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16/12/2008

Nascere, sposarsi, vestirsi e morire. Sono gli ultimi temi sviluppati dalle ricerche sociologiche coordinate dall’Istituto “Rezzara”

“Nascere e morire, ieri e oggi”, “Amore e matrimonio. Il costume cambia” e “Vestirsi, abbigliamento e ornamenti” sono i titoli di altrettante ricerche condotte dagli iscritti all’università adulti/anziani del Vicentino durante i corsi del triennio 2006-2008 e i cui risultati sono stati presentati questa mattina a palazzo Trissino dall’assessore alla famiglia e alla pace Giovanni Giuliari assieme al direttore dell’istituto culturale di scienze sociali “Niccolò Rezzara” Monsignor Giuseppe Dal Ferro e alle curatrici Maria Vittoria Nodari e Magda Apolloni.

Dopo le ricerche sul territorio vicentino condotte per dieci anni dalle università adulti/anziani sulle trasformazioni che hanno interessato il territorio vicentino - dai mestieri al mercato, dalla vita di aggregazione ai servizi pubblici, dalla religione alle opere di solidarietà – dallo scorso anno l’istituto “Rezzara” ha voluto aprire un nuovo filone di ricerca dedicato al costume dei veneti allo scopo di indagare sulla memoria collettiva, per stabilire un confronto fra i modelli di vita di ieri e di oggi e per far emergere degli uni e degli altri i valori sottesi.

“Sono lavori, quelli dell’istituto Rezzara, fatti sempre con estrema passione – ha sottolineato l’assessore Giuliari, complimentandosi vivamente con le curatrici -. Offrono un contributo di approfondimento e di recupero della memoria collettiva locale impareggiabile, mettendo al centro della scena la figura dell’anziano”. 

Particolarmente significativa è stata la metodologia di lavoro portata avanti e che ha visto coinvolti 260 corsisti nel corso del primo anno e 190 durante il secondo nelle varie sedi di Arzignano, Asiago, Bassano del Grappa, Breganze, Camisano, Carmignano di Brenta, Costabissara, Creazzo, Dueville, Lonigo, Malo, Marostica, Montecchio Maggiore, Noventa Vicentina, Schio, Thiene, Torri di Quartesolo, Valdagno, Vicenza, Villaverla, Caldogno e Sovizzo (le ultime tre si sono aggiunte il secondo anno).

Dopo un convegno tenutosi in ciascuna sede, infatti, i partecipanti - organizzati in gruppi di lavoro e guidati da docenti-coordinatori che stimolavano il ricordo e sollecitavano la scrittura - hanno risposto ad un questionario a domande libere. Il prodotto di questo lavoro, spesso amplificato dal ricordo, è stato quindi raccolto e verificato per una prima stesura, in vista del confronto finale che si è tenuto ad Arzignano nella scorsa primavera nel corso di una giornata cui hanno partecipato in tutto oltre 1000 persone. Successivamente è quindi stata redatta la pubblicazione in cui sono state inserite anche pregevoli fotografie d’epoca provenienti dagli archivi degli stessi partecipanti alla ricerca.

I corsisti si sono dunque cimentati innanzitutto nell’indagine di uno dei più significativi aspetti dell’esperienza umana: la nascita e la morte. I risultati hanno dimostrato che molti aspetti sono cambiati nel tempo, in particolare è emerso che i tabù di ieri sono scomparsi e che il mistero si è purificato dai connotati magici. Tuttavia sono emersi anche alcuni aspetti di rischio legati al fatto che il nascere e il morire si sono sempre più privatizzati. Di conseguenza più acuta e distruttiva è divenuta l’esperienza del figlio anormale, di quello non atteso o non previsto: i servizi sociali si sono arricchiti, le cure sanitarie sono più efficaci, ma tali drammi umani vengono vissuti più in solitudine e in un clima di generale indifferenza.

Per quanto riguarda la ricerca sul tema “Amore e matrimonio” è emerso il profondo cambiamento avvenuto fra le generazioni negli ultimi trent’anni: si è assistito a più benessere, a meno condizionamento, ma anche alla perdita di valori essenziali quali l’assunzione di responsabilità e la coerenza. In tale contesto il matrimonio è ritenuto ancora un avvenimento importante, da celebrare anzi col massimo sfarzo e con fotografie di alta qualità. I giovani sembrano tuttavia intimoriti da questo passo, optando spesso per la convivenza. Non mancano comunque giovani che sanno costruire con pazienza il proprio futuro.

Ancora in fase di stampa invece la terza ricerca, quella sull’abbigliamento, che prende in considerazione il Novecento e, in particolare, il secondo dopoguerra. Da questa indagine è emerso molto chiaramente che a caratterizzare questo sorcio di tempo sono stati i mutamenti sociali delle ultime generazioni: da un lato si è registrata una maggiore libertà e responsabilità da parte di tutti, dall’altra si è assistito anche al diffondersi del senso di solitudine e di incomunicabilità e alla perdita di identità sottesa al vestire.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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