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13/04/2010

Per i 100 anni della Società del Quartetto un libro curato da Cesare Galla e Paolo Meneghini ne ripercorre la storia

I 100 anni di attività della Società del Quartetto a Vicenza saranno celebrati con la pubblicazione di un volume che ne ricorda la storia. Curato da Cesare Galla e Paolo Meneghini, “Cent’anni” verrà presentato giovedì 15 aprile, alle 12, a Palazzo Chiericati dall’assessore alla cultura Francesca Lazzari e dal critico musicale del Corriere della sera Enrico Girardi.

“Cent'anni” ripercorre la lunga traiettoria della Società del Quartetto che oggi si presenta al suo pubblico come il risultato della storica fusione (avvenuta alla fine del 2002) fra il “Quartetto” fondato da Antonio Fogazzaro nel 1910 e l'associazione Amici della Musica di Vicenza, attiva in città dal 1977.

Una fusione per certi versi ineludibile e forse proprio per questo avvenuta in modo del tutto naturale, dopo altri tentativi andati a vuoto in passato, in una Vicenza che ha sempre offerto un ampio – e talvolta poco armonizzato – ventaglio di occasioni per ascoltare ottima musica.

Nel libro le due “anime”, in verità molto diverse fra di loro, del “vecchio” Quartetto e degli Amici della Musica vengono trattate separatamente, anche per poterne comprendere meglio i rispettivi caratteri, le scelte artistiche, la politica culturale, il pubblico di riferimento. L'opera è completata da una parte dedicata al Quartetto post-fusione (in pratica gli ultimi sette anni di attività) e da una sezione nella quale sono raccolti aneddoti, curiosità e il dietro le quinte di un'attività culturale che ha portato a Vicenza il meglio del concertismo mondiale del Novecento.

Scorrendo il lungo elenco di occasioni musicali offerte dalla Società del Quartetto nell'arco di un secolo, sorprende infatti il novero di grandi interpreti che hanno fatto tappa a Vicenza.

Pianisti come Pollini, Benedetti, Michelangeli, Rubinstein, Arrau, Richter; violinisti del calibro di Stern, Menuhin e Heifetz; il violoncello di Rostropovich, la chitarra di Segovia, il flauto di Gazzelloni e la “bacchetta” di Sinopoli. E se volgiamo lo sguardo alle formazioni cameristiche, non ce n'è uno, fra i rinomati quartetti d'archi del secolo scorso (dall'Amadeus al Juilliard, dal Busch al Budapest e dal Kolisch all'Italiano) che non sia entrato almeno una volta nei cartelloni della Società del Quartetto di Vicenza. Il tutto – è il caso di ricordarlo – in una città che per oltre 60 anni non ha avuto un “contenitore” (teatro o auditorium) realmente degno di ospitare talenti di tal genere.

Un'attività meritoria ed in piena espansione, quella del Quartetto, che fa oggi di Vicenza il principale polo di musica cameristica di tutta la Regione.

Per informazioni www.quartettovicenza.org

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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