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21/01/2009

Il battesimo di Cristo di Giovanni Bellini ritorna a Vicenza

Sarà ospitato al Museo Diocesano in attesa del completamento restauro di santa Corona

Tra le opere più amate dai vicentini, la grande pala di Giovanni Bellini Il Battesimo di Cristo ha fatto oggi rientro a Vicenza, dopo aver raccolto ammirazione nella monografica che si è tenuta alle Scuderie del Quirinale di Roma, dal 30 settembre 2008 all’11 gennaio 2009.

Da questa mattina alle 8, quando il camion blindato, climatizzato e ammortizzato è arrivato da Roma, la grande pala di 410 X 265 cm ha trovato la sua nuova casa al Museo Diocesano, in attesa di far ritorno nella collocazione storica nel marmoreo altare Garzadori, nel Tempio di Santa Corona, oggi in restauro.

Per mesi, forse un paio d’anni, il radicale restauro strutturale del Tempio finanziato dalla Fondazione Cariverona non avrebbe permesso l’esposizione dell’opera, ma il deposito al Museo Diocesano, frutto della collaborazione tra la Soprintendenza BSAE di Verona, Vicenza e Rovigo nella persona del soprintendente Fabrizio Magani, l’Assessorato alla Cultura di Vicenza, i Musei Civici e la Diocesi di Vicenza, ha fatto sì che la tavola potesse divenire il centro di future iniziative.

Le 65 opere presenti in mostra, provenienti da 48 musei internazionali, hanno lasciato un curioso primato al “nostro”Bellini: il vetro che lo ha difeso dagli sbalzi climatici è il vetro più grande mai realizzato al mondo per contenere un dipinto, con un peso di 4 quintali, studiato appositamente per mantenere la climatizzazione ottimale e costante dell’opera in una latitudine diversa da quella berica.

Per far luce sulla complessità di un’operazione di deposito come questa, va sottolineato che la pala ha un peso di circa 350 kg, che arrivano a 600 con la cassa coibentata necessaria per assicurarne la conservazione. Inoltre c’è voluto un anno di monitoraggio climatico a Santa Corona ad opera della Direzione Musei per assicurare, con l’intervento dell’Istituto Centrale per il Restauro, i parametri climatici ideali nella permanenza dell’opera alla mostra.

Per la nuova sistemazione vicentina, da mesi è in corso un’analisi sul Salone d’onore del Palazzo vescovile prima di imporre con l’ausilio della tecnologia il nuovo clima ottimale. Il camion con il suo prezioso carico è rimasto per una notte in un deposito di sicurezza sorvegliato a vista.

Questa mattina i 15 facchini della ditta Artèria di Venezia, specializzata nella movimentazione delle opere d’arte, si sono occupati di trasportare a braccia, con estrema delicatezza, la cassa fino al primo piano del Palazzo Vescovile.

                                                             

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