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11/07/2009

PAT, il sindaco interviene sulla polemica delle minoranze

Il sindaco di Vicenza, Achille Variati, è intervenuto oggi sulla polemica accesa dall'opposizione a seguito di una richiesta di accesso agli "atti (elaborati tecnici, norme ed altri atti istruttori) relativi al nuovo PAT", richiesta che non è stata accolta dagli uffici dell'Urbanistica.

"Il diritto di accesso agli atti amministrativi da parte dei consiglieri comunali - spiega il sindaco - è fondamentale e prezioso. Ma è anche normato da leggi e regolamentazioni di carattere rispettivamente nazionale e comunale. In primo luogo bisogna intendersi su cosa sia un "atto amministrativo": secondo la definizione corrente, è un documento scritto con cui un'amministrazione esprime formalmente il proprio parere e le proprie decisioni su una determinata materia, ha valore giuridico ed è composto di alcuni elementi fissi. Allo stato attuale, come attesta la risposta data dal dirigente dell'Urbanistica, i materiali preparatori sul nuovo PAT non sono invece chiusi nè tantomeno "formati" o formalizzati. Inoltre, già il regolamento del consiglio comunale, sulla scorta della legge, contempla la possibilità di differire l'accesso agli atti da parte del responsabile del procedimento. Ma è proprio la legge sul diritto di accesso ai documenti amministrativi (241/90) a chiarire i termini di tale diritto: all'articolo 24 si ricorda la "facoltà di differire l'accesso ai documenti richiesti sino a quando la conoscenza di essi possa impedire o gravemente ostacolare lo svolgimento dell'azione amministrativa". Lo stesso articolo sancisce poi in modo dirimente che "non è comunque ammesso l'accesso agli atti preparatori nel corso della formazione dei provvedimenti di cui all'articolo 13": e cioè "atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione". In altre parole, la legge spiega bene come non sia consentito l'accesso ad atti preparatori facenti parte di procedimenti del tipo del PAT, che ha appunto carattere normativo, di pianificazione e programmazione".

"Ho voluto richiamare il dettato della legge - sottolinea Variati - per offrire una risposta precisa e chiara sul perchè del diniego opposto alla richiesta dei consiglieri. Tuttavia, credo che il semplice buon senso potrebbe o dovrebbe bastare: non penso proprio che il diritto di accesso significhi che un consigliere comunale possa pretendere di visionare appunti, o di ascoltare le conversazioni telefoniche dei funzionari, o di mettersi alle spalle di un dirigente per verificare cosa questi scriva al computer. L'accesso si fa su atti chiusi e formalizzati, non sulla loro gestazione. E non mi è piaciuto per niente il modo con cui, da quanto mi viene riferito, l'azione ispettiva dei consiglieri Zocca, Pecori e Dal Lago sarebbe stata condotta: irruzioni negli uffici, pretesa che venissero aperti armadi e consegnate carte, richieste ultimative agli impiegati perchè dicessero su cosa stavano lavorando in quel momento. Credo che anche i consiglieri di opposizione debbano svolgere il loro compito con rispetto e buon senso".

"Sul PAT poi - puntualizza Variati - voglio offrire alcuni ulteriori chiarimenti: dalla prossima settimana inizieranno degli incontri nei quartieri, per il mese di luglio, che non saranno di presentazione dello strumento urbanistico, che ripeto è ancora aperto e in attesa di definizione per diversi aspetti anche rilevanti, ma di confronto con i cittadini su alcune tematiche di carattere generale e strategico, come la mobilità e l'ambiente. In altre parole, l'amministrazione incontrerà i cittadini proprio per definire nel modo più partecipato possibile i problemi e le possibili soluzioni che il PAT andrà poi a fissare".

"L'ultimo punto - conclude il sindaco - riguarda la "paternità" del PAT. Siccome sono stufo del continuo clima di sospetti alimentati ad arte, voglio essere chiarissimo: sfido un consigliere comunale ad affermare, e non in modo interrogativo o enunciando appunto "un sospetto", come è stato fatto anche ieri, ma ripeto ad affermare che il PAT è stato o è elaborato esternamente, in qualche studio privato o da qualche professionista esterno. Lo faccia, e verranno adottate le conseguenti risposte anche di natura legale. Questo PAT sarà nostro, della mia amministrazione, della giunta, del dirigente che lo ha in carico, dei funzionari e tecnici che vi stanno lavorando. All'esterno è stata richiesta solo la prosecuzione naturale di alcune consulenze già decise dalla precedente amministrazione su aspetti molto specifici, come quelli di agronomia, di calcolo e dimensionamento, di ingegneria idraulica. La regia, a differenza di quanto fece la giunta precedente affidandosi pur legittimamente a un progettista esterno, è tutta interna al Comune di Vicenza".

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