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06/10/2008

Variati sulla consultazione autogestita: "“Un risultato eccezionale e senza precedenti"

"Lo comunicherò al governo e agli americani. Ora ho il dovere di darle valenza istituzionale”

“Un risultato eccezionale, che non ha precedenti. Una manifestazione spontanea di cittadini non politicizzati che, forse per la prima volta in vita loro, si sono recati ad esprimere il proprio pensiero ad un gazebo”. Con queste parole il sindaco di Vicenza commenta, il giorno dopo, l’esito della consultazione sul Dal Molin, autonomamente gestita dal coordinamento dei comitati contro la nuova base, dopo lo stop del consiglio di stato alla procedura di voto istituzionale. Questo il risultato: 24.094 votanti (pari al 28,56% degli aventi diritto al voto), di cui il 95,66%  contrario alla realizzazione della nuova base.

“Quello che registro, - ha proseguito il sindaco - è che un terzo dell’elettorato attivo e quasi la metà degli elettori che si sono recati alle elezioni per il sindaco, si è espresso in modo chiaro. Gli altri, cioè quelli che non si sono espressi, non vanno strumentalizzati. Il loro non voto non è un si alla base! Sfido chi lo sostiene a dimostrarlo con i fatti, organizzando una consultazione con le medesime caratteristiche di quella di ieri per conteggiare quanti, realmente, vogliono davvero la base a Vicenza. Diversamente, non sono legittimati a parlare a nome di chi non si è espresso”.

Adesso che ci sono “24 mila scomodi, meravigliosi voti”, consegnati questa mattina al sindaco dai rappresentanti dei comitati assieme ai rigorosi verbali dei 32 centri di raccolta, Variati prefigura due strade possibili: “Comunicherò ufficialmente agli americani e al governo l’esito di questa consultazione. Gli uni e gli altri potranno ignorare questo nuovo importante fatto ed imporre le loro decisioni (con conseguenze imprevedibili), oppure potranno rispondere alla mia richiesta di dialogo. A entrambi chiedo di valutare questo campanello d’allarme che suona nel cuore di una regione inquieta, che merita attenzione ed ascolto. Mi rivolgo, in particolare, agli americani: so benissimo che il loro interlocutore ufficiale è il governo, ma qui essi dovranno vivere e, anche dal punto di vista dell’immagine, non credo sarebbe opportuno avere contro un cittadino su tre. Si creerebbe un clima che non auguro alla mia città, una grande città d’arte che non merita di essere ridotta a capitale della protesta…”

Quanto al fronte amministrativo (nel quesito della consultazione l’amministrazione chiedeva ai cittadini il mandato di avviare l’iter per la richiesta di acquisizione dell’area), il sindaco ha annunciato che incontrerà tutti i gruppi consiliari, prima di decidere in che modo procedere. “Questo perché - ha concluso il sindaco - pur essendo cambiate le regole del gioco perché il consiglio di stato ha impedito al Comune di svolgere una consultazione ufficiale, ho il dovere di considerare questa grande manifestazione della volontà dei cittadini, alla quale dare la corretta valenza istituzionale”.

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