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04/09/2008

Variante parziale al P.R.G. per le zone territoriali omogenee R/C-1, RCD/C-1: l’80% degli edifici è ancora inalterato, ma l’assessore Lazzari auspica un rapido intervento di salvaguardia

Edifici di valore storico ambientale e di pregio (R/C-1 e RCD/C-1): l’80% per cento è ancora inalterato, ma bisogna affrettarsi a salvaguardarli. L’allarme, e l’impegno a procedere di conseguenza, viene dall’assessore alla progettazione e innovazione del territorio Francesca Lazzari. A dieci anni dai primi sopralluoghi e dopo l’aggiornamento del settembre 2003 per la variante proposta alle zone residenziali, classificate dal vigente piano regolatore come R/C1 e RCD/C-1, l’assessorato della Lazzari ha infatti eseguito una nuova verifica dello stato esistente e degli interventi avvenuti negli edifici compresi all’interno delle zone residenziali di completamento.
L’aggiornamento ha riguardato i 30 edifici di “valore storico-ambientale di pregio” in zone R/C-1 e i 118 edifici di “valore storico-ambientale”, sempre in zone R/C-1.
La verifica è avvenuta tramite sopralluogo esterno, nel corso del quale sono stati valutati l’integrità, la modifica o la demolizione degli edifici.
La rilevazione, effettuata in agosto, ha evidenziato una situazione pressoché stazionaria delle condizioni degli edifici, sia di valore storico-ambientale sia di pregio.
Infatti, dai sopralluoghi effettuati, è risultata una sola demolizione per quanto riguarda gli edifici di “valore storico-ambientale di pregio, mentre le ristrutturazioni e le manutenzioni sono state cinque (due in più rispetto al “censimento” del 2003), di cui solamente una con modifiche ”pesanti”.
Per quanto riguarda gli edifici di “valore storico-ambientale” si sono riscontrate due demolizioni che vanno ad aggiungersi alle tre rilevate nel sopralluogo del 2003; undici sono state invece le manutenzioni ordinarie e cinque le modifiche rilevanti al corpo edilizio originario.
“L’80% di questi edifici - commenta l’assessore alla progettazione e innovazione del territorio Francesca Lazzari - è rimasto quindi inalterato. E’ auspicabile tuttavia un intervento immediato per la salvaguardia di questo patrimonio storico-edilizio, che progressivamente potrebbe essere oggetto di nuovi interventi edilizi. In questo senso l’ambito ove tale studio potrà trovare collocazione è sicuramente il Piano Assetto del Territorio”.
Il lavoro di verifica è stato realizzato da Stefania De Franceschi e Andrea Antonelli, due studenti dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia – IUAV, coordinati dai tecnici del Settore Urbanistica del Comune di Vicenza.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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