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08/10/2007

Al lavoro al teatro Olimpico la Compagnia di "Elettra", ultimo degli spettacoli classici. Esauriti i biglietti e la disponibilità per le prove aperte

Ultimo allestimento in cartellone per il 60° Ciclo di Spettacoli Classici, Elettra di Sofocle debutterà al Teatro Olimpico martedì 16 e resterà di scena per quattro repliche (17, 19, 20 e 21 ottobre). La regia è di Luca De Fusco, direttore artistico della rassegna promossa dal Comune di Vicenza e dal Teatro Stabile del Veneto. L'inizio è alle 21. Biglietti già esauriti al botteghino per tutte le recite.
Diversi i ritorni all'Olimpico per alcuni dei protagonisti dello spettacolo: Lina Sastri, che riprende a calcare le scene palladiane nel ruolo principale, dopo il grande successo ottenuto l'anno scorso con Medea di Euripide; Max Malatesta (Oreste), fra gli interpreti dei lavori firmati da Maurizio Scaparro ai tempi della sua direzione artistica; Leda Negroni (Clitemnestra), assidua frequentatrice del proscenio palladiano negli anni '70 e '80; Luciano Virgilio (pedagogo) nel cast de Le mosche di Sartre del 1968. Ma vi sono anche la Schola S. Rocco, diretta da Francesco Erle che firma le musiche di scena, e lo scenografo Mauro Zocchetta, entrambi protagonisti negli ultimi anni delle produzioni Pigafetta (2004) e Odisseo (2005).
La compagnia è già al lavoro e gli appassionati potranno vederla all'opera durante le prove aperte (da giovedì 11 fino a domenica 14, posti già esauriti anche in questo caso).
La tragedia racconta di Elettra, sorella di Oreste, condannata a vivere con gli assassini del padre Agamennone per il quale ella ogni giorno piange e si lamenta nel desiderio sia fatta presto giustizia. Solo la speranza che Oreste giunga in suo aiuto è in grado di alleviare la sofferenza di Elettra e l'odio per la madre e il suo amante, Egisto, colpevoli della morte del padre. La conclusione vedrà la morte dei due amanti, architettata dallo stesso Oreste e da Elettra che lo incita a compiere la vendetta.
Oltre agli interpreti già citati vanno ricordati Massimo Reale (Egisto); Giovanna Mangiù (Crisotemi); Dely De Majo e Giovanna Di Rauso (corifee). La traduzione del testo sofocleo è di Caterina Barone.
«Leggo Elettra come una storia senza tempo di passioni assolute», afferma De Fusco «in cui sembrano agitarsi dei naufraghi, creature sopravvissute a disastri interiori e reali. Una storia dominata dall'attesa. È infatti questo elemento specifico che mi ha fatto preferire la versione sofoclea a quella di Euripide».

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