni che hanno già iniziato il contenimento della spesa pubblica nell’ultimo triennio); basare la manovra sui costi standard, unico modo per premiare la responsabilità; parità fra Stato, Regioni ed enti locali nei meccanismi di contenimento della spesa pubblica (la manovra prevede invece che i tagli ministeriali del 10 per cento non siano legati alle spese obbligatorie); anticipo delle norme del federalismo fiscale per consentire ai Comuni entrate proprie non aggiuntive  ma sostitutive delle imposte dello Stato; partecipazione dei Comuni ai benefici della lotta all’evasione tributaria nella misura del 50 per cento; piena solidarietà al presidente della Regione Veneto  contro i tagli indiscriminati tra le regioni italiane, che colpiranno i cittadini veneti nei settori dell’assistenza, scuola e asili nido, trasporto pubblico, ambiente.

Queste, in sintesi, le richieste al Governo dei Sindaci delle città capoluogo del Veneto,  riunitisi oggi a Verona per concordare i contenuti di un documento che verrà redatto nei prossimi giorni e consegnato martedì 29 giugno nell’incontro che i Sindaci  avranno con il presidente della Regione Luca Zaia.

La piattaforma di proposte dei Comuni capoluogo è stata illustrata dal sindaco di Vicenza, Achille Variati, che aveva proposto l’incontro ai colleghi.

Insieme al Sindaco di Verona Flavio Tosi e a quello di Vicenza hanno partecipato all’incontro i primi cittadini di Padova Flavio Zanonato, Treviso Gian Paolo Gobbo, Rovigo   Fausto Merchiori e, in rappresentanza del Sindaco di Venezia  Giorgio Orsoni  il vicesindaco Sandro Simionato  e, in rappresentanza del sindaco di Belluno Antonio Prade, l’assessore al Sociale  Marco Da Rin Zanco.

“Se la manovra non verrà cambiata –dice il Sindaco di Verona Tosi-  il Comune di Verona che oggi riceve dallo Stato 335 euro per cittadino, dopo i tagli previsti ne riscuoterà 288, con una insostenibile perdita di 12 milioni di euro di cassa corrente nel 2011 e di 20 milioni nel 2012, alla quale andrebbero aggiunti i tagli regionali. In pratica, avremmo solo due alternative, entrambe inaccettabili: ridurre i costi del sociale o aumentare le tasse. Per questo –continua Tosi- chiediamo una correzione della manovra, che tenga conto della capacità di ben amministrare di alcuni Comuni, a discapito di quanti sprecano o ricevono già più fondi rispetto ad altri. Basta raffrontare i dati Ifel (Istituto per la finanza e l'economia locale), suffragati dall’Anci, per rendersi conto di come oggi la situazione sia iniqua: i Comuni del  Veneto, che ha circa 5 milioni di abitanti, ricevono 1 miliardo e 600 milioni di euro di trasferimenti e la Lombardia, con 10 milioni di abitanti, riceve 3 miliardi di euro, a fronte di regioni come il Lazio, che con qualche migliaia di abitanti in più del Veneto riceve il doppio,  3 miliardi e 100 mila euro o la Campania, che con 6 milioni di abitanti riceve 3 miliardi e 400 milioni di euro. I tagli devono puntare a ridurre questa forbice, prevedendo delle differenziazioni anche per quanto riguarda il turnover del personale: se in Veneto è impensabile una sostituzione del 20 per cento dei dipendenti che vanno in pensione, in altri Comuni di altre regioni, dove vi è un forte esubero di personale, il turnover potrebbe essere azzerato”.

“Noi Sindaci concordiamo con la necessità che nel Paese ci sia una manovra di contenimento della spesa e di lotta all’evasione –dice il Sindaco di Vicenza Variati-  reputiamo però che la manovra, così come è stata impostata, sia sostanzialmente iniqua, perché per quanto riguarda gli enti locali non vi è alcun meccanismo  di  premialità nei confronti dei comuni virtuosi. Ricordo che  l’iter di contenimento della spesa è iniziato nel 2004 e vi sono dei Comuni, come quelli del Veneto, che in questo senso hanno  fatto la loro parte, a differenza di altri”.

“Lanciamo  un grido di allarme perché, con questa manovra,  le difficoltà per i cittadini si presenteranno davvero drammatiche –dice il Sindaco di Padova Zanonato- i tagli riguardano solo formalmente le Regioni e gli Enti locali:  in realtà si tratta di tagli che vanno a colpire direttamente i cittadini e, di conseguenza, i Comuni,  che incontrano tutti i giorni i bisogni delle persone. I tagli ai trasporti, ad esempio, andranno a colpire le aziende del trasporto urbano ed extraurbano, che saranno costrette ad aumentare il costo dei biglietti. Perciò riteniamo importante –conclude Zanonato-  l’attuazione di un  anticipo di federalismo fiscale,  che preveda la possibilità  per i Comuni di avere una risorsa diretta sostitutiva di altre imposte”.

“E’ importante rilevare la comune preoccupazione condivisa da tutte le amministrazioni locali oggi rappresentate –dice il Sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo- nel nostro Paese esistono già, di fatto, due sistemi di amministrazione pubblica e due sistemi d’Italia, con differenze concrete di cui, nella stesura della manovra finanziaria, questo Governo non ha tenuto conto. Sarebbe un segnale forte nei confronti dello Stato attuare un’azione incisiva di obiezione fiscale, per riuscire a trattenere sul territorio risorse da convertire direttamente a sostegno di interventi sociali primari, oggi seriamente a rischio con il forte contenimento della spesa prospettato da questa manovra”.

“La nostra preoccupazione è che la manovra, pur nella necessità di riequilibrare i conti pubblici e di ridurre il più possibile il deficit statale, vada a colpire due volte gli stessi soggetti e cioè i nostri cittadini –dice il Sindaco di Rovigo Fausto Merchiori- . Tagliare risorse agli Enti locali, siano Regioni, Province o Comuni, significa di fatto far ricadere doppiamente sulle nostre comunità una riduzione di risorse e di servizi insostenibile. Con questa manovra si rischia di portare i Comuni ad una complessiva incapacità gestionale, che di fatto impedirebbe di corrispondere ai cittadini anche i servizi essenziali, in particolare nella Sanità e nel Sociale. L’incontro a Venezia con il presidente della regione Luca Zaia punta a concordare una modalità di collaborazione, per porre in evidenza criticità e fragilità di questa proposta finanziaria, fortemente penalizzante per il futuro economico degli Enti locali”.

“Siamo fortemente preoccupati per la grande disparità con cui si chiede agli Enti locali italiani di intervenire per il risanamento del Paese –dice il Vicesindaco di Venezia Sandro Simionato-. Mentre negli ultimi tre anni le amministrazioni locali, in particolare i Comuni del nord, hanno saputo portare avanti una concreta azione di contenimento e riduzione della spesa, anche di fronte ad una forte diminuzione dei trasferimenti statali, lo Stato centrale non è stato in grado di fare altrettanto. Siamo convinti che ci debba essere un comportamento virtuoso da parte di tutti, Enti locali e Stato. Non  sappiamo cosa potrà succedere se la manovra finanziaria verrà applicata davvero con questi parametri –conclude Simionato- ci auguriamo possa concretizzarsi un positivo confronto per l’attuazione di correttivi in grado di garantire un futuro alle attività delle amministrazioni locali”.

 “La nostra convinzione è che oggi, con i tagli attuati negli anni scorsi, sprechi nei nostri Comuni veneti non ce ne siano più –osserva l’assessore al Sociale di Belluno Da Rin Zanco-  andare a tagliare la cosiddetta spesa obbligatoria non è possibile, per cui ulteriori tagli andrebbero a colpire la spesa discrezionale, ovvero le risorse che vengono utilizzate a favore delle  persone che si trovano in difficoltà. Con questa manovra si mettono i Comuni nell’incapacità di assolvere ai propri compiti nei confronti dei cittadini, in particolare di quelli più deboli, che hanno bisogno di assistenza sociale”.

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