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09/10/2009

Il Pat tra parcheggi di interscambio e sistema di trasporto pubblico e privato

Il Pat e la mobilità. A illustrare cosa prevede l’importante strumento strategico che pianifica lo sviluppo del territorio della città di Vicenza per i prossimi 10 anni sono stati questa mattina gli assessori Francesca Lazzari (progettazione e innovazione del territorio) ed Ennio Tosetto (mobilità e infrastrutture). 

“Quella contenuta nel Pat – ha esordito Lazzari – è una visione coordinata e di insieme che va oltre la risoluzione delle emergenze. Finora si è pensato all’immediato in base alle esigenze del momento, ma così non si va da nessuna parte. Se si vuole davvero rilanciare una città che è patrimonio dell’umanità e che ha una forte caratterizzazione economica, occorre un ragionamento serio, strutturale, lungimirante”.

A declinare in soluzioni concrete i principi di fondo e gli obiettivi del Pat è stato quindi il gruppo di lavoro coordinato dall’assessore Tosetto, che stamattina ha illustrato i punti fondamentali su cui poggerà il futuro sistema delle infrastrutture della mobilità.

Il primo è di scala territoriale e si basa sulle tangenziale sud e nord, sul Servizio ferroviario metropolitano regionale (Sfmr) legato all’Alta velocità-Alta capacità, sulla Sp 46 bretella pasubio, sulla prosecuzione di via Aldo Moro e sul collegamento a sud con il casello est della 247 - Riviera Berica.

Un altro punto prevede invece di liberare i quartieri  e di razionalizzare gli accessi alla città attraverso una serie di “bretelle scolmatrici”: “Si chiamano così – ha spiegato Tosetto – perché, ad esempio, quella più significativa che prevede un tunnel di 970 metri e che si colloca a sud della città collegando viale Fusinato con la Riviera Berica, libera dal traffico in un colpo solo viale della Pace, viale Margherita, corso S. Felice e viale Fusinato”.

Fondamentale quindi un terzo aspetto, quello dei parcheggi di interscambio, dove cioè gli automobilisti lasciano l’auto per poi servirsi del filobus, dell’autobus, del treno o anche delle biciclette, secondo i principi della mobilità sostenibile che l’amministrazione intende promuovere. “Questi parcheggi saranno i nodi strategici di tutto il sistema della mobilità cittadina, in quanto diventeranno autentici nodi di smistamento del traffico”, ha sottolineato Tosetto. Due allora, in particolare, le tipologie di parcheggi previsti, che, tra l’altro, in alcuni casi si sovrapporranno: quelli della mobilità privata, su gomma, individuati a Ponte Alto, viale Ferrarin, viale Cricoli e all’arena degli eventi a Vicenza est; quelli della mobilità pubblica, che viaggia su rotaia e legata all’Sfmr, individuati a Ponte Alto, alla stazione, all’arena degli eventi e ad Anconetta. 

Accanto a questi sono poi previsti dei parcheggi cosiddetti “di attestamento” in aree più a ridosso del centro storico: il parcheggio Verdi (che verrà potenziato utilizzando piazzale Bologna), ai Carmini, all’ex Gil (interrato e in sostituzione del parcheggio dell’ex macello), sotto Campo Marzo all’altezza dell’area sgambettatura cani verso l’Eretenio in sostituzione dell’attuale parcheggio, e, infine, un nuovo parcheggio in corrispondenza della nuova facciata della stazione prevista a sud, verso il fiume.  

A questi si aggiungo quelli già esistenti (Cricoli, stadio e Santa Corona)  e se ne aggiungono comunque altri due rispettivamente nei due cardini ovest ed est: “Qui – ha spiegato l’assessore Lazzari - si trovano due poli di accesso estremamente importanti per la città, ma che oggi sono gestiti in modo inopportuno. Noi invece vi vediamo lo sviluppo di importanti servizi di rinforzo alla Fiera e alla zona industriale da una parte, e al centro logistico dall’altra, con, ad esempio, car sharing, infopoint e così via. Non facciamo quindi accordi con i singoli – ha specificato -, ma individuiamo delle aree con le precondizioni all’interno delle quali i privati potranno discutere e sviluppare i propri progetti con l’amministrazione comunale”.  

Ciascun parcheggio di interscambio conterà mediamente 800 posti per un totale di circa 6000 posti auto, che si aggiungono comunque a quelli dei parcheggi del centro, dei quali il Verdi in particolare diventerà il parcheggio più capiente.

Un altro importante tema illustrato dall’assessore Tosetto è stato quello del sistema di trasporto pubblico locale, che individua due direttrici fondamentali: l’asse lineare che va da est a ovest (e viceversa) e la direttrice circolare. “La prima - ha spiegato - comprende sia la Sfmr che il filobus, il cui progetto è già stato presentato in due tranche da Comune, Provincia ed Ftv al Ministero delle infrastrutture a Roma per il finanziamento: partirà da Ponte Alto, proseguirà con una corsia preferenziale parallela alla ferrovia, si fermerà nel polo amministrativo previsto in zona Ftv, andrà poi fino alla ferrovia, da qui seguirà viale Venezia, pontara Santa Libera, piazzale Fraccon con superamento del fiume, collegherà quindi il tribunale e l’università, per poi scendere su via Bassano e via Trissino, quindi sul cavalcavia di porta Padova per finire su viale della Pace, arena degli eventi. La circolare invece toccherà la stazione dei treni e di Ftv, il polo amministrativo, il teatro e la questura, l’ospedale, viale Margherita, quindi l’università fino al tribunale per poi tornare indietro. Sarà poi il sistema radiale – ha concluso Tosetto – che partendo dall’esterno della città, arriverà sull’anulare, dove sarà possibile girare attorno alla città oppure penetrare nel centro storico con i sistemi elettrici più leggeri ed eco-compatibili”.       

Ricalcherà quest’ultimo schema anche il sistema della mobilità sostenibile delle biciclette: è prevista infatti una rete radiale di penetrazione con dieci raggi, una rete circolare esterna che toccherà tutti i quartieri, all’interno dei quali le biciclette si sposteranno per mezzo delle piste già esistenti, oltre a quelle che si realizzeranno laddove sarà possibile creando un micro-sistema di quartiere.    

“A chi ci accusa di aver prodotto un libro dei sogni – hanno concluso congiuntamente i due assessori Lazzari e Tosetto – ribattiamo che il Pat non deve far tutto subito: dura dieci anni e dà un’idea strategica del futuro della città che verrà poi declinata dai piani degli interventi. Questi non dipendono solo dalle risorse del Comune, ma da tutti, categorie e promotori privati compresi. Se infatti il Comune dovesse contare solo sui soldi che ha a disposizione di anno in anno, forse riuscirebbe solo ad asfaltare le strade”.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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