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25/06/2008

Il sindaco fa il punto della situazione sul Dal Molin

“Mi ha colpito molto che otto cittadini su dieci si siano dichiarati interessati a partecipare ad una consultazione sulla nuova base americana al Dal Molin. Ciò mi conferma la necessità, oltre che la volontà, di proseguire il cammino verso la consultazione popolare”.

Il sindaco di Vicenza Achille Variati prende spunto dai risultati di un sondaggio pubblicati ieri sul Corriere del Veneto per assicurare che la tabella di marcia verso la consultazione popolare prevista per il prossimo autunno non subirà rallentamenti a causa dell’ordinanza di sospensione dei lavori al Dal Molin emessa dal Tar del Veneto nei giorni scorsi: “L’ordinanza ha solo posticipato di una settimana la convocazione del consiglio comunale che era in programma per domani sera – ha precisato -, il tempo di esaminare il malloppo di carte alto alcune decine di centimetri che abbiamo richiesto ai vari organi istituzionali coinvolti dalla questione e che ora saranno attentamente vagliati dal Comune, in particolare dall’avvocatura”.

Il sindaco ha posto quindi l’attenzione sulla questione dei tempi, specie ora che il Governo ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso al Consiglio di Stato. “Per questo insisto nel precisare che quella di ottobre sarà una consultazione popolare e non un referendum. Per indire un referendum i tempi sarebbero stati troppo lunghi e quando il tempo c’era non si è voluto farlo. È comunque evidente – ha sottolineato – che la domanda che verrà posta ha un alto contenuto politico oltre che patrimoniale, perché si andrà a chiedere se si vuole che quell’area resti della città o se si vuole consegnarla ad altri”.

Nel frattempo il sindaco ha spiegato di aver già mandato una lettera alle strutture comunali interessate affinché vigilino sul rispetto della sospensiva del Tar. “In caso contrario – ha precisato - potrebbero esserci anche responsabilità di natura penale”.

Il sindaco ha infine rivolto un appello a tutte le forze politiche perché ci sia collaborazione nel percorso che porterà alla consultazione, indipendentemente dalle prese di posizione verso la base americana: “Sarà uno di quei momenti che verranno ricordati per l’alto valore di democrazia. Del resto – ha aggiunto – credo che a nessun livello istituzionale del Paese si abbia la volontà che Vicenza sia collegata a situazioni di protesta o di scarsa democrazia. Vicenza è una città d’arte, è la città del Palladio e come tale deve essere riconosciuta nel mondo”.

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