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15/01/2009

La City card delle scuole diventa grande e si avvia a diventare tessera multiservizi

La City card lanciata dal Comune di Vicenza con il finanziamento della Banca Popolare come progetto sperimentale per servizi tipici del settore scuola diventa grande. Il successo e l’interesse suscitati dalla sua introduzione ha convinto l’amministrazione comunale a studiare le potenzialità di sviluppo della tessera e ad individuare quali altri servizi, erogati anche da enti diversi dal Comune, potrebbero venire gestiti dalla City card.
Con l’inizio dell’anno scolastico la City card è stata distribuita in via sperimentale a 2000  famiglie di bambini e ragazzi che frequentano gli istituti comprensivi 3, 6 e 9 e una scuola d’infanzia comunale in sostituzione dei buoni mensa e a 283 utenti dello scuolabus al posto dei titoli di viaggio.
Per gli utenti un vantaggio e una semplificazione (si “carica” la card anziché acquistare gli abbonamenti allo scuolabus o comprare e compilare quotidianamente i buoni pasto), per il Comune la possibilità di controllare in modo più puntuale informazioni e contabilità di quei servizi.
“Il risultato – commenta l’assessore all’istruzione Alessandra Moretti – è stato lusinghiero; tutti ne hanno apprezzato l’utilità e la facilità di utilizzo e chi non partecipa alla sperimentazione ci ha chiesto di poter presto entrare a farne parte. Di qui la nostra decisione non solo di avviare le procedure per estendere i servizi già testati a tutte le scuole cittadine per un bacino di 10.000 utenti, ma anche di studiare quali altri utilizzi potrebbe avere la card rispetto ad altri servizi erogati al cittadino dal Comune o da altri enti, come Aim, biblioteca Bertoliana, teatri, eccetera”.
La giunta comunale, quindi, ha deciso l’istituzione di una nuova unità di progetto, formata da personale del settore attività educative e del settore servizi informativi, che andrà proprio a verificare tali potenzialità. Poiché il progetto risponde alle caratteristiche previste dai piani di e-government si sonderà la possibilità di proporne anche il riuso ad altri enti, ad esempio quelli del Centro servizi territoriali (Cst), con la possibilità di accedere a specifici finanziamenti regionali e nazionali. “E’ un’iniziativa che merita – conclude la Moretti - e che riconosciamo come “buona pratica” anche al ministro Brunetta: ora vogliamo proseguirla e valorizzarla nell’ottica della razionalizzazione e dell’ottimizzazione delle risorse”.

 

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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