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27/10/2008

Attivato il Centro per l’affido e la solidarietà familiare a carattere sovracomunale. Il Comune di Vicenza è l’ente capofila

Dopo 20 anni di intensa attività sul territorio cittadino, il Servizio affidi del Comune di Vicenza diventa ora Centro per l’affido e la solidarietà familiare a carattere sovracomunale.
La novità è stata presentata questa mattina a palazzo Trissino dall’assessore alla Famiglia e alla Pace, Giovanni Giuliari, dal presidente della conferenza dei sindaci, Eleutherios Prezalis, dal direttore dei Servizi sociali dell’Ulss n. 6, Paolo Fortuna, e dalla presidente della Rete Famiglie aperte, Silvana Mangano.

Il mutamento del servizio affidi risponde all’evoluzione del quadro normativo di riferimento, che ha imposto un nuovo assetto organizzativo dei servizi sociali, fino a definire, nel 2006, la necessità che ogni azienda socio-sanitaria si dotasse di un centro per l’affido e la solidarietà familiare. Di qui l’avvio - nel settembre dello stesso anno - di una fase di sperimentazione decisa dalla conferenza dei sindaci dell’Ulss n. 6, che individuò il Comune di Vicenza quale ente gestore del centro fino al 30 giugno 2008. In seguito, la stessa conferenza dei sindaci, valutate le attività fin lì svolte, ha ritenuto di stabilizzare il Centro affidi attraverso un finanziamento diretto dei Comuni partecipanti e confermando il Comune di Vicenza quale ente capofila dal punto di vista attuativo, gestionale e contabile.

Oltre all’affidamento familiare residenziale, nel corso degli anni, il Comune di Vicenza ha tra l’altro sviluppato una serie di progetti specifici che allargano le forme di accoglienza per minori: dall’affidamento diurno e parziale a quello di neonati, dall’affidamento di disabili all’affidamento a parenti, passando per la convivenza educativa di nuclei di mamme con bambini inseriti in famiglie.
La solidarietà familiare - evoluzione particolarmente sostenuta dalle amministrazioni che promuovo il servizio - consiste invece nella promozione di un supporto alle famiglie in difficoltà da parte di altre famiglie attraverso forme di buon vicinato, affiancamento educativo a bambini in difficoltà, forme di convivenza solidale per giovani, maggiorenni o nuclei mamme-bambini in difficoltà. Il valore aggiunto è rappresentato in questo caso dalla convenzione con l’associazione Rete famiglie aperte, che da più di dieci anni opera nel territorio vicentino, aggregando attorno a sé un centinaio di famiglie (tra soci attivi e sostenitori), che offrono la loro disponibilità all’accoglienza e alla solidarietà nei confronti di bambini e famiglie con problemi.

“Ringrazio tutti e 39 i Comuni dell’Ulss n. 6 – ha dichiarato l’assessore Giuliari – per la fiducia accordata al Comune di Vicenza. È un onore, certo, ma anche una grande responsabilità, nonostante il servizio vanti ormai un’esperienza ventennale e di alta qualità. Ora che ha assunto un carattere sovracomunale – ha annunciato inoltre – sarà nostro compito individuare una sede autonoma: il servizio è di tutti ed è giusto che non si confonda con gli altri del Comune capoluogo”. 

La struttura del Centro affidi si basa sul lavoro di un’equipe di operatori qualificati: un assistente sociale dipendente del Comune di Vicenza che coordina il servizio per 10 ore settimanali; altri due assistenti sociali, uno a 36 ore settimanali e dipendente del Comune di Vicenza, l’altro a 24 ore alla settimana, ma dipendente dell’Ulss n. 6; e due psicologi per un totale di 40 ore settimanali, in rapporto di libera professione e individuati con specifico avviso pubblico.
E’ grazie a questo insieme di risorse professionali e del privato sociale che l’Ulss n. 6 intende quindi rispondere alla richiesta della Regione Veneto che punta su processi di deistituzionalizzazione: l’obiettivo è infatti quello di vedere collocati entro il 2010 in famiglie affidatarie, e non in comunità, il 60 per cento dei bambini e dei ragazzi allontanati dalla propria famiglia.

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