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18/06/2008

Un tavolo di concertazione per ridisegnare la zona industriale

Lo propone l’assessore Francesca Lazzari incontrando i segretari provinciali di CGIL, CISL, UIL. Già in calendario nuovi momenti di confronto con altri soggetti

Basta agli interventi spot. Sì alla pianificazione coerente, secondo un disegno organico che guardi in prospettiva. L’assessore alla progettazione e innovazione del territorio del Comune di Vicenza Francesca Lazzari vede nella zona industriale di Vicenza un’occasione per ridisegnare un asse territoriale strategico della città e creare nuove opportunità di sviluppo per Vicenza. 

Lo ha ribadito nell’incontro che ha avuto martedì 17 giugno con i segretari provinciali della Cgil, Oscar Mancini, della Cisl, Luigi Copiello, e della Uil, Riccardo Dal Lago. 

Si tratta del primo di una serie di appuntamenti con tutte le forze economiche e sociali della città. Prossimamente sarà la volta delle associazioni degli imprenditori. Obiettivo di questa fase di ricognizione e di ascolto è la costituzione di un tavolo di concertazione sulla zona industriale.

Attorno a questo tavolo si dovrà ora aprire un dialogo franco tra tutti gli attori e gli interessi in gioco. Non solo le associazioni di categoria industriali, artigianali, del commercio e i sindacati, ma anche la Provincia e i comuni contermini, associazioni professionali, ambientali ed enti economici come la Fiera. Il luogo della concertazione sarà unico e verificherà per prima cosa tutte le problematiche dell’area, comprese quelle ambientali e relative all’assetto idraulico. Sarà poi individuato un percorso condiviso per definire gli strumenti urbanistici più idonei alla riqualificazione urbana e funzionale della zona industriale, a partire da un approfondimento e una messa a punto delle varianti già avviate, del piano strategico e del Pat con l’obiettivo di una riproposizione progettuale in grado di soddisfare sia le esigenze della città produttiva e le richieste derivanti dall’imprenditoria privata e dalle associazioni di categoria, sia le prospettive socio-economiche di sviluppo, sia le compatibilità e i vincoli ambientali. 

Nell’incontro di martedì 17, l’assessore Lazzari e i segretari delle organizzazioni sindacali hanno concordato su alcuni punti ritenuti strategici: guardare alla zona industriale come ad un’area di sviluppo basato sulle eccellenze; favorire, cioè, gli investimenti in servizi di qualità per le imprese e nel terziario innovativo, per dare nuove opportunità ai giovani. Si tratta di ripensare le possibili trasformazioni, attivando un dialogo  che affronti il tema non tanto e non solo in termini edilizi (altezza degli edifici, distanze, uso del suolo) quanto in termini di funzionalità urbana capace di aggregare e integrare un territorio vasto, nella logica di Vicenza capoluogo. Puntare alla qualità della costruzione, anche in termini di risparmio energetico e rispetto ambientale. Trasformare la zona industriale in un’area accogliente e viva per le persone che la frequentano (visitatori e operatori delle fiere, lavoratori, ecc.). Mantenere un tessuto produttivo vitale e una significativa vocazione manifatturiera dell’area in prospettiva internazionale.

“Gli ultimi anni – commenta l’assessore Lazzari - hanno dimostrato come, anche in situazioni di stagnazione o di recessione, l’industria è rimasta una componente importante dell’economia vicentina anche se la progressiva trasformazione delle zone produttive in usi diversi, soprattutto direzionale e commerciale, che ha interessato le zone produttive delle altre città capoluogo del Veneto, si è manifestata in particolare nella zona di Vicenza Ovest. Tali spazi vanno pensati per dare ai talenti e alla ricerca la possibilità di esprimersi e di operare. La pianificazione della zona industriale deve essere un progetto che interessi la logistica, la finanza, la tecnologia, l’innovazione, la relazione con la Fiera e l’Università. Un progetto che tenga conto che la qualità ambientale è uno strumento per attrarre aziende innovative, capaci di promuovere l’immagine della città e con essa attrarre nuovi investimenti non solo legati al settore produttivo, ma anche all’istruzione, alla mobilità, alla cultura, alla creatività, alla ricerca. E’ necessario chiedere al settore produttivo di investire nell’armatura urbana all’interno di un progetto complesso in cui qualità urbana e crescita produttiva abbiano effetti sinergici. Vicenza  deve stare nella nuova Europa allargata dove  il Nordest,  ha una “centralità” geografica, nello spazio europeo, che finora non ha mai avuto. Anche in questo caso è necessario immaginare un disegno generale che possa aiutare a governare le trasformazioni nel contesto delle grandi reti infrastrutturali affinché Vicenza diventi un punto di eccellenza dell'intermodalitàavendo l’obiettivo di cercare la coerenza con il contesto ambientale, paesaggistico, sociale ed economico”.

L’obiettivo, ora, è procedere immediatamente alla costituzione del tavolo di concertazione  per assicurare una tempistica ragionevole nella realizzazione delle diverse fasi progettuali.  

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