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13/11/2009

Santa Corona, sono iniziati i lavori per la sistemazione della chiesa

Settecento giorni di lavoro: questi i tempi a disposizione dell’associazione temporanea di imprese fra le ditte Intercantieri Vittadello spa e A.R. srl per restaurare, consolidare e adeguare il tempio di Santa Corona. Il cantiere le è stato consegnato dal Comune il 27 ottobre, con l’impegno contrattuale di restituirlo completato il 26 settembre 2011. Si tratta di un passaggio decisivo del lungo percorso che ha per obiettivo il recupero non solo della chiesa, ma anche dell’ex convento domenicano e del polo tecnologico con la riqualificazione dei musei.

Questa mattina, a sottolineare l’importanza dell’evento, erano presenti in cantiere il sindaco di Vicenza Achille Variati accompagnato dall’assessore ai lavori pubblici Ennio Tosetto e dall’assessore alla cultura e alla progettazione e innovazione del territorio Francesca Lazzari e il vicepresidente della Fondazione Cariverona Ambrogio Dalla Rovere. E’ quest’ultima istituzione, infatti, a rendere possibile la realizzazione del primo stralcio dei lavori, con un finanziamento pari a 6 milioni e 800 mila euro a copertura di gran parte degli 8 milioni di euro previsti.

"Finalmente iniziano i lavori – è stato il commento del sindaco Achille Variati – per uno dei gioielli dell’architettura e dell’arte che ha fatto grande la storia di Vicenza. D’altra parte è un preciso indirizzo di questa amministrazione utilizzare senza indugio i finanziamenti che riesce ad ottenere, passando in tempi brevissimi dai progetti ai cantieri".

"Volontà della Fondazione Cariverona – ha detto il vicepresidente Ambrogio Dalla Rovere – è proprio che i fondi che mette a disposizione siano effettivamente impiegati dalle amministrazioni. Mi auguro che questo cantiere, che abbiamo ufficialmente finanziato nel 2007, venga effettivamente concluso nei 700 giorni di lavoro previsti e che poi si passi agli altri stralci di intervento per i quali abbiamo già assicurato il nostro contributo".

"Da quando ci siamo insediati – ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Ennio Tosetto – abbiamo cercato di non perdere tempo. I ricorsi seguiti all’aggiudicazione dei lavori hanno effettivamente rallentato il via dei lavori, ma sia Tar sia Consiglio di Stato hanno confermato l’esito della gara".

"Secondo la logica del cantiere evento già sperimentato in Basilica - ha aggiunto l’assessore Lazzari, ricordando che molte opere di santa Corona sono provvisoriamente ospitate al Museo Diocesano - nei prossimi mesi organizzeremo visite guidate alla scoperta di aspetti inediti della chiesa".

La storia dei progetti

Il progetto di sistemazione del complesso di S. Corona deriva da un concorso bandito nel 2000 per l’ampliamento del museo e per una piazza nell’area dell’ex complesso conventuale di Santa Corona, sede del museo naturalistico archeologico e in quella oggi destinata a parcheggio.

All’epoca il concorso fu vinto dall’architetto Nicola Di Battista di Roma che propose la ricomposizione architettonica dei chiostri e la ricostruzione filologica dell’antica biblioteca domenicana.

Nel 2004 la chiesa di Santa Corona è stata oggetto di un intervento di consolidamento statico, affidato all’ingegnere Claudio Modena di Verona, per fronteggiare preoccupanti lesioni sulle prime tre campate.

Il recupero completo della chiesa e quello dell’area di Santa Corona sono quindi stati riassunti in un unico progetto definitivo, dell’importo complessivo di 23 milioni e 694 mila euro, diviso in tre stralci funzionali: la sistemazione definitiva della chiesa che è appena stata appaltata; la ricomposizione dell’ex convento con la ricostruzione dell’ala est e della biblioteca domenicana; la costruzione del polo tecnologico e la riqualificazione dei musei.

La sistemazione della chiesa

Gli oltre 8 milioni di euro previsti per realizzare il primo stralcio si suddividono in 4 milioni e 95 mila euro per i lavori e in 3 milioni e 100 mila euro per le somme a disposizione.

L’associazione temporanea di imprese fra le ditte Intercantieri Vittadello spa di Limena e A.R. srl di Padova, si è aggiudicata questo stralcio di lavori per 3 milioni e 441 mila euro, pari a un ribasso del 21,36%, oltre a 578 mila euro per gli oneri della sicurezza.

Il progetto prevede interventi di restauro, adeguamento funzionale, consolidamento statico e miglioramento sismico del tempio e delle pertinenze, compresi l'adeguamento dell'impianto elettrico e di illuminazione ed il completo rifacimento dell'impianto idro-termo-sanitario dell'intero complesso.

Si tratta di interventi che rappresentano la naturale prosecuzione dei lavori di messa in sicurezza delle prime tre campate della chiesa ultimati nel 2004: nell'ambito di quel cantiere è stato infatti possibile accedere, tramite i ponteggi, a zone dove sono state evidenziate alcune situazioni particolarmente critiche che ora si andrà a risolvere.

La direzione dei lavori è stata affidata all’architetto Cesare De Munari, di Amcps.

La copertura

La situazione che desta le maggiori preoccupazioni è rappresentata dalle condizioni di conservazione del sistema di copertura. Sono stati osservati infiltrazioni d'acqua dal tetto e ristagno dell'umidità che hanno fatto marcire parte delle strutture lignee. Numerose lesioni interessano inoltre le volte e le murature verticali. Lo stesso campanile, in particolare alla base, presenta problemi dovuti ad una eccessiva concentrazione delle tensioni da compressione in corrispondenza dell’apertura ad arco che incornicia la Cappella della Spina.

La ristrutturazione comprendela revisione generale del manto di copertura , con la posa di una guaina impermeabilizzante sopra le pianelle in cotto. Sono inoltre previsti la revisione di tutto il sistema di scolo delle acque meteoriche e la sostituzione di pluviali e grondaie.

Il consolidamento

Sul fronte del consolidamento strutturale si procederà a realizzareinterventi di miglioramento sismico attraverso un generale risanamento delle murature e un consolidamento delle strutture lignee, con l’inserimento di cerchiature metalliche e la messa in opera di sistemi di "controventamento" delle strutture di copertura.

Porzioni di capriate lignee o di travi portanti saranno sostituite con legno della stessa essenza; il consolidamento di murature e volte avverrà secondo le tradizionali tecniche di intervento e l’eventuale inserimento di armature in acciaio e fasciature in fibra di carbonio.

Le infiltrazioni d’acqua

La cripta, la Cappella Valmarana, la Cappella del Rosario e la Sala del Capitolosi trovano in cattivo stato di conservazione a causa delle infiltrazioni d’acqua che provocano la disgregazione degli elementi lapidei e il distacco di intonaci dalle pareti. Tali infiltrazioni sono causate da un sistema di smaltimento delle acque piovane inadeguato. Pertanto sarà realizzato un sistema di drenaggio perimetrale, con la posa di un tubo collegato alla fognatura e di ghiaione lungo tutto il perimetro esterno della chiesa.

Intorno alla cripta e alla Cappella Valmarana, dove già esiste per un tratto uno stretto passaggio, sarà costruito un vero e proprio cunicolo di drenaggio dotato di camini di aerazione.

Le pareti e le decorazioni e le opere

Le superfici e gli apparati decorativi, sia interni che esterni,necessitano di interventi di restauro che riguarderanno gli intonaci della chiesa, gli elementi lapidei, gli altari e i gruppi scultorei, il coro ligneo, i dipinti murali e il paramento murario esterno in mattoni.

Le superfici e gli apparati decorativi, sia interni che esterni,necessitano di interventi di restauro che riguarderanno gli intonaci della chiesa, gli elementi lapidei, gli altari e i gruppi scultorei, il coro ligneo, i dipinti murali e il paramento murario esterno in mattoni.

Per tutta la durata degli interventi di consolidamento, restauro e tinteggiatura delle superfici interne della chiesa è prevista un’adeguata protezione degli altari e di quelle opere pittoriche che non si è potuto trasferire al Museo Diocesano, dove ha trovato ospitalità una quindicina di capolavori del tempio. In particolare, prima di procedere al consolidamento della volta della Cappella del Rosario, verranno rimosse tutte le tele che decorano l'intradosso della volta.

Per quanto riguarda il colore delle superfici interne, dopo alcuni sopralluoghi condotti con la Soprintendenza, visti i risultati dei saggi stratigrafici ed in accordo con la relazione storica stilata dal professor Franco Barbieri nel 2003, si è deciso per il ripristino dell’originaria tinta rosso mattone con rigature bianche, a simulare tessitura a conci in mattoni in corrispondenza delle costolature delle volte, delle cornici degli archi e delle lesene. La tinteggiatura di fondo delle vele delle volte e delle pareti laterali avrà invece tonalità giallo-paglierino, per riprendere i toni caldi della pietra e ripristinare la continuità cromatica con l’abside.

Gli impianti

Saranno adeguati il sistema di illuminazione e quello elettrico della chiesa, della Sala del Capitolo e di tutti i locali di servizio e revisionato il sistema antintrusione.

Un nuovo sistema di riscaldamento a pavimento servirà le navate della chiesa, la cripta, la Sala del Capitolo e la sacrestia vecchia.

La sacrestia e le pertinenze

La sacrestia vecchia oggi versa in uno stato di abbandono ed è utilizzata soltanto come deposito. L’originale scalone in pietra di accesso all’abside è addirittura interrotto da un impalcato in cemento armato. Il restauro mira a restituire a questi locali la loro funzione originaria e a convertire l’ambiente attualmente destinato a sacrestia a spazio filtro tra la chiesa e i nuovi spazi di servizio. In quest’area, per migliorare l’utilizzo della chiesa anche in occasione di concerti e di eventi culturali, saranno ricavati dei servizi igienici.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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