Non solo: secondo Variati, come indica la normativa europea, nazionale e regionale, e come richiede una più matura consapevolezza dei cittadini rispetto al tema della qualità della vita, è indispensabile elaborare “uno studio preliminare degli impatti e delle compatibilità ambientali non limitato al solo progetto dell’insediamento militare, ma esteso al complesso delle opere complementari: tra cui una tangenziale nord che interesserebbe una larga parte della città e che non essendo opera militare non può sottrarsi a queste valutazioni, ma senza la quale come detto la stessa base non avrebbe senso”. Ciò che il sindaco di Vicenza chiede oggi con forza al governo è la Valutazione Ambientale Strategica del complesso programma di interventi e la Valutazione d’Impatto Ambientale sul progetto definitivo.
“Spero ancora in un ripensamento - conclude Variati nel commentare la lettera - e in ogni caso non rinuncio, da sindaco, all’ideale sovranità su tutto il territorio del Comune. Se non mi dovessero ascoltare metterò in campo tutti i miei poteri per bloccare, invalidare, ritardare, ostacolare qualcosa che sentirei come un pericolo per i miei concittadini. E che finirebbe, paradossalmente, per essere un “regalo avvelenato” anche per gli americani”.
La lettera, che è stata spedita anche al commissario straordinario del governo on. Paolo Costa, all’ambasciata degli Stati Uniti d'America e al comando americano “SETAF”, ripercorre anche le ultime tappe della vicenda, compreso l’esito della consultazione spontanea con i 24 mila cittadini che si sono espressi contro il nuovo insediamento militare: “un’opposizione - spiega il sindaco - di natura civica, che va ben oltre i confini di un dissenso marginale e dalle connotazioni estremistiche”.