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01/06/2009

Variati su Aim: “La gestione in house è già decisa da tempo; il global service non attiva nuove concessioni ma ottimizza quelle in essere"

"Sull’ipotesi di capitalizzazione dell’azienda stiamo ancora facendo approfondimenti, in ogni caso non si depaupera il patrimonio comunale”

“Agli uomini che ho scelto per i cda aziendali non chiedo il pensiero unico, ma di rispettare la logica di squadra e di presentare prima di tutto al sindaco che li ha nominati le proprie analisi o i propri dubbi. Quanto invece agli approfondimenti dei consiglieri comunali, essi sono assolutamente legittimi e doverosi, ma poi la maggioranza dovrà ritrovarsi e assumere una linea comune. L’amministrazione, infine, ha già scelto la gestione “in house” di Aim “a tempo”, cioè fino al 2011, quando il consiglio comunale rifletterà di nuovo sullo stato dell’azienda, perché ha ritenuto che questa formula garantisca ai cittadini utenti la maggior efficacia, efficienza ed economicità aziendale dopo i gravi danni ricevuti durante le gestioni passate. Rispetto allo specifico tema della capitalizzazione di Aim, come giunta stiamo ancora riflettendo e quando saremo pronti presenteremo la nostra proposta al consiglio comunale: quel che è certo è che si tratta di un’operazione che non depaupera assolutamente il patrimonio comunale”.

Questa, in estrema sintesi, la posizione del sindaco Achille Variati sul più recente dibattito cittadino relativo al futuro di Aim. Il richiamo alla “logica di squadra” è per Otello Dalla Rosa, consigliere di amministrazione di Amcps che ha elaborato per suo conto uno studio sul piano industriale di Aim; il riferimento al consiglio comunale prelude alle delibere che saranno portate all’attenzione della Sala Bernarda entro fine giugno; l’aspetto relativo alla scelta della gestione “in house” serve a ricordare che il consiglio comunale ha già deciso di procedere secondo questa formula almeno fino al 2011, considerandola lo strumento migliore per risanare e rilanciare l’azienda.

“Ora - spiega Variati - si tratta di razionalizzare questa scelta, ad esempio attraverso il progetto del global service che non riguarda nuove concessioni perché, consentendoci vantaggi come spendere 4 milioni di euro in più per le strade, si costruisce con le concessioni già in capo ad Aim (illuminazione e sosta) e ad Amcps (manutenzione straordinaria delle strade) ed è proprio per questo che non serve il parere dell’autority. Chi governa l’azienda ci ha prospettato un piano industriale che prevede questa razionalizzazione e io credo che il consiglio comunale dovrà dare forza e fiducia a tale riordino industriale”.

Il sindaco affronta quindi il tema ancora aperto della capitalizzazione aziendale: “Ieri ci si preoccupava di un’azienda massacrata, oggi c’è chi avanza la preoccupazione di un Comune massacrato, che si spoglierebbe di beni per darli ad Aim. A questo proposito faccio presente che sono ben poche le aziende che si sono costruite sedi e parti degli impianti poi presi in proprietà dal Comune che chiede affitti e canoni per due milioni e mezzo di euro… Questa operazione è delicata: la capitalizzazione dà forza e competitività all’azienda, ma i canoni rappresentano delle entrate. C’è un problema di equilibrio di bilancio, si tratta di un tema che stiamo ancora approfondendo: solo a fronte di un convincimento del sindaco si potrà procedere. Quel che è certo è che non sono preoccupato di spogliare il Comune dei suoi beni, proprio perché essi sono garantiti dalla formula in house e perché per legge, quando si trasferiscono ad un’azienda beni inalienabili, come ad esempio le reti, automaticamente la società patrimoniale – nel nostro caso Aim spa - diventa inalienabile, cioè non aggredibile da soggetti terzi (privati o pubblici). Inoltre la capitalizzazione avviene su beni strumentali: se, ad esempio, l’azienda dovesse decidere con il consiglio comunale di costruire una nuova sede – auspicabile, perché lì dov’è non è nelle previsioni, a ridosso del centro storico, con mezzi che vanno e vengono e che non hanno senso nella prospettiva futura – e se il piano finanziario glielo consentisse, la vecchia sede rientrerebbe tra i beni del Comune. Nessuna operazione immobiliare, insomma, dovrà essere lasciata in capo all’azienda”.

“Mi preoccupo piuttosto - conclude il sindaco - di compiere atti legittimi e che garantiscano l’equilibrio di bilancio. Quando avrò risolto queste questioni, presenterò la mia decisione alla maggioranza  e al consiglio comunale”.

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