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16/10/2009

“Laboratorio Olimpico”, dal 26 ottobre al 6 novembre la prima tappa di un progetto triennale che coinvolgerà i maestri della creazione contemporanea

Pippo Delbono, Claudia Castellucci, Alfonso Santagata, Patricia Zanco, Paolo Puppa, Davide Susanetti sono alcuni dei protagonisti di "Laboratorio Olimpico", il nuovo progetto ideato dall’Accademia Olimpica epromosso dall'assessorato alla cultura del Comune di Vicenza con il sostegno di Regione Veneto e il supporto organizzativo de La Piccionaia – I Carrara Teatro Stabile di innovazione, che fa del Teatro Olimpico spazio di discussione privilegiato sulle prospettive della tragedia e luogo di accoglienza di esperienze artistiche esemplari.

"Laboratorio Olimpico" è un progetto triennale, a cura di Roberto Cuppone, che intende affidare ad alcuni maestri della scena contemporanea il compito di una ricerca sui possibili utilizzi dello straordinario spazio palladiano e di una elaborazione drammaturgica di inediti frammenti di tragedie greche mai giunti a compimento e quindi mai rappresentati. La tragedia dunque intesa come “magazzino del nuovo”: serbatoio di invenzioni, vicende, personaggi ancora capaci di parlare al pubblico contemporaneo.

L’iniziativa – che si inserisce nel più ampio percorso denominato "Prospettive", promosso  dal Comune di Vicenza per porre all’attenzione del pubblico vicentino la creazione contemporanea – è stata presentata questa mattina a palazzo Trissino dall’assessore alla cultura Francesca Lazzari, dal presidente dell’Accademia Olimpica, Fernando Bandini, e dal curatore del progetto, Roberto Cuppone.

“Ci siamo chiesti quale ruolo e quale funzione può e deve avere l’Olimpico all’interno della complessità del mondo teatrale contemporaneo, vicentino, veneto, nazionale ed europeo – ha spiegato l’assessore Lazzari -. Riteniamo allora che l’unico modo per tenere in vita questo unicum sia renderlo al centro di una contemporaneità che sappia rileggere il passato, che sappia ripartire dalla tradizione, ma che ugualmente non possa esimersi dall’essere parte del presente e del futuro. Ecco dunque l’Olimpico come laboratorio, come luogo dove si produce, dove con fatica l’uomo diventa artefice del suo destino e lo condivide con gli altri da un palcoscenico”.

Si partirà lunedì 26 ottobre alle 15 con l’inaugurazione del progetto all’Odeo del teatro Olimpico con Storie a pezzi, un convegno che coinvolge alcuni artisti che sulla tragedia hanno prodotto esperienze esemplari. Il primo è Alfonso Santagata, fondatore con Claudio Morganti della compagnia Katzenmacher, che presenterà Tragedia a mmare, uno spettacolo che negli anni Santagata ha modellato e creato sui testi di Eschilo in luoghi già segnati dalla storia, come le rovine di Gibellina o gli antichi bastioni della città di Padova. A seguire vi saranno Paolo Puppa - autore che a lungo ha indagato il mito facendolo oggetto di riscritture contemporanee e interpretazioni intense, come Penelope, Dafne, Minotauro solo per citarne alcune -, Davide Susanetti e Roberto Cuppone, i quali presenteranno per la prima volta alcuni frammenti di tragedie greche e cercheranno di comprenderne le loro potenzialità sulla scena. A chiudere la giornata sarà l’attrice Patricia Zanco che offrirà in prima assoluta una lettura al pubblico di alcuni frammenti.

Il programma prosegue poi giovedì 5 novembre 2009 sempre all’Odeo del teatro Olimpico a partire dalle 14 con la proiezione integrale di Tragedia Endogonidia, il progetto in undici episodi legati ad altrettante diverse città europee che la Societas Raffaello Sanzio – la più internazionale fra le compagnie italiane – ha realizzato tra il 2002 e il 2005 con il sostegno della Comunità europea. Un’opera internazionale, un processo di invenzione privo di pause e di repliche: non uno spettacolo finito che si sposta in tourneè, ma lo spostamento di luogo che si fa drammaturgia e testo. Claudia Castellucci anima del gruppo con Romeo Castellucci sarà a Vicenza a presentare il ciclo.

È Pippo Delbono ad abitare con la sua opera la scena di Scamozzi nel primo anno del progetto: con due suoi spettacoli al centro di una personale che il Comune di Vicenza e l’Accademia Olimpica hanno voluto dedicare al protagonista di una delle esperienze più intense, vere ed emozionanti del teatro italiano degli ultimi vent’anni. Delbono sarà in scena martedì 3 novembre alle 21 con Racconti di giugno, struggente «eccesso di verità» in cui l’attore genovese racconta il dipanarsi di un’esistenza (la sua) attraverso le scelte d'amore, la tossicodipendenza, la frenesia sessuale, i viaggi, gli «incontri con uomini straordinari» da Arafat alla Regina d’Olanda, a Bobò, vissuto segregato per decenni nel manicomio di Aversa, divenuto poi protagonista di tanti spettacoli della compagnia e in scena accanto a lui e a Pepe Robledo anche nello spettacolo presentato all’Olimpico.

A Vicenza Delbono condurrà anche un workshop per attori, alcuni dei quali saranno in scena con lui in Enrico V venerdì 6 novembre alle 21 sempre sul palcoscenico dell’Olimpico a chiusura del progetto: un viaggio nella profondità dello spirito del teatro è quello che fa vedere Pippo Delbono in questo antico spettacolo del 1993 tratto dall’omonima tragedia di Shakespeare, che pochissimi hanno visto e che rappresenta una delle punte più alte della sua ricerca. Al termine dello spettacolo, alle 22.30 circa, Delbono incontrerà il pubblico del Teatro Olimpico.

L’ingresso agli appuntamenti del 26 ottobre e del 5 novembre è gratuito. I biglietti (intero 18 euro, ridotto 15 euro, abbonamento per entrambi 30 euro) per gli spettacoli Racconti di giugno e Enrico V (quest’ultimo inserito anche nell’abbonamento alla rassegna “Gusti Astrali” del Teatro Astra) sono in prevendita all’ufficio del teatro Astra (piazza Matteotti) dal martedì al venerdì. Il workshop (dal 2 al 6 novembre) è gratuito: iscrizioni entro il 23 ottobre all’Accademia Olimpica, Largo Goethe 3 - 36100 Vicenza - tel. 0444 324376 - www.laboratoriolimpico.org.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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